primopiano rubriche

I Sindaci, i migranti e il Ministro ‘inconsapevole’

Lello Montuori | Difficile non stare con i Sindaci in questa vicenda dai contorni giuridicamente assai confusi per la norma -quella sul permesso di soggiorno che non è più sufficiente all’iscrizione anagrafica- che rischia di produrre più danni dei problemi che pretende di risolvere. Come molte leggi in Italia.
Doveva pensarci prima il Ministro dell’Interno -lui che non ha fatto mai il Sindaco ma il Consigliere comunale sì, e per molti anni- che nei Comuni italiani l’Ufficiale di Anagrafe e di Stato Civile è il Sindaco, il quale può delegare le funzioni agli uffici demografici e impartire disposizioni relative all’applicazione di norme e procedure.
Doveva pensarci al fatto che, almeno per quella parte che dipende direttamente dai Sindaci, non avrebbe trovato collaborazione in tutti quegli amministratori che -su e giù per lo stivale- non la pensano affatto come lui in tema di accoglienza e integrazione.
È vero, si tratta pur sempre di attribuzioni del Sindaco quale Ufficiale di Governo, quelle relative alla tenuta dei Registri dell’Anagrafe della popolazione residente e dello Stato civile. E lo Stato ancora controlla attraverso i suoi organi periferici, Prefetti e vicari, mediante periodiche visite ispettive, la corretta tenuta dei registri dell’Anagrafe della popolazione residente (APR) e dei Residenti all’estero (AIRE).
Ma proprio un Ministro leghista che per anni ha invocato l’indipendenza del Nord e più poteri ai Sindaci sceriffi della Padania, dovrebbe saperlo che è difficile imporre qualcosa ai Sindaci nel loro Comune, almeno per la parte che dipende da loro.
Nessuno infatti ha potuto impedire negli anni le ronde padane anti immigrati, le squallide politiche xenofobe attuate per l’accesso alle mense scolastiche, per gli asili nido, i servizi alla persona in tanti comuni, le intitolazioni di edifici scolastici e strade e piazze provocatoriamente destinate a improbabili vati della cultura della gente del Nord, il rifiuto di molti Sindaci leghisti sobillati da Salvini di officiare Unioni Civili in spregio alla legge nazionale che espressamente le prevede. E niente impedirà al Sindaco Orlando e alla sua compagnia -in verità assai colorata- di primi cittadini, di continuare a iscrivere nel registro della popolazione residente, gli stranieri in possesso del permesso di soggiorno, fintanto che risiedano stabilmente in un Comune italiano dove hanno dichiarato di vivere e lavorare. Come peraltro prevede il D.P.R 223 del 30 Maggio 1989 che il Ministro novello legislatore non si è premurato di abrogare.
Certo, questa sarà l’ennesima soluzione all’italiana. Perché l’applicazione di una legge dello Stato o la sua disapplicazione dipenderà essenzialmente dall’indirizzo di un Sindaco o dalla mancanza di sensibilità di un altro.
Un aborto giuridico persino in un paese bizantino come il nostro.
Ci vorrebbe un giudice. Il Giudice delle leggi, che in Italia è la Corte Costituzionale, per dire che il Decreto Salvini sulla cd Sicurezza è incostituzionale in più punti. Ma prima che qualche giudice investito del caso sottoponga al vaglio della Corte il decreto sicurezza e questa si pronunci, passeranno molti mesi forse anni secondo il costume italiano.
Nel frattempo chi fino a ieri, in possesso del permesso di soggiorno, risiedeva a pieno titolo ed era iscritto all’anagrafe dei comuni italiani, dovrà rimettersi al buon cuore di un Sindaco eletto nel Comune in cui risiede, per non perdere con la residenza -dall’oggi al domani- quel poco che era riuscito ad ottenere dal paese in cui sperava -per sè e la sua famiglia- una vita migliore.

Tags

3 Comments

Click here to post a comment

  • Ma tutti vogliono fare accoglienza con il “culo” degli altri.
    Ma accoglienza di cosa?accoglienza di chi?accoglienza per cosa?
    Domande a cui non si avrà mai la chiara ed unica risposta! immigrazione equivale a business!!
    Tutti AZZUPPANO, centri sociali, associazioni varie, fantomatiche onlus e addirittura vari comuni, che hanno degli appositi uffici nati prorio per assistere i migranti e i senza tetto?? E cosa fanno per loro?? Nulla….
    Decine di impiegati a “scarfare” la così detta “seggia”pagati fior di quattrini per non fare nulla!
    Questa è l’accoglienza che diamo accoglienza per i propri interessi accoglienza per le proprie tasche e basta.
    Aiutiamo chi scappa dalla guerra dalla fame ecc, ma facciamolo nei loro paesi non in casa nostra!
    Vengono qui da noi e poi cosa possiamo dare a loro?? Un lavoro sotto i semafori, un posto in strada o fuori una chiesa a chiedere elemosina, un posto per dormire in una stazione,in un cartone ecc. Questo quando si tratta di poveri cristi,perché viceversa si tratta di delinquenti, che ci ritroveremo in casa o in un negozio a rubare a delinquere e commettere violenze.
    Se per voi questa è accoglienza aprite le porte delle vostre case e mettetevi questa gente dentro la vostra casa@!

  • Intellettualoidi presuntuosi che hanno lo stipendio pubblico assicurato e cianciano di accoglienza: vi voglio vedere lavorare su un peschereccio alle cinque di mattina sotto alla pioggia o alle quattro di mattina dentro a una panetteria per preparare il pane per la comunità.
    Poi ne riparliamo..