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Grimaldi contro la melina: “Iniziate o vi levo i soldi”

Ida Trofa | Interventi urgenti post sisma, arriva l’ultimatum di Grimaldi, 48 ore per non perdere gli stanziamenti!  Il commissario all’emergenza mette alle strette i comuni, mentre la città metropolitana ancora latita.  Lo fa su cinque interventi affidati nel “lontano” Aprile 2018 al sindaco Castagna e ai suoi scudieri. Altro che ricostruzione, qui siamo all’ABC dell’amministrare un paese.  Una nota al vetriolo inviata poche ore fa pone la scadenza per l’inizio di ogni attività al 6 novembre, pena la sospensione dell’iter e la perdita di oltre 1 milione di euro di finanziamenti.  Un danno enorme per tutta la comunità che attende le necessarie opere di messa in sicurezza post sisma da 15 mesi.
Ischia avrebbe avuto bisogno di una legge strutturale e sarebbe potuto essere il terremoto il viatico giusto per ottenerla, invece dobbiamo accontentarci della solita stagnate, inetta, amministrazione farcita di burocrazia e tentativi di pilotaggio clientelare sugli affidamenti.
E meno male che si doveva intervenire in deroga con tempi praticamente scannati: 40 giorni addirittura ritenuti impossibili per il codice degli appalti e che invece avrebbero consentito ad amministrazioni accorte di dare risposte rapide e velocità al territorio.
E invece siamo dinanzi all’ennesimo tirata di orecchie firmata Pippo Grimaldi pur di riprendere le opere giusto in tempo per la fine dello stato di emergenza fissato al 24 febbraio 2019.
Praticamente è finito e tra le macerie e i danni sismici tutto resta com’era dopo la “botta”.
Ad aprile, le opere affidate si sarebbero dovute concludere entro il 24 Agosto per la scadenza all’ora fissata dello stato di emergenza. Poi di rinvii in rinvii siamo praticamente a novembre e i lavori non sono mai iniziati. Qualcuno, forse, ha chiuso gli occhi davanti all’impasse gestionale della questione lavori di messa in sicurezza, o al massimo, può aver fatto finta per il bene collettivo, ma ora è giunto il moneto di dire basta e pretendere che gli enti attuino gli interventi finanziati.

Inizio lavori fissato al 5 maggio, siamo al 4 novembre! A rischio 1 milione di euro. E sono due!
“O cominciate o revoco tutto“ è più o meno questo il tenore della missiva inviata al comune di Casamicciola terme, per ora, sui cinque interventi affidatigli sette mesi fa senza che abbiano ancora visto la luce nonostante l’urgenza, l’emergenza, le previsioni in deroga e la necessità oggettiva dei territori di vedere gli stessi interventi realizzati e così ritornare a sperare.
Grimaldi si rivolge al Responsabile dell’Area Tecnica, al Sindaco del Comune di Casamicciola Terme tornando a sottolineare la necessità di stringere i tempi sui lavori e inforcare la via della messa in sicurezza per attuare i primi interventi urgenti per l’evento sismico dello scorso anno.
Il comune di Casamicciola Terme, perso quest’ultimo treno, rischia di dire addio ad altri 1.075.078,19 euro. Più di un milioni di euro che sommati al milione e cento mila euro ancora non dichiarati ammissibili per le dubbie somme urgenze made in Casamicciola, rappresenterebbe il tracollo dell’ente. Tutto grazie all’inerzia locale. Diciamo cosi, per non sottolineare altro.

Le opere bloccate
Per la “Rimozione macerie per ripristino viabilità e puntellamento fabbricati pericolanti in Via Casamennella”, la “Messa in sicurezza del tratto di strada di Via Roma che affaccia su Via De Rivaz mediante consolidamento del muro di contenimento“, il “Consolidamento terrapieno su cui insiste edifico scolastico Manzoni anche a protezione abitazioni sottostanti“, “Messa in sicurezza Cava Pozzillo a protezione abitazioni“,Opere di completamento edificio scolastico sito in corso L. Manzi denominato “De Gasperi” era stato nominato ente attuatore il comune. Nei tempi fissati da Grimaldi, nulla è stato fatto. Anzi.
Ora, in vista di ulteriori ritardi ed attese, il commissario ha fissato l’ultimo termine perentorio concedendo una “proroga del termine di cui all’articolo 11 della Convenzione attuativa“ per l’affidamento delle funzioni di soggetto attuatore, sottoscritta dalla stessa Amministrazione in data 05.04.2018. Così al 5 maggio dovevano aprire i cantieri. Macchè! Solo scuse e pretesti.
Ad esempio il 28 settembre 2018 il comune che fu termale, con una nota (finta a questo punto) a Grimaldi rappresenta lo stato di avanzamento della procedura dell’intervento e l’ulteriore tempistica necessaria per l’attuazione dello stesso. Tutto è rimasto un vuoto procrastinare e per i lavori post sisma non si muove una betoniera ne un martello.
La prima diffida rimasta inascoltata
Cosi come il Commissario è ormai evidente anche tutta la comunità perde tempo, a lavare la testa al ciuccio si perde l’acqua ed il sapone. Grimaldi, con propria nota (prot.n. 1466), il 18 ottobre aveva già trasmesso a Baldino e Castagna una prima diffida a “ trasmettere circostanziata relazione descrittiva dello stato della procedura e formale richiesta di proroga attesa l’avvenuta scadenza d termini previsti dall’articolo 11 della citata convenzione”.
Alla luce del menefreghismo comunale e sulla scorta dell’ultima nota del 25.10.2018 nella quale è stato fornito aggiornamento sullo stato di attuazione dell’intervento prevedendo un ulteriore slittamento del termine per l’affidamento dei lavori previsto al giorno 6 novembre, “non essendo stato possibile rispettare i termini della convenzione per mancanza personale e per la molteplicità delle pratiche da seguire”.

