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Giacomo Pascale: Per il “Decreto” abbiamo fatto il possibile. Ora attendiamo la politica»

Ieri la fine della lunga maratona capitolina per la redazione della legge.

Ida Trofa | Decreto Ischia” ancora una giornata convulsa e spasmodica ieri a Roma. Nel corso di una riunione fiume presso la struttura del capo dipartimento di protezione civile, Angelo Borrelli, l’ultima tavola rotonda per la redazione dell’ormai famigerato “Decreto”. Un documento che dovrà essere parte integrante, e sostanziale, del più esteso decreto emergenze previsto in discussione giovedì in sede consiglio dei ministri.
Ieri il premier Giuseppe Conte aveva espressamente richiesto la consegna della prima bozza contenete il contributo di tutti gli attori in causa nella ricostruzione post sisma dei comuni del cratere di Ischia. Un contributo che, come sostengono il dottor Angelo Borrelli e il commissario Carlo Schilardi, possa rappresentare “un atto il più condiviso possibile”.
Ieri è stato il giorno dei comuni, dell’ultimo, strenuo, tentativo della Regione Campania di imporre il suo gioco lanciando in campo il PUR, il piano urbanistico di ricostruzione regionale e “far fuori” i comuni. Tutto o quasi è finito nel calderone.
La palla ora passa alla politica sul finire di questa settimana, l’altro passaggio importante e fondamentale, al tavolo del Consiglio dei Ministri.
L’incontro di ieri, a cui hanno preso parte i comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno con i sindaci e i loro consulenti, la Regione Campania con il Vicegovernatore Bonavitacola e i due commissari Schilardi e Grimaldi collegatosi in video conferenza non ha ancora prodotto “giudizi definitivi”. Un parere sereno e corretto, infatti, potrà darsi solo al termine di quella che si pone come una lunga e difficile maratona burocratico-politica.
Al termine di una 96 ore di impegno e dialogo istituzionale non vuole cedere a facili entusiasmi, né deprimersi, è il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, che ha commentato con noi l’ultimo summit romano.
Sindaco oggi era il giorno della consegna. La bozza del “Decreto Ischia” è ora sul tavolo del premier Conte. Quali le sue impressioni?
“Si, si è chiusa questa giornata, si è chiusa la bozza del decreto per quanto riguarda la nostra interlocuzione. Adesso pare, se rispettano i tempi, che giovedì ci dovrebbe essere il consiglio dei ministri. Chiaramente la bozza non è che la deliberiamo io e Giovanni Castagna. Noi siamo stati chiamati a dare questo contributo come comuni. Poi c’è il contributo della Regione, del commissario poi degli uffici tecnici e legali e dell’avvocatura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo di che si apre l’iter normale affinché un decreto diventi legge. Quindi c’è l’intervento del Governo e c’è l’intervento in sede parlamentare delle varie forze politiche. Come vede la strada per Gerusalemme è lunga è piena di spine. La situazione facile non è. Noi, tutto sommato, siamo soddisfatti. Ci hanno sentito con grosso rispetto istituzionale e noi abbiamo ribadito le problematiche che abbiamo sull’isola e quali possono essere le prospettive”.
Vuole tratteggiarci i passaggi salienti?
“Per quanto riguarda gli aspetti fiscali sono i passaggi e le richieste che abbiamo già ribadito in Delibera di Consiglio Comunale e pare che siano stati recepiti, anche perché non erano cosi difformi, o diversi o nuovi rispetto alle altri parti d’Italia. Tanto è vero che il nostro decreto ricalca, fedelmente, quello che è il canovaccio del n. 189 del Centro Italia. Anzi ci si è proprio preoccupati di lavorare in coerenza con quello, atteso che, domani mattina, chiunque volesse censurare queste procedure ci dovrà spiegare politicamente come mai nelle altre parti d’Italia una tale previsione si può fare e a Ischia no. Abbiamo parlato della necessità di garantire sicurezza e strumenti normativi al territorio, di finanziare ulteriori studi e approfondimenti e, ovviamente, del nodo condoni e della demo-ricostruzione. Quindi siamo stati seri concreti pensando ai veri problemi delle persone”.
Che tipo di decreto sarà?
“Io spero nel Decreto, quello promessoci dal premier. Dopo di che, chiaramente, è la politica che decide. Io e Giovanni Castagna non siamo legislatori. Spero che decida per il verso giusto e che il presidente Conte come venuto ad Ischia ad annunciarlo ci dia, come le ho detto “Il decreto“ per Ischia e non un decreto qualsiasi. Quindi se noi avremo questo e tutte le cose che davvero possono dirimere le vicende che riguardano l’isola d’Ischia credo che siamo della direzione giusta, diversamente, possiamo pensare al libro dei sogni ma se non è realizzabile non serve. Il contributo chiesto ai comuni e alla Regione è stato dato. Gli atti ora passano nelle mani del commissario alla ricostruzione ed alla presidenza del Consiglio dei Ministri che, pare, giovedì vogliano fare il decreto. Un decreto a cui da stasera (ieri sera, ndr) potranno mettere mano un altro milione di persone”.
Avete discusso per ore, una riunione fiume che vi ha visti impegnati dall’alba di ieri fino al tramonto. Deve aver pure avuto dell sensazioni anche politiche?
“Io penso di aver impostato bene il lavoro anche prima. Non immagino una ricostruzione senza un piano Ischia. Non immagino una possibilità di questo tipo. Siamo stati anche bravi ad avvalerci dei professionisti. Tutto parte dalla microzonazione ma lo sapevamo già. Infatti nel decreto è citata la microzonazione ed è citata anche la somma che serve per farla. Quindi il governo sa che si parte da li. Perché, paradossalmente, la questione dei condoni è vero certamente è importante, eppure paradossalmente, potresti aver una casa sanata sotto l’aspetto urbanistico e paesaggistico e dopo di che te l’abbattano perchè sei su una falda o su un letto di cava. Che sono poi tutti quei vincoli e quelle fattispecie che sono già normate dalla legge di condono. Cioè non hai bisogno di una nuova legge per sapere se il condono alla fine potresti anche non averlo e non potresti neppure aver la concessione in sanatoria. Innanzitutto sono soddisfatto perchè ho fatto il massimo. Più di questo non posso fare e sotto l’aspetto fisico che sismico e sotto l’aspetto dello studio. Devo ringraziare tutti, quelli che mi hanno dato una mano anche tenendosi in disparte, i miei collaboratori e tutte le persone con cui abbiamo più volte visto, letto e riletto le norme. Ci siamo mossi al meglio delle nostre possibilità abbiamo avuto apprezzamento per il lavoro fatto in maniera rapida e puntuale per come ci richiedono le procedure in uso. Abbiamo fatto il nostro dovere”.
Non sarà una favola ma almeno vuole darci la morale?
“Ora la palla non è più nella nostra metà campo. Sta nella metà campo di coloro i quali devono decidere. Non mi voglio entusiasmare, né mi voglio deprimere, con molta serenità aspetto l’esito perché veramente quando ti rimane la consapevolezza che hai fatto il massimo e dopo di che non sei tu a decidere, quanto meno ti rimane la serenità sarei molto più arrabbiato se sapessi di aver sbagliato qualcosa che avrei potuto fare qualcosa e non l’avessi fatto che avrei potuto chiedere di più e non l’ho fatto. Io ho la coscienza apposto e so di aver profuso tutto mostrando la nostra serietà e l’affidabilità. Dopodiché decideranno loro che sono al Governo”

