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Ischia. Strutture sportive e lo «sfruttamento» autodichiarato

Minucucci aveva ordinato lo sgombero dei depositi. E’ stato fatto fatto? Scommettiamo di no! Il comune di Ischia continua con la doppia pratica. Agli amici degli amici chiede solo «un’autodichiarazione sull’uso l’utilizzo continuo e consecutivo della struttura richiesta degli anni precedenti». E sul pagamento delle strutture: «provvederà ad un controllo sulla regolarità dei pagamenti» Non si controlla prima, se lo facesse….

Gaetano Di Meglio | La macchina dello sport giovanile, quella che meriterebbe i riflettori degli inquirenti, quella che incassa circa 350 euro a ragazzino è complice, se non corruttore stando alle ultime illustrazioni del Ministro Toninelli, della classe politica ischitana.
Come sapete, da tempo, la strutture sportive ischitane sono un costo enorme per noi cittadini di Ischia. Oltre 180 mila euro per un rientro irrisorio. La complicità di cattivi politici e di pessimi uomini di sport, per lo più laidi approfittatori di madri discinte e di padri falliti, continua ad usare le nostre strutture sportive senza pagare una lira alla collettività.
Da questa mattina, infatti, i depositi del Campo Sportivo “Rispoli” dovrebbero essere sgomberi. Scommettiamo che il funzionario Minicucci è stato preso in giro o, almeno, non considerato dalle società sportive che usano beni pubblici senza pagare?
Vediamo un po’, però, quanta la questione sia davvero al limite del paradossale.
Leggiamo insieme la nota che il funzionario ha inviato alle società sportive perché, solo in questo modo, potremo, sgamare la cattiva pratica amministrativa portata avanti dal comune di Ischia che, invece di richiedere massimo rigore e puntualità a chi incassa danari su danari e chi si arricchisce, favorisce questo e quello chissà nascondendo quali strane strategie.

Il responsabile del servizio 7, l’ingegnere Marco Minicucci ha scritto alle società sportive in merito all’«Orario impianti sportivi SS 2018/2019 regolamento per l’individuazione dei criteri di gestione degli impianti sportivi alle società sportive approvato con delibera di consiglio comunale numero 17
del 10.04.2003 ed integrato con delibera di consiglio comunale n 64 del 12.12.2003»
Un regolamento che meriterebbe di essere aggiornato visto che porta la data 2003 e calato nella realtà attuale.
«In riferimento all’oggetto si comunica che la vs richiesta protocollo per l’utilizzo della struttura campo sportivo Vincenzo Rispoli risulta inviata: Entro i termini previsti dall’articolo 3 comma a del regolamento in oggetto ai sensi dell’articolo 4 dell’articolo 6 del regolamento in oggetto ai fini del rilascio della relativa concessione in uso la società in indirizzo deve produrre la seguente documentazione: istanza in carta intestata ai sensi dell’articolo 6 del regolamento in oggetto; atto costitutivo e statuto del sodalizio in copia autenticata; polizza assicurativa contro eventuali incidenti o danni che dovessero derivare ai partecipanti e/o ai terzi dall’esercizio dell’attività autorizzata contro eventuali danni che possano essere arrecati anche da parte di terzi all’impianto agli accessori e alle pertinenze durante l’uso della struttura; certificato di affiliazione alla federazione o all’ente di promozione sportiva relativamente alla disciplina per l’esercizio della quale è richiesta l’autorizzazione all’utilizzo dell’impianto; copia della richiesta di riaffiliazione per l’anno successivo corredata dei relativi bollettini di versamento; tabulato ufficiale della federazione o ente di promozione sportiva riconosciuta dal coni riportante il numero esatto di atleti tesserati e praticanti; documentazione inerente la partecipazione a campionati federali ed affiliate alle Federazioni o enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni; programma di attività dell’anno in corso».
Fin qui tutto liscio: atti legittimi e giusti. Ma ora viene il bello.
Il comune di Ischia infatti, per la questione che più potrebbe fare la differenze e che più potrebbe mettere in difficoltà i politici protettori e le società sportive che incassano una montagna di danaro dalle nostre famiglie e che, sovente, danno spettacoli indecorosi picchiandosi e mostrando il lato brutto dello sport, si muove con l’uso dell’autodichiarazione.
Leggiamo, infatti, il punto caldo che riguarda la gestione del Rispoli in questo caso.
Gli uffici di Via Iasolino chiedono «Autodichiarazione ai sensi del DPR 445/2000 a firma del presidente della società circa l’utilizzo continuo e consecutivo della struttura richiesta degli anni precedenti. L’ufficio per gli anni dichiarati provvederà ad un controllo sulla regolarità dei pagamenti».
Ma perché il comune non negli anni scorsi quali sono state le società che hanno goduto dell’utilizzo continuo e consecutivo della struttura richiesta?
Il comune deve chiedere un’autodichiarazione al presidente della società che, va detto, è tenuto a dire la verità. Ma chi controlla? Il comune che non sa chi usa la struttura?
Il comune non sa se la società che ha richiesto il Rispoli per l’anno sportivo 2018-2109 ha pagato lo scorso anno, e quello prima e quello prima ancora?
Dobbiamo ridurci all’uso dell’autodichiarazione perché, in questo modo, la politica può buttare il fogliettino di carta in una cartellina nell’ufficio di Minicucci e farla morire sotto la polvere.
Ah, quanto vorrei raccontare di un bel sequestro di atti al municipio. E di scoprire chi ha pagato e chi no. Al comune si limitano all’autodichiarazione del presidente. Lo trovo assurdo e irriguardoso nei confronti di chi, invece, si trova costretto a saldare la propria posizione con il suolo pubblico o con altre spettanze. Ma al comune di Ischia questo è il sistema.
Miniccucci, continua la sua nota: «La sopra elencata documentazione deve essere inviata al protocollo generale del comune di Ischia a mezzo PEC all’indirizzo protocollo@pec.comuneischia.it o con consegna a mano obbligatoriamente entro 7 giorni naturali e consecutivi dalla notifica della presente pena e non accoglimento della richiesta. L’ufficio si riserva ogni verifica necessaria della documentazione inviata».
Si, avete letto bene, “L’ufficio si riserva ogni verifica necessaria della documentazione inviata” e mettiamoci a ridere….
Ma ora viene il bello. «La presente – scrive sempre Minicucci – vale anche come avviso perentorio per lo sgombero dei depositi e/o altri locali presenti all’interno della struttura stadio Vincenzo Rispoli eventualmente occupati dalla società in indirizzo entro e non oltre venerdì 7 settembre corrente anno in caso di inadempimento a tale disposizione. L’ufficio provvederà autonomamente allo sgombro addebitando eventuali spese per lo spostamento»
Voi pensare che le società si siano preoccupate dell’avviso di Minicucci. Scommetto gli hanno ingnorato!

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