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“Inferno” Rizzoli: torna l’incubo condizionatori rotti in ospedale

Impianti di climatizzazione nuovamente fuori uso, temperature da incubo nei reparti. A Lacco Ameno si muore di caldo.Ambienti insalubri e condizioni di lavoro e degenza allucinanti. La realtà supera ogni immaginazione

Ida Trofa | Stagione che va, impianto di climatizzazione che viene… meno! Scoppia il caldo e l’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno si fa trovare, ancora, impreparato. Con l’estate 2019 torna l’incubo condizionatori rotti, gli impianti fuori uso e temperature da incubo nei reparti.
Sono circa tre giorni che la climatizzazione del nosocomio lacchese non funziona in ambenti che, invece, dovrebbero essere sanitari, ma che si rivelano ora insalubri sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari che si trovano in condizioni che dire infernali è più che eufemistico.
Siamo nuovamente a raccontare di disagi e di intollerabili episodi di inefficacia delle opere di manutenzione straordinaria e rimodulazione degli spazi dell’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno.
Da giorni, l’utenza, ma anche gli interni, vista l’insopportabile calura, lamentano la mancata vivibilità degli ambienti causati dall’impossibile convivenza cantiere-zone sanitarie mancato o omesso funzionamento di questi benedetti impianti. Ancor di più con la rottura degli impianti di climatizzazione, l’ennesima dopo l’ultima ristrutturazione. Nessuno finora ha assunto i dovuti provvedimenti, solo visite di circostanza e finte dichiarazioni d’intenti.
Sono anni che il direttore tecnico del Presidio Ospedaliero di via Fundera, l’architetto Trinchillo, fino ad un anno e mezzo fa non è riuscito a garantire in toro il servizio ed ora non riesce a garantirlo neppure il suo sostituto Andrea Palma. Un servizio indispensabile per la struttura. Un fatto che si protrae da anni ormai e che evidenzia quanto maldestramente siano stati compiuti e portati a termine i lavori presso lo stabile.
Con le temperature torride di questi giorni non bastano le croniche carenze di personale, sono i gravi disservizi e le disfunzioni e i problemi igienici e sanitari che collegati alla invivibilità degli ambienti mettono in ginocchio il presidio.
Pazienti costretti a letto come adagiati in “forni crematori”. I malati boccheggiano così come boccheggia anche il personale medico e paramedico!
Utenti in difficoltà per le evidenti inadempienze di chi governa il Rizzoli e soprattutto di chi ha partorito queste assurda progettazione vere chicche di edilizia ospedaliera.
Soldi buttati, risorse pubbliche sprecate. Un insieme di problematiche e situazioni che dire allucinati è poco.
La situazione è intollerabile seria e pericolosa. Questo non è certo modo di lavorare e trattare chi ha bisogno di cure. Auspicabile un’azione mirata e risolutiva della direzione sanitaria che ponga rimedio ai disservizi e ai disagi registrati, specie con il progressivo inoltrarsi della stagione estiva. Ormai è evidente, solo chi ha voluto i lavori di rifacimento del Rizzoli non lo ammetterà mai che non è cambiato nulla, anzi è peggiorato.
E’ vergognoso per un paese civile che paga fior fior di milioni per finanziare la sanità e le “sue” opere pubbliche subire le inevitabili conseguenze di vicende simili. Una incapacità di gestione dell’insieme manifesta al punto da divenire indecente.

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  • Il problema dei condizionatori che si rompono è un must dell’estate.
    Ovviamente bisogna scegliere modelli di marca e fare manutenzione costante per evitare che le unità esterne possano andare in sovraccarico