primopiano

Il Ministro Danilo Toninelli “salva” l’ammiraglio Pettorino

Continua al guerra tra Ministri: quello degli interni, Matteo Salvini, lo odia, quello dei trasporti no

Gaetano Di Meglio | “Buon lavoro Ammiraglio Pettorino. Ha la mia piena fiducia” sono queste la parole del ministro delle infrastrutture e dei trasporti del Governo Conte, Danilo Toninelli riguardo alla possibile “destituzione” dell’ammiraglio Ischitano da Capo della Guardia Costiera Italiana.
«Nonostante alcune notizie giornalistiche prive di fondamento, continui nella sua incessante opera di monitoraggio dei nostri mari. Continui con il suo lavoro a capo della Guardia Costiera che ci rende orgogliosi perché salva vite, tutela l’ambiente e garantisce legalità. Intanto – conclude il ministro – questo governo farà la propria parte in sede europea per far rialzare la testa all’Italia e imporre la condivisione della gestione dei flussi migratori. Perché sia chiaro che chi sbarca in Italia sbarca in Europa».
Il post del ministro è servito per spegnere la polemica domenicale che si è sviluppata su tutti i media nazionali circa il possibile cambio ai vertici dei Servizi segreti e che, secondo molti, avrebbe visto a rischio anche “posto del il capo della Guardia Costiera”. Contro Pettorino, infatti, l’ira di Matteo Salvini per il caso della Nave Diciotti non si è ancora placata.
La notizia. «La decisione era nell’aria già da un paio di settimane, ma ora c’è anche il crisma dell’ufficialità: domani il governo avvierà la procedura per il cambio ai vertici dei Servizi segreti. Come anticipato dal Corriere della Sera, a cedere il posto saranno due dei funzionari a cui il governo Gentiloni aveva prorogato l’incarico lo scorso 7 marzo: il direttore del Dis Alessandro Pansa (molto apprezzato da Conte che lo vorrebbe come suo consulente a palazzo Chigi) e il capo dell’Aise, l’agenzia per la sicurezza esterna, Alberto Manenti. Confermato invece il direttore dell’Aisi Mario Parente, che conserverà la carica almeno per altri due anni. Tornando alle altre nomine, tra i più accreditati come successore di Manenti all’Aise ci sarebbe il suo vice Gianni Caravelli, pupillo della ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Oltre a lui in lizza anche anche il generale della Guardia di Finanza Luciano Carta. Al vertice del Dis potrebbe invece accomodarsi il segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni, ma si fanno anche i nomi dei due vicedirettori, Enrico Savio e il generale Carmine Masiello.
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