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«Hai problemi di mobilità e ti imbarchi per Ischia? Un’odissea!»

Certe volte, basta essere umani. Leggendo questa storia il mio pensiero non è andato alla Regione o all’Armatore, ma al marinaio, al suo comandante e al resto dell’equipaggio. Gente senza cuore. Senza passione. Perchè, l’assistenza in questo caso, può essere anche solo una mano o un braccio su cui poggiarsi. E per questo non ci sono regolamenti. Non ci sono leggi. Basta essere solo umani! (Gadme)

Ancora una volta siamo costretti a registrare un episodio increscioso che dimostra l’assoluta mancanza di assistenza ai disabili o comunque alle persone che anche temporaneamente hanno una mobilità ridotta sui porti di Ischia e Napoli e da parte delle compagnie di navigazione. Episodi che già in passato ci hanno esposti alle giuste critiche anche di turisti che mai e poi mai avrebbero pensato di ricevere una simile “accoglienza”. Una nostra lettrice ci racconta quanto le è accaduto e fa una giusta considerazione: «Solo vivendo certe esperienze si possono comprendere gli altri e forse si può fare qualcosa per essere di aiuto». E per tale motivo ci segnala questa ennesima storia di inciviltà e discriminazione, ovvero il suo ritorno avventuroso a Ischia, come lo definisce: «Sono stata dimessa dall’ospedale Rizzoli di Bologna con un piede operato e ingessato. Per il rientro a Ischia in treno ho usufruito del servizio assistenza gratuito fornito da Trenitalia. A Bologna mi hanno fornito una sedia a rotelle e fatto attendere il treno in una sala riservata, Poco prima della partenza mi hanno accompagnata al binario e per mezzo di un comodo elevatore mi hanno “posizionato” nel vagone riservato. Stessa cosa all’arrivo a Napoli, mi hanno accompagnata fino al taxi». Fin qui tutto bene, dunque. Ma purtroppo le cose cambiate una volta arrivata al Molo Beverello: «L’odissea comincia sul porto di Napoli. Pioveva e con le stampelle e tanta fatica sono arrivata all’imbarco. Nessun aiuto!! A Ischia idem. Ho stampellato da sola sotto l’acqua e un marinaio, quando sono scesa dall’aliscafo, ha avuto la premura di dirmi:”Signó, attenzione ca se sciulea”!». Una situazione assurda, visto che una persona con le stampelle che viaggia da sola ha sicuramente bisogno di assistenza, come accaduto nelle stazioni di Bologna e Napoli. «Io ho fatto tantissima fatica e ho pensato a tutte quelle persone, magari più anziane, con problemi a deambulare», evidenzia la nostra lettrice. Perché la sua è una condizione fortunatamente solo temporanea, ma per anziani e diversamente abili purtroppo non è così. E come detto, chi ha la disavventura di volersi imbarcare per Ischia, magari per venire a trascorrervi una vacanza, si ritrova abbandonato e discriminato. La conclusione della nostra lettrice è su quella che può apparire come una vera e propria beffa: «Negli aliscafi fanno vedere, nella pubblicità della compagnia, un bel giovanotto che si adopera con la sedia a rotelle per accompagnare un turista a bordo. Penso che quella sedia forse era lì solo per la pubblicità…». Appunto. La realtà invece è ben diversa. E deve far vergognare i responsabili.

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  • Gentile Direttore, un socio di Federalberghi Ischia, costretto dalla malattia in mobilità ridotta si reca con frequenza settimanale a Napoli e viaggia con qualsiasi tipo di natante. Nel leggere l’odissea che ha sperimentato una nostra concittadina non si è riconosciuto nell’esperienza registrata dalla malcapitata in stampelle. Senza volere in alcun modo mettere in dubbio la rappresentazione delle difficoltà incontrate, il socio albergatore ci racconta di una disponibilità e di una assistenza certamente diversa ricevuta sia all’imbarco che durante la navigazione.
    I marinai sollevano di peso il nostro amico, assicurando la precedenza rispetto al resto dei passeggeri; cercano di offrire la migliore assistenza per rendere la navigazione più confortevole possibile. Tiene a sottolineare che non ha rapporti di amicizia personale che possano favorire il suo imbarco.
    È comunque in evidenza che anche passeggeri con bambini piccoli in carrozzina vengono aiutati come anche anziani con bagagli ingombranti.
    Dispiace sicuramente l’odissea della signora ma va anche dato merito alla disponibilità delle maestranze delle compagnie di navigazione e questa è la giusta opportunità per ringraziare i capitani e gli equipaggi per l’assistenza che prestano alle persone bisognevoli. E come illustra la pubblicità di una compagnia, previa prenotazione, è offerto un pass e la carrozzina.
    il direttore