Società

Incontro con Goldoni, evento al Torrione

La locanda delle maschere perdute. Presentazione dello spettacolo teatrale “La Locandiera”, adattamento da Carlo Goldoni e regia di Eduardo Cocciardo. Martedì 18 giugno, ore 20:30, al Torrione di Forio.

Giuseppe Magaldi | Le maschere, i costumi, i gesti che il teatro ci offre sono uno specchio genuino delle relazioni umane, nella vita quotidiana, tanto da renderlo “casa” per ogni individuo che vi si accosti. Dal riso al pianto, sul palcoscenico sfilano le esperienze che ogni uomo vive in concreto; esperienze che creano un legame simpatico ed empatico, tra il di qua e il di là del sipario, con un confine che man mano si annulla, rendendo spettatori gli attori e attori gli spettatori. Il climax giunge con l’applauso, apparentemente rivolto agli attori ma in pratica celebrativo di tutti i presenti così da porli in comunione gli uni con gli altri.

Diceva il grande Eduardo:” Lo sforzo che compie l’uomo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”, e poi aggiungeva: “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male”. Senza dubbio il teatro è vita perché parte dalle nostre vite: dalla vita di chi lo agisce e di chi lo fruisce. È una magia senza tempo, che ferma il tempo e lo dilata anche quando sembra restringerlo. Lo riassume e lo reinventa, rendendolo irripetibile come in una bolla iridata. Interpreti e spettatori vivono un percorso iniziatico, attraverso cui non saranno più gli stessi alla fine della rappresentazione, ma in un crescendo rossiniano diventeranno più liberi e liberati. Il teatro è una surreale finestra sull’infinito della verità: si serve della finzione, ma non ammette la falsità. Si parte da un testo e grazie all’interazione attore – pubblico inizia un gioco (to play in inglese è giocare e recitare) di rimandi in cui ogni inventio porta scritto: “più in là”. Questa arte nasce nella notte dei tempi ed è stata il tramite per accostarsi al divino. È capace di suggellare le unioni più ardite tra le varie discipline e i diversi stili. Non rifiuta le più moderne commistioni e soluzioni tecniche ed oggi più che mai resta il banco di prova galileiano per testimoniare e testare il mondo e l’uomo. Ci precede e ci accompagna nel tempo come urgenza e sogno e sarà un porto sicuro tutte le volte che l’uomo smarrisce o tradisce la sua umanità. Continuerà infatti a suscitare le domande fondamentali che lo riguardano.

Il seminario-dibattito proposto dal regista e scrittore Eduardo Cocciardo offre una interessante occasione di riflessione sia su Carlo Goldoni padre del teatro moderno, e sulla sua Riforma, sia sulla resistenza del teatro ad ogni crisi, per la sua unicità e capacità millenaria di reagire alle circostanze avverse.

L’Associazione Culturale Radici, affidataria del Museo Civico del Torrione “Giovanni Maltese”, e l’Amministrazione comunale di Forio hanno sposato questa iniziativa, accogliendola presso la Sala Mostre del Torrione ove i gentili ospiti e tutti i residenti isolani possono partecipare alla presentazione dello spettacolo teatrale “La Locandiera”, adattamento da Carlo Goldoni e regia di Eduardo Cocciardo, con gli allievi di Recitazione della Teresa Coppa Academy (Gaia Bagliani, Massimo Di Costanzo, Anna Monti, Roberta Rainone, Mattia Sirabella e con la partecipazione di Claudio Iacono). La rappresentazione scenica avverrà poi giovedì 20 giugno 2019 alle ore 21 presso il Palazzo Capuano, in piazza Matteotti 5, Forio, con ingresso libero.

L’evento del Torrione sarà l’occasione per presentare la relazione-studio di Eduardo Cocciardo dal titolo “La locanda delle maschere perdute – la Riforma goldoniana”, una riflessione sulle straordinarie innovazioni apportate dalla scrittura goldoniana alla storia del teatro e sulla nascita del teatro moderno. La serata darà vita ad un dibattito sulla crisi della cultura e del teatro odierni e sulle possibili prospettive future. Interverranno il regista Salvatore Ronga, il giornalista Pasquale Raicaldo, l’attore Alessandro Palatucci, la cantante Sara Pantalone.

Eduardo Cocciardo

Nato ad Ischia (Na) nel 1975, si laurea in Lettere Moderne, indirizzo Musica e Spettacolo, presso l’Università Degli Studi Di Siena con una votazione di 110 e Lode. Scrittore, docente, attore, regista teatrale e cinematografico, studia con Dario Fo, Laura Curino, Lello Arena, Nicole Kehrberger, Carlo Boso, Eugenio Barba. Nel 2003 vince il Premio per il Miglior Testo al Festival Nazionale del Cabaret di Torino. Autore di numerose commedie teatrali, di cortometraggi, mediometraggi, documentari e lungometraggi, pubblica per NonSoloParole Edizioni il saggio L’Applauso interrotto – Poesia e Periferia nell’opera di Massimo Troisi, il romanzo breve Alice fuori dal Paese, per Albatros Edizioni il romanzo Neve Bianca, e per Arpeggio Libero Editrice il thriller Gli Alfabeti della Morte. Fra i suoi numerosi film corti, selezionati e premiati in diversi festival, La Mezzanotte Blu raggiunge lo Short Film Corner del Festival di Cannes 2018. Fra i suoi spettacoli di maggior successo, L’Ultimo Borbone, Un giorno all’improvviso – un amore contemporaneo ed Io sono Claudia – 13 11 15. Il suo ultimo film corto, L’amore ai tempi della collera, è distribuito a livello internazionale da Maxafilm distribuzioni. Oltre ai suoi impegni teatrali e cinematografici, è docente di Recitazione teatrale e cinematografica, di Storia del Teatro e del Cinema presso la The Creative Arts Teresa Coppa di Forio, e collabora da diversi anni con la Società Dante Alighieri – Comitato di Siena.

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