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Il punto. Forio la prima probabile “anatra zoppa” ischitana

Ida Trofa | Con le urne ancora calde, una campagna elettorale da riprendere e 15 giorni dove saranno le “quaglie” i veri protagonisti, viene da Forio la prima probabile  “anatra zoppa” ischitana. Salvo quesiti dell’ultim’ora e contestazioni varie, Forio tra 15 giorni potrebbe eleggere un suo sindaco con una sua maggioranza, Francesco Del Deo, o un sindaco in minoranza, Stani Verde. Saranno giorni incandescenti e non certo per il clima quelli che attendono il Torrione in vista del possibile mutamento degli equilibri politici.

Il governo appena eletto avrà i consiglieri sufficienti per andare avanti e chi sarà il suo sindaco? Francesco De Deo o Stani Verde? Un sindaco con o senza maggioranza?

Un condizione affatto favorevole che potrebbe proiettare Forio verso la ingovernabilità, la prospettiva di un rapido commissariamento e nuove elezioni. La variabile impazzita sarà, in ogni caso, costituita dai possibili ricorsi agli scrutini. Al secondo turno, ci sono pagine tutte da scrivere. L“anatra zoppa” se zoppa sarà, ruoterà attorno ad un’interpretazione. Il pallino del gioco è nelle mani della mandamentale. Al secondo tutto, cose sempre, ci sono pagine tutte nuove da scrivere.

 

L’anatra zoppa. In gergo politico, l’espressione “anatra zoppa”, che nasce negli Stati Uniti, indica un eletto a una carica istituzionale che non è in grado di esercitare la sua carica politica. In Italia, abbiamo preso in prestito questa definizione, lame duck, per inquadrare tutte quelle situazioni che si stanno verificando in alcuni Comuni in cui il sindaco è in minoranza a causa del doppio turno e del voto disgiunto. Proprio il voto disgiunto foriano mostra inequivocabilmente come il sindaco uscente Del Deo non abbia raccolto gli stessi voti dei suoi candidati consiglieri.

Il premio di maggioranza. La formulazione del decimo comma dell’art. 73 del Testo Unico sugli enti locali non si presta ad interpretazioni alternative (“Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi” – recita l’articolo).

 

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