E “PUR“ si muove…
Una riunione fiume che non ha previsto interruzioni o soste. Si è attaccata la spina la mattina di buon ora senza sapere quando si potesse finire. I sindaci hanno potuto prender il primo treno lasciando il tavolo al Consiglio dei Ministri. Prima direzione Napoli, in partenza sul binario alle ore 17,53.
La carovana Ischitana con i Sindaci Giacomo Pascale e Giovan Battista Castagna ha visto impegnati Mimmo Miragliuolo, Michele de Siano, Salvatore Mele, Lucrezia Galano, Caterina Castagna, Agnese Cianciarelli, Stani Senese. Sul versante il commissario Schilardi si è avvalso degli uomini e dei consulenti di Borrelli mentre Pippo Grimaldi, in via telematica, ha avuto il braccio forte di Fulvio Bonavitacola che, di buon ora, con il funzionario regionale, l’ing. Roberto Sandaniele, ha presentato e tratteggiato i particolari del “PUR”.
Una proposta molto controversa che il tavolo tecnico ha solo in parte accolto, non riuscendo così  ad uscire indenne dalle diverse censure di illegittimità rilevate dai consulenti del governo.
Acquisita agli atti e stralciata nei punti non condivisi,dovrà passare comunque al vaglio con tutti gli altri contributi al fine di comprendere se possa essere armonizzabile con il testo e la bozza di decreto da valutare. Si tratta di una proposta per la redazione di un piano urbanistico di ricostruzione (PUR). L’assalto alla diligenza è partito.
L’affare della ricostruzione di Ischia, il suo prestigio è un’occasione troppo ghiotta. La Regione ha avanzato la proposta, questa proposta, vagliata e discussa in video conferenza per poi passare anch’essa allo studio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tutti gli attori chiamati al gioco, ognuno per la propria parte, dunque, hanno dato il loro contributo.
Il governo ha chiamato sia i comuni che sia la regione… puntualmente sono arrivati. Ora siamo nelle mani dell’esecutivo Conte e delle altre parti politiche, giochini e manovre varie sotto banco permettendo.

 

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