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Giosi svende: 15 poltrone per le prossime elezioni

QUESTIONE PERSONALE di Gaetano Di Meglio

Venghino, signori venghino! Sono aperti i saldi di fine legislatura e Giosi Ferrandino prepara la maratona degli ultimi venti mesi per garantirsi un’altra vittoria. Certo, non sua personale, ma sicuramente del suo gruppo. I movimenti e le trattative sono chiarissimi e, nel mercato di Via Iasolino ormai si pensa solo alla campagna acquisti. Una campagna acquisti che da un lato deve “piacere” al sindaco Ferrandino, dall’altro deve portare qualcosa in tasca agli acchiattilli comunali. Una manovra lunga, che tiene il paese ostaggio della loro inerzia (va detto, però, che anche quando prima non c’erano problemi, allo stesso modo il Comune andava a folle) e che, giorno dopo giorno, aggiunge nuove possibilità di accordo e di clientela, di mercimonio e di cavoli propri, in barba al Paese.

Mentre l’opposizione gioca con gli hashtag di Gianluca Trani e Isidoro Di Meglio si è già eclissato chissà dove, la maggioranza di Giosi Ferrandino è tutta proiettata in campagna elettorale, o almeno in quella che vuole essere la preparazione della campagna elettorale in cui si troverà a combattere lo spettro di Metanopoli e il disappunto diffuso per lo stato d’inerzia e di incapacità totale in cui il Comune di Ischia è stato abbandonato negli ultimi tre anni e mezzo. Il momento politico, l’arresto del sindaco, la successiva liberazione e il processo che ieri ha visto la sua prima udienza, oggi, rappresentano quel giro di boa che il Paese attendeva invano e che, illuso dall’ombra che gli si proiettava innanzi, gli sembrava un animale da far paura, risultando invece un semplice ed innocuo, nonché dannoso, topolino. Le regole sono chiare: chi sale oggi sul carro, domani è candidato con il PD di Giosi ed Enzo Ferrandino (ma è lui il prossimo candidato sindaco? Vedremo). Ma prima vediamo chi concede il permesso di salire.

La maggioranza del consiglio comunale è divisa in quattro gruppi: Paolo Ferrandino e Gigi Mollo; Cristian Ferrandino e Luca Montagna; Ottorino Mattera e Luca Spignese; Pasqualino Migliaccio, Gigi Di Vaia e Massimo Trofa. Questo gruppo dovrebbe essere lo zoccolo duro dal quale ripartire per la prossima campagna elettorale (compreso Enzo Ferrandino e Giosuè Mazzella siamo a 2658 voti) e a questo gruppo bisogna integrare e consolidare le posizioni di comando.

Come? Iniziamo la campagna acquisti. Siamo a settembre 2015 e, in rapida successione, Giosi e i suoi sono chiamati a coprire un po’ di poltrone. Tre assessorati in giunta liberi di cui due solo per donne, il presidente di Ischia Ambiente, due membri del consiglio di amministrazione di cui una donna, tre membri del collegio sindacale di cui una donna e tre membri collegio dei revisori di cui una donna sempre ad Ischia Ambiente. A tutto questo si aggiunga il presidente del Consiglio di Amministrazione di Ischia Risorsa Mare e due membri del consiglio di amministrazione di cui una donna. In totale, quindici poltrone: roba da far rabbrividire il migliore dei mobilieri. Ben 15 poltrone per quattro gruppi di consiglieri comunali che ci assicureranno il caldo autunno dell’amministrazione di Ischia all’insegna del litigare, del frignare e dell’elemosinare. Sì, perché ancora si crede che la poltroncina da regalare all’affezionato di turno riesca a salvare o condizionare l’esito di una campagna elettorale per il singolo candidato, senza sapere che stavolta si giocherà (o almeno lo si spera) su di un tavolo completamente diverso da quello abitualmente condizionato dalla sola clientela. E per un attimo, evitiamo di considerare le voci di paese che attribuiscono a pochi “accattones” l’abitudine di prendere il pizzo sulle diarie concesse per le poltrone di cui sopra. Roba veramente da rabbrividire, per non dire da vomitare.

