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Ischia e le solite schizofrenie pre-elettorali

Anna Fermo | La politica ischitana, come era d’ attendersi, s’è fatta gossip! Chi sarà il Primo cittadino d’Ischia? Chi sta con chi? Chi tradirà chi? E le liste? Sono chiuse, sono monche o ancora inesistenti? Donne cercasi! C’è il rischio di liste invalidate qualora manchi l’alternanza di genere. Programmi? Neanche a parlarne: qui di coalizioni certe non se ne vede l’ombra, figuriamoci quella dei programmi! Caularone Si o Caularone No? A rispondere ci penseranno “coalizioni a forte caratterizzazione civica”?

C’era una volta la rosa dei nomi dei papabili Sindaci, una rosa che in meno di un mese ha perso tutti i suoi petali per riscoprirsi secca e pronta a farsi soppiantare da un nuovo bocciuolo: spurio di petali, ricco di spine!

Destra e Sinistra? In un clima ingarbugliato come questo non se ne parli nemmeno! Qui sono a rischio le poltrone dei soliti noti, per cui, la schizofrenia della nostra politica locale s’acuisce!

Accordi in bilico o meno, credo che la gente ischitana, sia di destra che di sinistra o di centro, sia stanca d’assistere a questo gioco al massacro organizzato a tavolino dai soli due “Leader nostrani” nella sola logica di una strategia ad personam che prende di mira i candidati di turno per serrare le propri fila del controllo egemonico sul comune capoluogo. E, badate bene, non credo affatto che alla fine tale strategia, sia essa portata avanti per azione o per reazione, risulti vincente per qualcuno.

Se gli ideali ed i programmi passano in seconda linea e con essi il bene comune, chi può mai pensare che non lo facciano anche le coalizioni caularoniche che sorgeranno?

La cosa peggiore è che tutto questo non fa altro che alimentare l’idea ormai predominante che «la politica sia una cosa sporca» e così facendo non si fa altro che allontanare sempre più la gente dalla sua classe dirigente.

Credo fermamente che i nostri due leader debbano decidersi a fare un passo indietro iniziando seriamente a lasciare spazio al nuovo.

Ischia necessita della riscoperta del valore della politica vera, quella che possa perseguire il bene del territorio. Una politica fatta di passione, emozione, abnegazione e altruismo. I cittadini d’Ischia hanno bisogno di vedere questo tipo di politica per innamorarsi nuovamente di qualcosa che, in fin dei conti li riguarda più do ogni altra cosa da vicino.

La gente deve essere posta davanti a programmi seri e non alle danze di candidati opportunisticamente propagandati per conservare ruoli e pesi politici che non giovano alla collettività.

La gente deve rendersi conto della differenza che passa tra l’assistere a scontri e confronti politici su programmi di consiliatura e l’assistere ad una sceneggiata qualsiasi.

Osservando dall’esterno quelli che ai più si vogliono far apparire come dei colpi di scena, mi convinco sempre più del disegno già scritto per rivelare alla fine nient’altro, in senso negativo, quello che Norberto Bobbio definiva il  «terzo includente».

Per intenderci: in un clima esasperato, in cui tutto appare sospetto e le argomentazioni non vengono valutate per quello che sono, ma vengono prima etichettate se a favore o contro la maggioranza attuale, sacrificando qualcosa di molto più importante della politica stessa, ovvero la nostra libertà e indipendenza di giudizio in quanto cittadini elettori, si ripetono i vecchi schemi volti a frammentare la nostra comunità.

Cito testualmente Bobbio:  «Nel dibattito politico, il Terzo includente si presenta di solito come un tentativo di Terza via, cioè d’una posizione che diversamente da quella del centro non sta in mezzo alla destra e alla sinistra, ma pretende d’andare al di là dell’una e dell’altra. Praticamente una politica di Terza via è una politica di centro, ma idealmente essa si pone non come una forma di compromesso tra due estremi, ma come un superamento contemporaneo dell’uno e dell’altro, e quindi come una loro simultanea accettazione e soppressione», nel nostro caso, il tutto in nome della vittoria del personalismo.

Andare oltre questi vecchi schemi già esternati con le pubbliche dichiarazioni verso “coalizioni civiche” sembra ormai impossibile, eppure resta il bisogno di cambiamento che seriamente e non a chiacchiere Ischia reclama per rinnovarsi come e quanto per ristabilire nell’elettorato almeno una capacità di giudizio, che la porti in avanti, dove le cose assumano il loro valore reale, per quello che sono e per quel che possono produrre per tutti e non di certo per pochi.

La disaffezione per la politica ad Ischia, inutile nasconderlo, è generale, trasversale, sia a destra che sinistra che al centro, nei confronti della maggioranza quanto delle opposizioni. Per cui, qualsiasi tentativo di rinnovamento proposto da questi soliti è nient’altro che schizofrenico.

La domanda cruciale è: Chi sarà veramente in grado di rinnovarsi e rinnovare il paese?

Questa dovrebbe essere la vera partita da giocare e credo che il grande pericolo che stiamo correndo, visti i fatti di oggi, è che  le buone intenzioni per il futuro verranno ancora una volta  affossate dalle cattive abitudini del passato.

Visto che manca solo qualche mese, non sarebbe il caso di tentare il tutto per puntare al nuovo, a un modo di pensare che vada oltre le posizioni tradizionalmente acquisite senza avere la paura di perdere le proprie identità politiche?

Soluzioni nuove possono dare una nuova visione a problematiche vecchie.

Spero che questo momento cruciale e schizofrenico della politica ischitana passi e che le nuove intenzioni si facciano strada con gambe (abitudini politiche) veramente nuove.

 

 

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