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Ischia, ecco l’antenna della chiesa! La parrocchia parla vodafone

Giorni fa sull’albo pretorio di Ischia, tra i pochi atti che l’amministrazione pubblica (venendo meno alle prescrizioni della legge) è apparso tra i tanti del consigliere Massimo Trofa, un permesso a costruire che ha un sapore molto, ma molto, interessante.

Il responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Ischia, Franco Fermo, ha autorizzato

in maniera “veloce” l’istanza pervenuta lo scorso 5 ottobre avanzata dalla Vodafone Italia S.p.a., in persona del sig. DE DOMINICIS Vincenzo, nato a Salerno, in qualità di procuratore speciale, tendente al rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di un impianto a basso impatto da ubicare nel Comune di Ischia alla via S. Alessandro n° 54, in catasto al foglio n° 3 p.lla 76 sub. 1, il tutto per pubblica utilità

Il progettista è l’ing. De Riggi Teodoro, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli al n° 10221.

Fin qui tutto regolare.

Dopo il ripetitore alla torre di Guevara, dopo le antenne dello Stadio Mazzella e dopo i problemi di Forio dello scorso agosto e quelli, meno intensi, di Lacco Ameno arriva questo permesso (chiamiamolo condono!) che autorizza la Vodafone a realizzare il suo impianto. Non è un’antenna temporanea (perché non è richiesto il PdC) bensì è una struttura fissa che sarà installata a Sant’Alessandro.

Chiariamolo subito, chi scrive è a favore della telefonia mobile, crede che gli impianti moderni non siano dannosi e che, volendo, più antenne ci sono, meglio ci colleghiamo, ma quel che merita la nostra attenzione è la proprietà del fondo dove nascerà “impianto a basso impatto da ubicare nel Comune di Ischia”.

Leggendo il permesso di costruire, infatti, ci siamo incuriositi nel provare a capire chi fosse il proprietario del fondo in via S. Alessandro n° 54, in catasto al foglio n° 3 p.lla 76 sub. 1 e la sorpresa è stata grande.

In Via S. Alessandro, al numero 54, sorge il “beneficio parrocchiale di San Giovan Giuseppe Della Croce in Ischia goduto dal parroco pro tempore”. Ullalà, la chiesa incassa con le antenne della Vodafone? La visura catastale parla di 5 vani per 175metri quadri. Una bella proprietà che “parla chiaro”.

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4 Comments

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  • Continuate a disinformare la gente. Ma soprattutto continuate a fare terroriamo psicologico e questo non si addice ad un giornale che si prefigge di fare informazione corretta. Se si parte dal presupposto di convincere la gente a disattivare i propri cellulari allora sono daccordo con il dire che non c’è motivo di metttere ripetitori. Ma se invece vogliamo ccontinuare a giocare, a chiacchierare o meglio, come si dice oggi a chattare, anche per strada e non solo a piedi, se vogliamo inondare i cervelli dei nostri bambini di radiofrequenza emessa a notevole intensità, insomma vogliamo continuare a friggerci a fuoco lento quando in una sola stanza su 10 persone presenti almeno 9 digitano ed il decimo lo tiene stipato nel borsello, ebbene perchè scandalizzarsi per l’installazione di un nuovo ripetitore?
    I ripetitori hanno la valenza di far ridurre la radiofrequenza emessa dai nostri smartphone e non il contrario. Su questo dovreste informare i vostri lettori, egregio direttore. Ah Direttore, cosa farebbe senza il suo amato cellulare? Come farebbe a sapere una notizia importante e vitale se per caso in una zona il suo apparecchio non prendesse linea? Oppure se avesse bisogno di aiuto e non fosse in grado di farsi sentire? Meditate gente, meditate, prima di sentenziare.