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Il “dolce” rateizzo. Al fratello del sindaco 73.289 € in 12 comode rate

Tutto il primo agosto: richiesta e concessione. Rinegoziato anche il rateizzo del 2014. Fa tutto Antonio Bernasconi. La richiesta è pervenuta il 1 agosto e nella stessa data Bernasconi ha adottato la determina. Il debito di 73.289 euro oltre interessi per Tari e Cosap potrà essere pagato comodamente in dodici rate mensili

Gaetano Di Meglio | I contribuenti ischitani le tasse le devono pagare nei termini stabiliti e raramente il Comune si dimostra tollerante in caso di ritardo. Anzi, le cartelle di pagamento non onorate sono oggetto di contenziosi e di azioni legali con le quali l’Ente cerca in tutti i modi di recuperare quanto non versato. Al cittadino senza santi in paradiso si chiede di pagare tutto e subito.
Agli albergatori, invece, si spostano i dirigenti. E tra poco capiremo anche perché al contenzioso tributario c’è bisogno di chi non sia troppo fiscale. Ma sappia riconoscere la voce del padrone.
Peccato che altrettanta puntualità non la esiga nei confronti di chi occupa le stanze del potere, anzi del capo stesso dell’Amministrazione, Enzo Ferrandino.
Ed è proprio il tandem Enzo Ferrandino e Antonio Bernasconi che ci interessa in particolare. Al centro di questa vicenda c’è l’azienda di famiglia del sindaco, il Bar La Dolce Sosta.
La società di cui Antonio Ferrandino, il fratello del sindaco, è il rappresentante legale non ha ultimato di pagare la Tari 2015, 2016 e 2017 e la Cosap 2017 e lo scorso 1 agosto si sono aperte le porte del comune.
Il conto che la Dolce Sosta non aveva pagato è pari alla bellezza di oltre 73.000 euro che non andranno a rimpinguare subito le casse comunali.
L’attuale responsabile di Entrate e Tributi Antonio Bernasconi ha concesso con magnanimità il rateizzo richiesto dal titolare dell’azienda, Antonio Ferrandino.
Nella determina, che certamente interessa molto i contribuenti ischitani tartassati, si spiega che Antonio Ferrandino (fate attenzione alla date) il 1 agosto ha presentato appunto richiesta di rateizzo per «le pendenze residue della Determina n. 544 del 17.04.2014 e le pendenze COSAP 2017». Ebbene, la richiesta è stata accolta con determina, guarda un po’, adottata a tambur battente sempre il 1 agosto. Una celerità che non può essere casuale e non può sottrarsi a commenti maligni.
Per giustificare la decisione Antonio Bernasconi scrive: «Ritenuto in considerazione della somma da corrispondere e delle motivazioni addotte, di poter accogliere la richiesta di rateizzo dell’importo complessivo di euro 73.289,54 oltre interessi». Ma nulla aggiunge, ovviamente, sulle motivazioni addotte.
Come è stato applicato il rateizzo?
Su dodici rate mensili da poco più di 6.000 euro ciascuna, a partire dal 5 agosto. Si legge infatti nella determina che il rateizzo viene concesso «per quanto dovuto come residuo della Determina n. 544 del 17.04.2014 per complessivi euro 52.645,90, di quanto dovuto per TARI 2015 per complessivi euro 7.023,85, di quanto dovuto per TARI 2016 per complessivi euro 1.768,85, e di quanto dovuto per TARI 2017 per complessivi euro 5.332,86, di COSAP 2017 e ravvedimento per complessivi euro 6.518,08 mediante la corresponsione di 12 (dodici) rate mensili dell’importo costante di euro 6.223,87 decorrenti dal 05.08.2018». L’importo più cospicuo è sicuramente quello che fa riferimento alla determina del 2014, di cui non viene riferito il contenuto. Ma la sostanza è purtroppo chiara. Una bella somma non era stata pagata come si doveva.
Avete capito bene, il comune ha rateizzato il rateizzo della Dolce Sosta. Cose che non capitano a tutti, ma che se hai il fratello sindaco tutto può accadere. E accade tutto in un giorno, l’1 agosto!
Per salvare la faccia, come è prassi la determina contiene tutti i passaggi ufficiali previsti in questi casi, come «stabilire, ancora, che copia del presente provvedimento venga trasmesso alla Srl Genesis per l’annotazione nel corrispondente fascicolo ed il controllo dei versamenti, autorizzando, sin d’ora, la stessa al recupero coattivo in unica soluzione nel caso di inosservanza delle condizioni da parte del contribuente». Ma i contribuenti ischitani ci credono poco. L’azienda di famiglia del sindaco, le tasse le può pagare a rate e con tutta calma.
E così suona beffardo il passaggio «dare atto che la presente determinazione non comporta impegno di spesa». Il Comune non spende, è chiaro, ma sta di fatto che il credito da incassare viene diluito nel tempo.
E da quante rate la Dolce Sosta non pagava? E se la Dolce Sosta pagherà solo una rta e il comune starà dormiente sino al prossimo rateizzo?
Avere un fratello sindaco è sempre un vantaggio!
E poi ci lamentiamo di Giovanni Sorrentino e della figlia. Di Paolo Ferrandino e della figlia. Di Luigi Boccanfuso e della figlia. Di Titti Lobianco e del marito. Di Giustina e delle cugine. Di Paolo Ferrandino e del nipote. Di Tottino e della sorella. Qui parliamo di chi, con la fascia, “salva” il fratello in un giorno.

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2 Comments

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  • le tasse le possiamo pagare tutti a rate con il sistema del ravvedimento , quindi la famiglia del sindaco non ha ricevuto alcun piacere da nessuno. Piuttosto abbassiamo le tasse e applichiamole come previsto dalla costituzione in modo progressivo e proporzionale al reddito.

  • Il rateizzo è previsto per tutti… Non pagare la tassa della “munnezza”dal 2014 e’ tutt’ altra storia.. il sindaco d’ischia dovrebbe vergognarsi..