Ci sono le indagini della Procura che incombono. Termine della conclusione a febbraio 2019, ma tutto resta bloccato causa lavori fermi
Il commissario non può fare altro che prendere atto delle ragioni addotte dall’ Amministrazione. Ma deve anche dare conto. Ad esempio deve dar conto alla Procura che attende di poter accedere in zona rossa, riportiamo un caso su tutti, per continuare le perizie e concludere le indagini in atto sul sisma di Ischia, i suoi crolli, i suoi morti ed i suoi abusi. Indagini che devono essere chiuse entro febbraio 2019.
Eppure, atteso il notevole lasso di tempo trascorso rispetto alla data fissata da convenzione dell’inizio dei lavori al 5 maggio 2018, tutto appare ingiustificabile. Lo scrive lo stesso delegato all’emergenza: “ritardo del tutto incomprensibile ed immotivato che determinato, di fatto, una tempistica complessiva per l’attuazione dell’intervento che non trova alcuna giustificazione rispetto alla natura urgente dello maggiori danni a persone o a beni; stesso, volto ad evitare situazioni di pericolo”, scrive l’architetto salernitano che “in considerazione della priorità dell’intervento e della necessaria realizzazione dello stesso anche per esigenze di indagini della Procura della Repubblica correlate e connesse, il termine fissato per l’avvio dell’esecuzione vada prorogato a tutto il 6 novembre p.v.”.
Ritardi gravissimi che non fanno altro che acuire il dramma del paese e soprattutto di chi, da oltre un anno resta ormai senza prospettive, morto dentro come sta lentamente morendo solo ed esclusivamente, nella fattispecie, la zona rossa di Casamicciola.

Grimaldi tuona: Baldino relazioni ogni 15 giorni ora basta!
“E’ preciso obbligo del Soggetto Attuatore evitare inerzie ed ulteriori allungamenti dei tempi procedimentali che ritardino ulteriormente l’avvio dell’esecuzione, in merito ai quali si fa riserva di opportune valutazioni e determinazioni” sottolinea in più passaggi l’uomo voluto da De Luca, “è fatto altresì obbligo al RUP di trasmettere con cadenza quindicinale relazione informativa sullo stato di attuazione dell’intervento“. L’articolo 11 della convenzione sottoscritta non lascia adito ad interpretazioni sui termini per l’espletamento dell’intervento e gli obblighi del Soggetto attuatore sulla responsabilità dell’attuazione dell’intervento.

Termini prorogati di 183 giorni una vergogna. Ultima data disponibile il 6 novembre pena la revoca dei finanziamenti
Il commissario Giuseppe Grimaldi comunica la concessione della proroga di gg. 183 per l’attuazione dei cinque interventi, intendendosi prorogato al giorno 6 novembre 2018 per l’avvio dell’intervento e per gli affidamenti previsti: “Corre l’obbligo di evitare inerzie ed ulteriore allungamenti dei tempi procedimentali che ritardino ulteriormente l’avvio dell’esecuzione, in merito ai quali opportune valutazioni e determinazioni con conseguente revoca del finanziamento e convenzione sottoscritta con effetto immediato. Si fa riserva di risoluzione di opportune valutazioni e determinazioni con conseguente revoca del finanziamento e risoluzione della convenzione sottoscritta con effetto immediato”.

Ad Aprile era partito l’iter per gli interventi post sisma finanziati per superare la prima emergenza. Siamo agli inizi di novembre ed è ancora tutto fermo nel pantano di un interminabile carteggio.E meno male che siamo in regime straordinario, figuratevi se dovesse essere sospesa la fase di emergenza e rientrassimo in regime ordinario.
Non giriamoci intorno, siamo proiettati in un libro degli incubi che, quasi certamente, non si avvererà mai a meno che la politica non decida di porre fine ai suoi giochetti di potere, ai giri di prestigio per accaparrasi questo o l’altro ruolo e decida di mettere mano alla salvezza di chi ha perso quasi tutto, di chi ha seguito per decenni le logiche della politica locale ed ora si trova con un pugno di mosche in mano nel fosso di una trincea chiamato sisma.

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