Società

Giancarlo Basili: “Ischia ci ha accolti a braccia aperte”

Intervista esclusiva allo scenografo de "L'Amica Geniale"

Michelangelo Messina | Ospite apprezzato e amico dell’Ischia Film Festival, (vi ha preso parte nell’edizione del 2010 in occasione della presentazione del film di Giorgio Diritti “L’uomo che verrà” ed è stato ospite nell’edizione 2018, ndr), abbiamo incontrato in esclusiva per il quotidiano “Il Dispari” Giancarlo Basili, lo scenografo della serie televisiva “L’amica geniale”, tratto dall’omonimo Best Seller di Elena Ferrante, prodotto dalla HBO per la regia di Saverio Costanzo e in onda in questi giorni sui canali RAI, la fortunata serie televisiva sta facendo il giro del mondo riscuotendo già un ampio successo di pubblico e critica.
La saga letteraria de “L’amica geniale”, ha conquistato ben dieci milioni di lettori nel mondo. Negli Stati Uniti, dove sono state proiettate le prime due puntate di “My brilliant friend” (questo è il titolo americano, ndr) l’opera sulla piattaforma più attendibile sull’indice di gradimento dei prodotti audio televisivi e cinematografici, “Rotten Tomatoes”, ha ottenuto il 100% del benestare del pubblico e il 97% di quello dei critici. «Una bella botta emotiva», la definisce il magazine “Rolling Stone”, una storia che riesce a scavare dentro alle emozioni delle due bambine protagoniste, diversissime fra loro. Mentre invece il “New Yorker” si concede a una critica più incisiva, descrivendo la miniserie come «uno spot di Prada sul malessere della classe operaia, ma con accenni di umile tenerezza». Insomma un vero e proprio spaccato di vita napoletana, la fiction negli Stati Uniti (per la prima volta per HBO, ndr) è stata diffusa in lingua originale, italiano e dialetto napoletano con i sottotitoli in inglese.
Una promozione dei luoghi che non sono costati poco alla produzione che, grazie allo scenografo Basili, il quale non è riuscito a ritrovare gli stessi appartamenti del romanzo ed ha dovuto ricostruire l’intero quartiere in una vecchia struttura abbandonata a Caserta, circa quattro ettari, costruendo un intero teatro di posa in tre mesi, portando luce, acqua, elettricità. Un’opera mastodontica, forse il più grande progetto cinematografico attualmente in Europa così come definito dallo stesso Basili.
8 Mesi di lavorazione, 156 attori e 5000 comparse. La storia è stata suddivisa in otto episodi: ogni sera ne andranno in onda due, per un totale di quattro puntate. Il finale è in programma per il prossimo martedì 18 dicembre. E nella sesta puntata protagonista è la nostra Ischia, in modo particolare il borgo di Ischia Ponte, con lo sfondo del Castello Aragonese, e il comune di Barano. Grazie a questa fiction, l’isola d’Ischia rimbalza ancora una volta sotto i riflettori mondiali e per fortuna questa volta con una immagine di un’isola serena e spensierata, come quella degli anni ‘50 raccontati nel romanzo. Una meravigliosa promozione pubblicitaria… ora tocca a noi capire che la televisione come il cinema ci sta dando ancora una volta una mano a promuovere le bellezze e le particolarità dei nostri luoghi, così come lo hanno fatto ben 44 produzioni cinematografiche dal 1936 ad oggi. Sarebbe il caso di riflettere su quanto è importante, preservare questo meraviglioso patrimonio.
Ed è proprio per parlare di queste prime due locations (Napoli ed Ischia) che abbiamo incontrato Basili.

Giancarlo, è stato difficile ricostruire l’Ischia degli anni ‘50 per la fiction?
“Ma guarda la difficoltà c’è stata, ma sopratutto a Napoli, dove abbiamo dovuto ricostruire interamente il quartiere Luzzati, il set per gli interni e gli esterni, è circa 25 mila mq, il più grande set d’Europa e questo ha permesso al regista di avere tutto in un unico luogo. A parte Ischia. Dove siamo venuti a girare. Su Ischia ho cercato di dare una ricostruzione di come era sopratutto la zona di Ischia Ponte, dove c’è il Castello, li arrivava il traghetto a quell’epoca, era un’altra dimensione confrontata ad oggi ed io ho cercato di riprodurla nello stesso modo. Mi sono avvalso di foto storiche. Ad Ischia, devo dire, è stato abbastanza complicato e difficile, poter cercare di inquadrare cose non contaminate.”

