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Inevitabile!

4ward di Davide Conte

Inevitabile riparlarne. Altrettanto inevitabile pensarci quotidianamente quando vivi qui e, per giunta, hai una moglie che dopo il lavoro, anziché pensare a rilassarsi un po’, scappa al Maio per dare una parola di conforto o aiutare materialmente gli sfortunati di turno. Inevitabile, ancora di più, fare il punto della situazione a distanza di dieci giorni.
L’ho scritto martedì su Facebook e lo ripeto volentieri: bisogna lavorare subito per la ripresa di un’economia che rischia realmente di andare in ginocchio, insieme a tante famiglie. Ma questo senza perdere di vista la necessità che le risorse ottenute sinora (circa nove milioni e mezzo di euro) siano realmente e immediatamente destinate agli interventi prioritari nei territori –ancorché circoscritti- martoriati dalla scossa del 21 agosto. Senza allontanarci troppo da Ischia, a distanza di undici anni, lo scenario di Monte Vezzi, i containers e l’incapacità di agire in deroga a leggi e vincoli obsoleti per consentire allo Stato e ai Comuni di recitare correttamente la loro parte a favore della gente e del territorio, impone la giusta dose di diffidenza ma, al tempo stesso, la necessità di stare tutti “sul pezzo”. Nessuno escluso!
Ho letto con estremo favore le dichiarazioni del neo-commissario Arch. Giuseppe Grimaldi, il quale gestirà in prima persona i sette milioni di euro provenienti dalla dichiarazione dello stato d’emergenza del 29 agosto ad opera del Consiglio dei Ministri (e i due e mezzo della Regione?). Apprezzo molto la lucidità e la moderazione contenuta nella sua analisi dello stato dell’arte, ma sono preoccupato perché ancora una volta un incaricato del Governo sembra subordinare le azioni necessarie ai vincoli, “a cominciare da quello paesaggistico”, senza tener conto di quello che la Legge che attendiamo, da lui stesso invocata al termine dei primi sei mesi di ricognizione, salvo proroga, ha il potere di cambiare le cose e facilitargli il compito.
Quanto è accaduto undici giorni fa deve rappresentare una vera e propria chance di ripresa e non l’occasione di sentirci ripetere ciò che si può e non si può fare in base ai vincoli. Ce lo hanno già ripetuto per i dodici appartamenti che volevamo costruire nel 2006 dopo Monte Vezzi per le famiglie rimaste senza casa, impedendocelo pur avendo suolo e fondi; lo hanno già ripetuto nel progetto di canalizzazione delle acque pluviali in Via Tirabella, impedendo di allargare adeguatamente la strada, pur avendone titolo e fondi. Non possono e non devono continuare a ripetercelo oggi, con millecinquecento sfollati e una dozzina di alberghi knock out tra Lacco e Casamicciola, il cui riverbero negativo rischia di coinvolgerne molti altri nel resto dell’Isola.
Se abbiamo avuto la fortuna (e scopriremo presto se è così) di avere un commissario come Grimaldi, la prima cosa indispensabile (e inevitabile, per rifarci al titolo) è quella di ridisegnare il nostro territorio, tenendo conto senz’altro dei criteri indispensabili alla sicurezza di tutti noi e alla necessità di tutelare il “bello” che ancora ci circonda, ma anche di impedire ai soliti “signor No” i cui criteri e normative di riferimento, come ho avuto modo di scrivere tantissime volte, rappresentano un limite ormai assolutamente inaccettabile. E se prima della scossa, in molti casi, essi ci privavano di crescere, oggi dobbiamo far sì che la loro permanenza non impedisca al Maio e dintorni (e di conseguenza all’isola intera) finanche di reagire e rinascere.
Inevitabile è anche svegliarci subito dal torpore del nostro egoismo tipicamente ischitano. Dove sono le tantissime case sfitte destinabili ai nostri fratelli che ne hanno immediatamente bisogno e che, anche grazie al contributo di autosistemazione, non avrebbero alcun problema a sostenerne il fitto? Ricevo almeno una richiesta al giorno di alloggio da persone che mai avrei pensato di dover annoverare tra gli sfollati del 21 agosto, gente assolutamente incapace di approfittare del momento e semplicemente disperata nel ritrovarsi da un giorno all’altro a dover dire, come un’amica e collega di mia moglie, “abbiamo perso quasi tutto, aiutaci se puoi”. Anche in questo abbiamo il dovere, nei limiti delle nostre possibilità di rispondere PRESENTE.
Inevitabile è il conferimento, da parte di ciascuno dei sei Sindaci isolani, di una delega ad hoc ad uno dei loro Assessori che si occupi quotidianamente dei contatti con Grimaldi, le autorità sovracomunali e la gente comune. Inevitabile è un momento di confronto con tutte le imprese che già oggi stanno soffrendo, pur non avendo subito problemi strutturali, l’onda lunga della disinformazione a danno del loro fatturato, della loro programmazione e dei loro dipendenti, magari mettendo loro a disposizione preziose consulenze aziendali integrative. Inevitabile è porsi finalmente il problema di una messa in sicurezza generale di tutto il territorio isolano, che al pari di quello di buona parte d’Italia è stato privato di ogni minima attenzione e manutenzione e oggi, a gran voce e a più riprese, ci sta chiedendo aiuto. Inevitabile è dimostrare un’insolita maturità in tutte le nostre azioni, sia nel pubblico che nel privato, sia nell’ambito familiare che imprenditoriale; una maturità che vada oltre le ormai duemila richieste di sopralluogo alla Protezione Civile, ma ne comprenda e condivida la necessità e le finalità reali. Inevitabile –e concludo- è far finta, una volta nella vita, che la propria famiglia sia composta da oltre sessantatremila persone e che tutte, ma proprio tutte, oggi abbiano bisogno l’una dell’altra.
Ischia, maledetta splendida isola, inevitabilmente e imprevedibilmente chiamata a diventare grande da un giorno all’altro: facci vedere chi sei!

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