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Il disastro della Siena: “Ora basta!” Il Sindaco s’imponga con la Società

L’avviso: “completare i lavori entro settembre o di ripristinare tutto”.  I cittadini non ce la fanno più, si riuniscono in Comitato. Da sei anni siamo in condizioni avvilenti, eppure in sei anni c’è chi ha realizzato il tunnel sotto la Manica, e in due anni a Parigi nell’800, chi ha issato la Torre Eiffel!

Gianni Vuoso | Da settimane, il costruendo parcheggio della Siena è colmo d’acqua. I cittadini e non solo quelli di Ischia Ponte, sono invece sull’orlo della sopportazione, al punto che si sono organizzati in un Comitato popolare spontaneo, chiamato “Salviamo Ischia Ponte”, hanno redatto un documento che già centinaia di persone hanno perfino chiesto di sottoscrivere, quando ne hanno saputo dell’esistenza ed hanno sottolineato con forza “Ora basta!”. Un grido di giustificata esasperazione. Infatti, da ben sei anni, Ischia attende la realizzazione del parcheggio a più piani progettato dalla “Società Villa Miramare”, ma sembra ormai la tela di Penelope: di notte viene svuotato dall’acqua (sorgiva o marina che sia), di giorno si riempie di nuovo.
Sei anni, lo stesso tempo richiesto per realizzare il tunnel della Manica! Mentre nell’800, ci vollero due anni e 3 mesi per innalzare la famosa Torre Eiffel a Parigi. Incredibile.
Non ricordiamo più quante volte, proprio su queste colonne, abbiamo pubblicato le dichiarazioni dell’avv. Mario Santaroni che ha sempre rassicurato tutti sulla conclusione dell’opera: “entro la prossima estate” o “entro la fine dell’anno” o ancora, “faremo delle iniezioni di cemento e poi provvederemo a realizzare dei fori”.
Insomma, abbiamo pubblicato puntualmente, le varie fasi della realizzazione dell’opera più discussa e più fotografata, soprattutto dai turisti. Un’opera che non ci è parsa mai davvero necessaria, tanto che abbiamo sostenuto più volte che sarebbe stato semmai utile il parcheggio di proprietà Scalfati alle spalle del “Supermarket da Francesco” o magari, per evitare l’afflusso di auto ad Ischia Ponte, un grande parcheggio a Fondobosso, con l’uso di navette elettriche che avrebbero potuto liberare anche Via Pontano dalle auto. Ma nessuna amministrazione ha avuto mai il coraggio di operare scelte più coraggiose e una programmazione vera ed ecco che ci si è affidati alla progettazione privata, anche perché ben vista da qualche politico ed ovviamente, da realizzare a tutti i costi, con buona pace di un centro storico che può vivere, come sta vivendo da anni, un degrado sempre più preoccupante.
A tal proposito abbiamo sottolineato anche il commento dello stesso Avvocato, secondo cui l’opera è privata e la Società non c’entra nulla con le crisi economiche del paese.
E che si tratti di un’opera privata è convinto soprattutto il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino che ha ripetuto in varie occasioni, che lui non può entrare in merito.
Chi ha sottoscritto il documento del Comitato vuole invece chiarezza, proprio dal sindaco. Alla gente non piacciono gli equilibrismi politici che stanno a cuore al sindaco. Tanto che il documento parla chiaro: “Al Sindaco d’Ischia, massima autorità sanitaria e tutore degli interessi comuni, che non può continuare a lavarsi le mani, facendo finta di niente e sostenendo che si tratta di un’opera privata, i sottoscritti chiedono di adottare una decisione responsabile, chiara e concreta: la “Società Villa Miramare” concluda l’opera entro il prossimo mese di settembre o ripristini i luoghi.” Più chiari di così!
E come se non bastasse, i cittadini, esasperati, vanno oltre: indispettiti dal fatto che c’è un vero e proprio muro di gomma che impedisce di capire come stiano le cose, nel documento si traccia un po’ la storia di quello che è diventato ormai, un vero e proprio disastro ambientale e non solo: “Alla “Siena”, alle porte del Centro storico di Ischia Ponte, l’ultimo polmone verde è stato distrutto, le acque del sottosuolo sono destinate ad essere irrimediabilmente prosciugate, da anni il mare riceve scarichi di natura misteriosa: tutto in nome di un progetto che non riesce a diventare realtà. Certo, si tratta di un’opera densa di difficoltà, ma tali difficoltà non possono essere affrontate né superate in un cantiere che conta un numero incredibilmente esiguo di operai e che per troppo tempo resta, stranamente, chiuso!”
Ma non è tutto. Si va oltre per puntare il dito contro chi ha avallato l’opera, chi ha firmato le concessioni per invocare anche l’intervento della Magistratura, che dovrebbe far luce su tutto, a partire dalla qualità dell’acqua, su cui è intervenuto il geologo Antonino Italiano, che ha puntualmente informato anche la Regione, per metterla in guardia da eventuali gravi e preoccupanti conseguenze che interessano sorgenti locali come quella Mirtina, del Pontano avviate al completo prosciugamento; e dovrebbe intervenire anche sul contenzioso in atto col condominio Scalfati, che lamenta lesioni attribuibili proprio alla realizzazione del parcheggio. Insomma, un’opera nata sotto una cattiva stella al punto che più di uno suggerisce di desistere e trasformare il progettato parcheggio in una piscina per tutti. Ma un cambio del genere giustificherebbe l’Auditorium già realizzato con fondi pubblici e completato da tempo, con la cura meticolosa di ogni particolare?
Tanti ancora i misteri. Quali saranno i prossimi passi? Da una parte, la Società Villa Miramare pare che già da domani, provvederà a realizzare le annunciate perforazioni sul suolo liberato dall’acqua, così da poter realizzare la soletta di base, ma siamo a livello di voci e ci auguriamo a questo punto, che siano voci fondate. Dall’altra, il Comitato, che conta dell’appoggio di centinaia di cittadini, delusi soprattutto dal comportamento di un’Amministrazione pilatesca, potrebbero chiedere, come accade fra persone civili, un incontro proprio col sindaco per saperne ufficialmente di più e per avere chiarezza e certezze.

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