NODO GIUNTA. La composizione della giunta di Ischia, però, va letta anche in quest’ottica. La doppia quota rosa, infatti, dovrebbe essere “garantita” dal gruppo dei quattro (Cristian, Montagna, Spignese e Mattera); una condizione che potrebbe essere accettata se, però, vengono garantite le presidenze delle partecipate. Il ragionamento è questo: “metto una donna in Giunta e tu mi dai un maschio presidente o a Ischia Ambiente o a Ischia Risorsa Mare”. Roba da autentici scambisti della politica.

NODO CIRO CENATIEMPO. Come tutti ricorderemo, dopo le dimissioni di Enzo Ferrandino, in occasione della surroga in consiglio comunale con l’architetto Ciro Cenatiempo, il civico consesso aveva deliberato l’eccezione di ineleggibilità per il consigliere entrante. Una delibera che consentiva al consigliere di presentare entro 10 giorni la propria difesa, ma sembra che Gianluca Trani stia facendo melina e stia rinviando quanto più possibile la firma della delibera di consiglio comunale. Una firma necessaria affinché si possa comunicare a Cenatiempo (che nel frattempo aveva votato contro) e far scattare i dieci giorni consentiti dalla legge. Quando firmerà Trani? Come dire, giusto per mutuare uno dei suoi vacui hashtag: “Gianlù, vamos a firmare!”

NODO RECUPERI. E’ vero che il mandato 2012 di Isidoro Di Meglio e Luigi Mattera è cominciato semivuoto ed è terminato con le pive nel sacco, ma è altrettanto vero che in termini numerici il loro pacchetto elettorale, unito a quello di Giorgio Sciupy Balestrieri, va senz’altro tenuto in considerazione. Non è escluso, pertanto, che in qualche modo Giosi potrebbe pensare, per il futuro, ad un rassemblement che non vedendolo impegnato in prima persona, lo esonererebbe dalla figurella del “passo indietro”. Ecco, quindi, che in caso di persistenza di un vuoto di candidature a breve scadenza da parte del centrodestra che ancora attende il fantasma di Domenico De Siano che imperversa da quel di Lacco Ameno, potrebbe in qualche modo dar vita -insieme o a cani sciolti- a qualche clamoroso rientro last minute. E quale occasione migliore, quella di dimostrare che nella “grande spartenza” potrebbe esserci posto anche per questi illustri (e in qualche caso, affamatissimi) uscenti?

GIOVANNI “DEMOCRAZIA” SORRENTINO: DENTRO O FUORI? Può apparire un problema secondario, ma se da parte di Paolo Ferrandino e Gigi Mollo non si è ancora deciso chi entrerà in giunta in nome e per conto loro è anche per colpa di Democrazia. Giovanni attende di rientrare in consiglio, pur avendo esercitato i suoi soliti compitini da politico vecchio stampo entrando ed uscendo dagli uffici piuttosto indisturbato e con l’assenso del primo cittadino. Ma a quanto pare il problema non è solo quello di far dimettere uno dei due, che già di per sé rappresenta un ostacolo pressoché insormontabile (Gigi Mollo non si fida neppure un po’ di Giosi e Paolo, invece, pur volendo dimostrare a tutti i costi che con lui è un tutt’uno, sa bene di diventarne totalmente ostaggio un secondo dopo aver accettato l’incarico assessorile): Radio Municipio sostiene che a partire proprio da Giosi Ferrandino, il rientro di Sorrentino in consiglio comunale sarebbe tutt’altro che gradito da buona parte della maggioranza. Giovanni è uno che, nel senso buono del termine, mangia a quattro mascelle e ne consegue che in un momento cencelliano come quello a cui stiamo assistendo, la sua presenza “votante” peserebbe tantissimo proprio in forza della sua grande esperienza e a danno dei novelli acchiattilli che con lui vedrebbero solo il fumo. Presto capiremo!

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