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Il Comitato “Salviamo Ischia Ponte” chiede al Borgo di Celsa “il venerdì sera abbassate i decibel dei vari gruppi musicali”

L’esperienza degli anni scorsi ha esasperato soprattutto i residenti

Gianni Vuoso | Incontro ieri al bar La Violetta di Ischia, fra le due associazioni che hanno come obiettivo, il miglior futuro di Ischia Ponte. Da una parte il Comitato “Salviamo Ischia Ponte” presieduto da Salvatore Cuomo, dall’altra il Borgo di Celsa rappresentato da Lucio D’Orta.

All’odg le manifestazioni musicali del venerdi, ad Ischia Ponte. Il Comitato Salviamo Ischia Ponte chiede di ridurre i decibel dei vari gruppi musicali e di limitare la partecipazione dei gruppi ad un numero inferiore, scegliendo solo i punti nevralgici dell’antico Borgo.

Prima di affrontare il tema del giorno, scambio di battute fra i rappresentanti dei due gruppi sulla situazione della “Siena”. Non del tutto fondata l’affermazione di Lucio D’Orta, secondo cui i lavori sono fermi anche per le osservazioni critiche che il Comitato continua a presentare. Una dichiarazione poco felice se si pensa che l’ultimo intervento del Comitato (l’intervista pubblicata dal Tg3) risale ad oltre due mesi fa. Forse se si usassero macchine più efficienti e non già obsolete, tanto da procedere a continue sostituzioni e se si cominciasse a capire come bloccare realmente l’acqua che continua a sgorgare ed inondare il lago, come è possibile notare affacciandosi appena, probabilmente si affretterebbe la conclusione dell’opera. Ma si sa che il termine ultimo è la fine di settembre e con pazienza il Comitato con l’isola intera attende, certi che entro i termini previsti dalle scadenze delle autorizzazioni (la fine di settembre), si giungerà, come per incanto, alla conclusione dell’opera magna. E comunque prima che sia rifatta Notre Dame de Paris…

Dopo lo scambio delle battute iniziali si è passati all’argomento.

“Noi siamo felici di avere manifestazioni che riescono a coinvolgere centinaia di ischitani e di turisti- ha precisato Salvatore Cuomo- ma chiediamo che sia rispettato anche il diritto di chi abita in zona, di vivere la serata del venerdi senza frastuono”.

Ad essere più precisi ci ha pensato la prof. Rosanna Limatola: “Io ho ben tre gruppi musicali che si esibiscono sotto il mio balcone a Via Giovanni da Procida ed ognuno fa a gara con gli altri per imporsi con il proprio volume. Non posso invitare nessuno a casa mia perché non possiamo parlare, non posso fare o ricevere una telefonata, non posso vedere un po’ di televisione e questo fino a mezzanotte e oltre. Non vi chiedo di non fare ciò che fate, ma datevi una regolata perché la gente impazzisce così”. Tra l’altro, abbiamo precisato, non riteniamo che la gente accorre perché i toni sono così alti, la gente accorrerebbe anche se i gruppi si esibissero con toni più bassi.

Lucio D’Orta è d’accordo: “Sono passato personalmente, gruppo per gruppo a ridurre i decibel, ma quando vado via, tutto ritorna come prima”. A questo punto è scattata l’esasperazione di qualcuno: “E allora vuol dire che saremo costretti a passare alle vie legali”.

Con tutto il rispetto per chi organizza forse sarebbe il caso di affidare ad un buon direttore artistico l’organizzazione della manifestazione per i toni ma anche per la qualità dei gruppi.

Il problema è di tipo economico. Sia D’Orta che Raffaele Cannovo hanno ribadito che non c’è la piena partecipazione dei commercianti, che bisogna davvero friggere il pesce con l’acqua, che si sceglie fra le risorse musicali locali e quindi si corre il rischio di avere giovani che creano problemi  con il volume. Qualcuno ha insistito sul fatto che con un po’ di buona volontà e con una soglia di sopportazione più alta, si riuscirà a far vivere una manifestazione che per la prima volta ha spinto tanta gente a dare vitalità ad un centro morto come è sempre stato Ischia Ponte almeno una volta la settimana. Quest’anno per ben quattro mesi perché gli organizzatori pensano di partire sin dal mese di maggio.

Non per contestare l’opinione di chi sta sperimentando l’esperienza condotta dal Borgo di Celsa, ma anni fa, e l’informazione vuole essere solo di tipo storica, Ischia Ponte era il centro di manifestazioni di tipo musicale, cinematografico, teatrale, culturale, ogni sera. Basta sfogliare i giornali del periodo 1999- 2001 per scoprire cosa si faceva e senza urtare la suscettibilità e la pazienza di tanti ischitani.

Conclusione: un incontro senz’altro positivo e importante perché denota le buone intenzioni dei due gruppi che in fondo, con parole diverse,  vogliono raggiungere gli stessi obiettivi.

Forse ci sarebbe bisogno anche di un’amministrazione capace di dotarsi di esperti e di progetti più concreti. Ma chi te la dà?

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