Hai dovuto ricostruire degli ambienti che non hai trovato ad Ischia?
“Beh in realtà ad Ischia, seguendo il romanzo, abbiamo trovato tutto, tranne che per la spiaggia, quella dei Maronti che era troppo contaminata per riportarla allo stato degli anni ‘50, e le scene le abbiamo girate a Sperlonga. Mentre, invece, a Barano abbiamo trovato Casa Nella, sono andato in giro personalmente a suonare vari campanelli per cercare quella giusta, e credo che la strada nella quale si trova la casa che abbiamo utilizzato, sia proprio quella dove Elena andava in vacanza. Il proprietario, Francesco, persona straordinariamente disponibile, la casa l’abbiamo completamente riadattata, con un grande terrazzo, e lui ci ha permesso tutto, ci ha reso il lavoro molto più facile. E lì ci siamo stati due settimane per girare.”

Come è stata l’accoglienza ischitana?
“Ma guarda ad Ischia mi sono trovato molto bene, grandissima disponibilità di tutte le istituzioni che ci hanno permesso di lavorare molto bene,ma sopratutto della gente, a Barano in particolare modo che ci hanno dato una disponibilità straordinaria dal Sindaco al Vice sindaco, tutti insomma.”

Tu che visiti diversi luoghi credi che Ischia abbia bisogno di un maggior cura delle sue locations?
“Guarda per realizzare film d’epoca Ischia è molto contaminata, bisogna lavorarci molto, nascondere, ricostruire, ma, contemporaneamente, è uno spazio abbastanza abbordabile, le isole in un attimo le vedi subito. Le strade possono essere strette in alcuni punti, sopratutto per le camera car, ma ci sono anche dei punti di forza di un isola come Ischia confronto a terraferma. Le città sono sempre un po’ più caotiche.”

Anticipazioni sulla prossima serie… ritornerete ad Ischia?
“Penso di sì, ma ancora non abbiamo deciso come muoverci rispetto al secondo libro, non sappiamo ancora in quali luoghi andremo. Dobbiamo vedere dalla sceneggiatura. Tra l’altro saremo in un altro periodo, affronteremo un’epoca diversa, dagli anni ‘60 al ‘67.”

Grazie Giancarlo. A breve potremo ammirare l’Ischia degli anni 50 nella sesta puntata de “L’amica geniale”, nell’attesa di poterti rincontrare insieme al regista Saverio Costanzo alla prossima edizione dell’Ischia Film festival che si terrà al Castello Aragonese dal 29 giugno al 6 luglio 2019.
A presto.

Chi è Giancarlo Basili
Vincitore di un Nastro d’argento e 4 Ciak D’Oro, lo scenografo Giancarlo Basili nasce a Montefiore dell’Aso (Ascoli Piceno) nel 1952. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte U. Preziotti di Fermo, poi il corso di scenografia dell‘Accademia delle Belle Arti di Bologna. Dal 1972 incomincia a lavorare come aiuto scenografo presso il Teatro comunale di Bologna, partecipando alla realizzazione di numerose opere liriche e teatrali, finché nel 1979 crea le scene per il balletto di Rudolf Nureyev “Miss Jolie” per il Teatro Nancy in Francia. Dal 1982 al 1988 collabora con il regista e scenografo Pier Luigi Pizzi. Nel 1985 gli viene affidata la direzione tecnico-scenografica del Teatro Festival di Parma. Nel 1986 lavora per il Centro Teatrale Bresciano. Nel 1998 diventa direttore degli allestimenti scenici del Teatro comunale di Bologna. Progetta le scenografie per numerosi videoclip musicali con Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Jovanotti, Ron, Francesco Baccini. Nel 2010 progetta l’allestimento per il padiglione italiano per l’Expo 2010 di Shanghai.
Con ben 46 film all’attivo, per il cinema vanta moltissime collaborazioni con registi quali Nanni Moretti, Marco Tullio Giordana, Ferzan Ozpetek, Giorgio Diritti, Abbas Kiarostami, Gianni Amelio, Gabriele Salvatores, Giuseppe Piccioni, Carlo Mazzacurati, Pupi Avati, Marco Bellocchio. Sue sono le scenografie di film quali: La stanza del Figluo, Il Caimano, Palummella Rossa, L’uomo che verrà, La tenerezza, Io non ho paura, Nirvana, Il portaborse, Una gita scolastica e tanti altri che lo hanno portato ad essere uno degli scenografi italiani più apprezzati.

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