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Il porto di Ischia “affonda” come quel 16 metri

Ottorino e Spignese contro Antonello. Dopo la diffusione della notizia che il nuovo liquidatore della partecipata sarebbe toccato in sorte ad Antonello Sorrentino è partita subito la spedizione punitiva contro Enzo Ferrandino. I migliori rumors di Via Iasolino raccontato di un pressing di Luca Spignese e Ottorino Mattera contro il primo cittadino al fine di fermare la nomina. E, ovviamente, oltre alla nomina si è fermato tutto lo sviluppo e il futuro di Ischia.

Gaetano Di Meglio | Vincenzo Acunto, come altri, hanno reagito come giusto che sia alle fiamme che avviluppato in un grande “falò” il 16 metri ormeggiato nel pontile 1 di Ischia Risorsa Mare qualche giorno fa. La prima domanda, come avviene in questi casi è quella di vedere cosa sia fatto in quanto a prevenzione e a rispetto delle norme.
Norme che vanno rispettate e del cui rispetto, sono certo, faranno luce le indagini legate all’evento che è portata avanti dagli uomini del TV Andrea Meloni.
Gli interrogativi a cui rispondere sono molteplici. Le cause dell’incendio del natale, oltre al già noto corto circuito vanno accertate e, stando ai bene informati del porto, vanno anche escluse altre piste. Fare chiarezza sull’evento è una tappa obbligatoria almeno quanto chiedere chiarezza sull’impianto antincendio e su tutte le normative che un approdo, come quello di Ischia, deve osservare.
Nel frattempo Antonio Minutolo, l’operatore che sul gommone della partecipata ischitana ha portato al largo il mezzo in fiamme è stato anche ringraziato, ufficialmente dalla Capitaneria di Porto. Una manovra veloce e rapida che ha permesso di scongiurare danni maggiori.
Così come ci ha raccontato, in maniera diretta, Claudio Esposito “Cap ‘e Fierr”, armatore per tradizione che, salito a bordo del 16 metri ha aiutato Minutolo nelle operazioni di “estrazione”.
Ci sono due aspetti che vorrei mettere in evidenza. Il primo è che il porto di Ischia è dotato di un piano antincendio e che anche i pontili schifosi di Ischia Risorsa Mare sono calcolati. L’indagine ci dirà se gli impianti barellabili erano al loro posto e se tutte le prescrizioni del piano sono state rispettate.
Ma l’aspetto che più mi preme evidenziare è che anche il porto di Ischia vive lo stato comatoso di questa pessima amministrazione. Un governo che non ha nessuna idea. Nessuna spinta. Nessuna iniziativa. Un governo, parola che oggi usiamo ad Ischia perché, guardando al nazionale, ha assunto il valore del sinonimo di incapacità evidente.
Anche il porto vittima della guerra di potere che vede asserragliato il sindaco in un lato e tutti gli inutili consiglieri comunali attorno. Una partecipata, Ischia Risorsa Mare che non sappiamo che fine deve fare. Sarà incorporata in Ischia Ambiente. Uscirà dalla liquidazione? Sempre che sarebbe dovuta andare, davvero, in liquidazione. E così, senza preoccuparci più di tanto dell’aspetto sicurezza (lo fa bene a lato Vincenzo Acunto) mi chiedo se il porto turistico del comune di Ischia deve essere il “cesso” che tutti vediamo.
Se non ci debba essere nessun cambiamento evidente, da quando per motivi del tutto oscuri, fu cacciato (direi giustamente) Luise dalla “banchina”. E oltre a questa azione di forza cosa è del porto turistico di Ischia? Nulla. A luglio sono stati spesi oltre 60 mila euro per sistemare, alla meno meglio, alcuni servizi, ma per il resto il degrado e l’abbandono sono evidenti.
Ma per chi, come il sindaco, crede che Ischia Risorsa Mare sia solo l’azienda dove mettere a lavorare il miglior amico della moglie e dove far uscire qualche fondo per Natale (alle manifestazioni ed eventi per il Natale 2018 ed inizio anno 2019 provvedendo per gli allestimenti, in collaborazione con la struttura della Ischia Risorsa mare srl in liquidazione, ove possibile nella misura attuata nei trascorsi periodi, ad incrementare le istallazioni luminose ed a tema di proprietà dell’Ente) non possiamo sperare che si possa rendere moderno il porto turistico.
La guerra tra consiglieri, la gestione affidata a Ghirelli come merce di scambio per i “favori” prefettizi e altre manovre, rendono un ramo morto l’azienda pubblica ischitana. Magari il fatturato potrà restare nei limiti ma qual è il futuro per il nostro porto?
Sono sincero, l’evento “fiammoso” dello yacht dei giorni scorsi non è il vero campanello d’allarme che abbiam o ricevuto dal porto di Ischia e neanche la questione sicurezza, perché, in questo caso, ci sono norme e regole che puniscono i colpevole, prima o poi. La mia, sincera, preoccupazione è la totale mancanza di programmazione turistica del porto. Oltre a qualche incarico da affidare all’amico geometra di questo o di quell’altro consigliere, la politica ischitana non riesce a produrre nulla di meglio dello stato attuale: pontili rotti e vecchi, servizi mediocri, impianto antincendio con un grande punto interrogativo e la “prebenda” da 63 mila euro divisa tra le ditte amiche dell’amministrazione!

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