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Generazione figli di papà. A Ischia sono finiti i politici

I figli pagano le colpe dei padri? E’ una domanda che mi pongo da giorni. La vicenda di Antonio Mazzella e di Antonello Sorrentino mi ha mandato un po’ in crisi. Il primo lo fa per il padre. Il secondo, invece, all’inverso. Ed è questo il fattore che mi manda in crisi. Una crisi personale, sincera che deve trovare, però, una giustificazione politica. Ad Antonello giustifico tutto. Perché, forse, farei lo stesso.

Ad Antonio e agli altri no. Perché, loro, Antonio, Giustina, Valeria, Roberta hanno la responsabilità e la colpa di martoriare un’intera generazione. Di offendere ogni intelligenza. E, in parte, di umiliare loro stessi. A certi amori, però, non si comanda. E non volendo entrare in “certi” rapporti, soprattutto perché sono orfano e vivo questa vicenda in maniera molto personale, chiedendomi cosa avrei fatto e soprattutto, provando sincera invidia solo nel poter aver un telefono che ti risponde o una porta che si apre per chiedere chi, cosa, come, quando, mi limito a fare una valutazione politica.

Ischia non ha più politici, ma solo vecchi giurassici e figli di papà telecomandati. Un vicolo cieco dal quale non riusciamo a venir fuori. Guardate il consiglio comunale e la giunta di Ischia. Paolo Ferrandino, Giovanni Sorrentino, Salvatore Mazzella, Luigi Boccanfuso, Luigi Mattera. Fino a poco fa Abramo De Siano. Ma siamo nel 1970 o nel 2018? Loro hanno il telecomando e i figli ci mettono la faccia. E, ovviamente, il telecomando non è di quelli moderni wifi o radio. No, loro sono vecchi, hanno il filo.

Antonio, Vania, Giustina, Roberta, Valeria, Debora. E poi ci sono anche le loro cugine, le figlie di Michele Califano che hanno avuto il loro posto al sole grazie alla parentale. E che dire, Paolo ha messo apposto il ragazzo d’oro… E la nuova classe dirigente del comune di Ischia quale dovrebbe essere? Ma ci rendiamo conto del danno che stiamo arrecando alla nostra società civile? Ci vogliamo svegliare e reagire contro questo “filiaresimo” e provare a scrivere una pagina per il nostro comune? Mi sembra di vivere in un incubo. Mi sono chiesto che colpa avesse Roberta Boccafunso, strappata dai suoi gioielli e dai suoi amori, per essere catapultata in pasto al mio “tritacarne”? Ha la colpa di essere figlia di Luigi Boccanfuso e di non aver detto no al padre.

Mi sembra di vivere in un incubo personale perché sono il solo a vivere questo dilemma. Roberta al pari di Giustina e Antonio, sarà brava. Avrà studiato, è capace, caparbia, determinata, ma politicamente cosa è? Perché assurge al ruolo di assessore? Perché Roberta Boccanfuso dovrà gestire il suolo pubblico del nostro comune o le politiche sociali?

Lo scorso anno non ci ha dato neanche l’emozione di guardarla in faccia. Il padre l’ha tenuta nascosta. La ragazza serviva solo il cognome “Boccanfuso” sul facsimile. Ma basta? E la stessa cosa vale per Antonio Mazzella e per tutti gli altri. Da Giustina fino a Valeria De Siano. L’ex consigliera comunale che, addirittura, vive a Milano! Ma è colpa loro? E’ davvero colpa di questi paffuti figlioletti con la voglia (mai espressa veramente, ma semplicemente catapultati!) della politica? No, è colpa dei padri. E’ colpa di chi non ha la decenza, almeno quella, di evitargli il coinvolgimento. Di evitargli l’esposizione mediatica.

Ognuno di loro, i padri, hanno perso anche il coraggio di metterci la faccia. E si nascondo dietro le facce pulite e le coscienze, che hanno sporcato, dei figli. E così muore la politica di Ischia.

E resto confuso: domani chi criticherò? I figli o i papà? A chi daremo le colpe?

7 Comments

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  • Se può esserti utile il mio parere dico nessuna attenuante (nel caso che qualche scelta, decisione, atteggiamento siano da censurare) va scaricata sui familiari (genitori, zii, cumpari o cumparieli) degli auto eletti (vecchi e nuovi) alle glorie della politica. La maggiore età non deve essere solo la copertura per fare tardi la notte o prendersi il gusto di vivere “a modo mio”. Queste debolezze critiche lasciamole alle mamme nonne zie. Noi da giovani abbiamo avuta la determinazione di puntare i piedi e dire no, ora da adulti (tu) anziani (io) dobbiamo imporre a noi stessi la stessa coerenza ed assegnare agli ex pargoletti le loro responsabilità, giustificando i patriarchi per la voglia di cedere “gratis” il loro seggio (poltrona) all’amata stirpe.

  • Perfino PAPA FRANCESCO ha invitato i genitori a spronare i figli ad interessarsi di politica.
    Piuttosto il vero problema caro direttore è rappresentato dall’obbligo di dover rispettare la quota rosa perché
    molte donne si ritrovano catapultate in politica solo per questo, sia da consigliere comunale che da assessore.
    Ne vogliamo parlare?

  • Luigi Di Vaia e lo stesso Enzo Ferrandino sono lì per eredità ( uno del padre ed uno dello zio).
    Carmine Monti a Lacco Ameno e Dionigi Gaudioso a Barano.

  • condivido in pieno l’articolo del direttore, ma molte donne sono li’ solo per le quote rosa.