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Ischia dice no al “made in Cina”, ma compra in Cina le luci per la pineta

Se a Gigi Di Vaia “risulta difficile accettare lezioni in tema di laicità”, qualcuna sulla coerenza, invece, dovrebbe averla. Ieri, tra le tante banalità organizzate da questa sgangherata amministrazione comunale, hanno annunciato “Un leccio per Natale – il contest per i commercianti”. In poche parole, il comune ha comprato, tramite Ischia Ambiente 100 piccolissimi alberelli di leccio che, dopo le feste e prima della privatizzazione, dovranno imbastardire le nostre pinete. Ma la cosa bella è che, sempre il comune, pensa di fare il gradasso con i soldi dei commercianti.
Leggiamo insieme. «Per questo Natale l’Amministrazione Comunale di Ischia sposa la natura e bandisce il contest “un leccio per Natale”. Rivolto a tutte le attività commerciali della zona di Ischia Porto e del borgo di Ischia Ponte, guarda al verde e alla natura. Come da regolamento i lecci potranno essere addobbati, fatta eccezione per le luci che dovranno essere calde, con materiali rigorosamente green. Messe al bando le vecchie decorazione in plastica, magari made in Cina, l’idea è quella di realizzare decorazioni natalizie fatte interamente di materiale riciclato. Pasta, tappi di sughero, bottoni o scampoli di stoffa, c’è solo da sbizzarrirsi con la fantasia. Ogni partecipante dovrà poi inviare una foto con una breve descrizione dell’addobbo che sarà caricata insieme alle altre in un apposito album sul profilo Facebook “Natale a Ischia”.»
Avete capito bene, il comune ha comprato 100 lecci e i commercianti di Ischia Porto e del borgo di Ischia Ponte dovranno addobbarli con “materiali rigorosamente green”, quelli che costano u nocchio della fronte per capirci, oppure con “decorazioni natalizie fatte interamente di materiale riciclato”, tutto a spese dei commercianti. Il comune ha pagato le luci nella proprietà privata dei Mattera ma vuole che i commercianti, che non incassano quanto i Mattera, addobbino gli alberi di leccio comunali. Una sorta di “pizzo dell’addobbo” comunale. Il comune, non ha investito i danari donando ai commercianti centro lecci addobbati con decorazioni natalizie green o creative, vuole che lo facciano i commercianti con i loro soldi. Con i loro pochi soldi! Ma “compra” le lampadine ai Castellani che, invece, sono l’unica azienda che non va in crisi. E incassano alla grande!
Ma ci sono almeno due cose che espongono al ridicolo l’amministrazione.
Proseguiamo la lettura: “Meno plastica, più verde e più creatività. Un segnale bello forte sarà, per il nuovo anno, la piantumazione di questi cento lecci nelle nostre pinete”. Si avete letto bene. Il comune di Ischia non ha chiesto alla Regione Campania nuovi alberi di pino da piantare nelle nostre pinete, ha commissionato 100 lecci. Che, come potete ben immaginare, imbastardiranno le nostre pinete. Che, appunto, si chiamano pinete da pino…
E, anche in questo, il comune non è per nulla coerente. Un povero cittadino di Ischia che si trova un pino nella proprietà ed è costretto ad abbatterlo, come la Signora che abita ai semafori, per capirci, ne deve abbattere 2 ma dovrà piantare ben 4 pini che devono avere “almeno 30 cm di circonferenza ed altezza, fuori terra di almeno 1,20 metri”. Vogliamo misurare un po’ i lecci che il comune pianterà? E che ha acquistato? Sono mazze si scopa!
Ma il ridicolo, e l’incoerenza più assurda il comune di Ischia la tocca quando scrive “intendiamo dare un piccolo segnale in quella che è la svolta ambientalista data da quest’Amministrazione. Meno plastica, più verde e più creatività”.
Sapete il comune di Ischia dove compra le luci della Pineta incantata? Direttamente in CINA! Le luci colorate della pineta arrivano con i container via mare, dalla Cina! E il comune cosa scrive nel contest dei 100lecci? “Messe al bando le vecchie decorazione in plastica, magari made in Cina” Ma come, Di Vaia, ci hai realizzato la pineta incantata? Tutta cineseria di quattro soldi! E poi pretendi che i commercianti non comprino le luci colorate cinesi? Hai paura che vanno dal cinese che non piace a Luca Spignese? L’altro assessore, infatti, scrive “Ma secondo voi Ischia dopo il low cost alberghiero, aveva bisogno delle attività commerciali dei Cinesi?” Ma perché c’è qualche società cinese che opera sul territorio isolano?
Ma come può un comune scrivere “Messe al bando le vecchie decorazione in plastica, magari made in Cina” quando, invece, realizza la sua attrazione natalizia con le luminarie comprate in CINA?
Gigi, vai a scuola di coerenza!

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2 Comments

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  • Io dico una cosa sola ( non sono commerciante) se la finanza va da un qualsiasi negozio e trova prodotti non a norma con le nostre leggi vigenti esempio lampadine porta lampade vernici non più a norma ecc ecc ti rovina se non trova il pos non puoi esercitare ed e giusto così ho visto dai cinesi prodotti davvero pericolosi e nessuno controlla perche come mai loro e legale e per noi no ?

  • “Sapete il comune di Ischia dove compra le luci della Pineta incantata? Direttamente in CINA!”

    Spero che almeno riciclino le luminarie comprate gli anni scorsi per il bosco incantato, e non buttino ogni anno altri soldi.