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Franco Regine «Basta con la barbarie di Del Deo. Pronto a candidarmi a sindaco»

 

Gaetano Di Meglio | La citazione in giudizio dinanzi al tribunale civile di Napoli per il buco da 5 milioni di euro in Torre Saracena non è piaciuta a Franco Regine. Per nulla. In questa lunga intervista, l’ex sindaco di Forio rompe gli indugi e annuncia: “Ora basta con il clima di paura da ventennio di Francesco Del Deo”.

Franco, sei sorpreso dall’ultimo regalo di Francesco Del Deo?
“E’ lo stesso atto di due anni fa. La volta scorsa avevano fatto marcia indietro, questa volta con le elezioni più vicine, c’è un po’ di prurito in più. Ma io vorrei capire, su questa vicenda, quante persone devono giudicarmi e quante volte devo pagare questa colpa di mancata vigilanza. Corte dei conti, Tribunale… si accaniscono tutti sulla stessa cosa. Forse non hanno altro da pensare? Resto basito, soprattutto perché il ricorso a questi tipi di atti non mi è mai appartenuto. Ho fatto il sindaco per dieci anni e non mi è mai venuto in mente di ricorrere alla Magistratura contro i miei possibili avversari. E’ uno stile che ho sempre detestato”

Il sindaco Del Deo si difende e rilancia dicendo che l’azione di responsabilità l’hai iniziata tu…
“Chiacchiere e chezz… come diciamo qui a Forio”

Bolli tutto come una vicenda elettorale, certo che in questo momento a Forio si registra un bel movimento, cosa ne pensi?
“A Forio, c’è un bel teatrino in atto e me ne volevo tenere fuori, ma sembra che mi stiano tirando dentro per i capelli. Ora vedremo un po’ cosa fare, anche per ridare dignità alla politica a Forio. Mettiamo un punto di serietà nella politica.”

Ma questo atto ti rende ineleggibile o incandidabile?
“Assolutamente no.”

Inasprisce solo i tuoi rapporti con Del Deo?
“Io vorrei capire Francesco come intende affrontare questa elezione e gli alleati dove li vuole trovare. Se poi pensa di vincere le elezioni solo con Gaetano Colella, secondo me sta proprio fuori dalla realtà foriana.”

Ma tu hai deciso?
“No, cosa devo decidere? Sono loro che decidono per me. Io nella mia piena autonomia e capacità mentale ho ancora il potere di discernimento su una azione se è opportuna o meno. Evidentemente hanno paura di un mio eventuale ritorno in campo e cercano di scalzarmi con altri sistemi che non mi appartengono. Stanno aprendo il varco ad una nuova stagione di veleni a Forio che la mia sindacatura e quella di Franco Monti avevano sopito, raggiungendo alti livelli di democraticità. Questi la stanno facendo ripiombare, con queste azioni, nella barbarie pura che praticamente apre una nuova stagione di veleni. Chiamare dentro tanti professionisti su una questione trita e ritrita, denunciata e posta sotto l’attenzione di tutte le lenti possibili e immaginabili, non fa altro che inasprire gli animi, esacerbandoli in una campagna elettorale che poteva avere altro tenore. Io non capisco questa azione di Francesco Del Deo nei nostri confronti.”

Lui sostiene sia un atto dovuto…
“Credimi che non è così. Se avessi dovuto fare tutti gli atti dovuti sai quanta gente avrebbe dovuto fare una azione di responsabilità… è chiaro che ognuno che va alla guida di un paese di prende quello di prima e determina le strategie del futuro. Non può pensare di arrivare su un terreno vergine, è sempre un terreno già arato e minato, nel quale bisogna muoversi con molta discrezione e saggezza. Senza inasprire gli animi e aprire guerre di religione che non portano mai nulla di buono al paese. Aprire una campagna elettorale con una violenza di questo genere, secondo me non fa onore né a chi la mette in campo e né a chi la subisce. Avvelena solo ulteriormente un paese che è lacerato nei suoi gangli della vita civile. Siccome nel paese ci vivo e con la professione che faccio vengo in contatto con tanta gente, sento che c’è un malessere sociale e civile che ha allontanato l’amministrazione dal popolo. Il popolo non vede più l’amministrazione come una parte amica e che tende a risolvere i propri problemi, ma come un momento di vessazione o di minaccia, o di continua predominanza del potere, del forte sul più debole o sul più bisognoso. E’ un elemento che, secondo me, impoverisce notevolmente il paese. Del Deo lo ha incattivito. E questa azione specifica non fa che ribadire questa cattiva concezione della politica e dell’amministrazione. Vi è, a Forio, un dibattito proprio sulla democrazia che c’è nel paese, molto molto sentito. Al di là di quelle che sono le paure dei singoli che non parlano perché evidentemente ognuno ha qualche scheletro nell’armadio, ma siccome i miei scheletri li hanno messi tutti quanti in piazza e quanti più ne potevano mettere più ne hanno messo, io parlo liberamente da uomo libero e da uomo che non ha nessuna casacca al momento e non ha nessuna intenzione, almeno fino a questo momento, di candidarsi o di fare politica. Certamente non posso assistere inerme ad un deterioramento di quelli che sono i rapporti della democrazia e della socialità nel nostro paese. Le persone che possono parlare, io penso, a questo punto parleranno e devono parlare perché nel paese si instauri quanto meno un confronto civile che riporti la politica, come dice il mio maestro Franco Iacono, alla “P” maiuscola e non a queste piccole rivalse che poi non portano mai a nulla di buono.”

Sei preoccupato?
“No, sono amareggiato sia dall’atteggiamento di chi consideravo amici e sia dall’atteggiamento, come già ti dissi in una intervista quando fecero la prima azione, di gente che ho dato una mano ad arrivare in amministrazione (il riferimento è a Michele Regine, ndr) e che ritenevo potessero essere i miei successori in maniera da continuare il messaggio che avevo lanciato su quelle che erano le opere pubbliche, il potenziamento della macchina amministrativa e quant’altro. Sono stato il primo a credere in Francesco e nei suoi consiglieri, come sono oggi il primo ad essere critico rispetto ad un’azione amministrativa completamente insufficiente. Ma al di là dell’azione amministrativa, che poi saranno le elezioni a determinare, io sono molto critico su quelli che sono gli atteggiamenti che non ci appartengono. Cioè gli atteggiamenti che ha messo in campo questa amministrazione appartengono veramente a ventenni del passato, completamente dimenticati e purtroppo sono dei metodi che stanno ritornando e che sanno molto di violenza e di sopraffazione del forte sul debole, cose che a me da particolarmente sui nervi da vecchio liberale socialista.”

Capisco quello dici. Vogliamo parlare, però, del buco in Torre Sarecena…
“Loro non tengono conto che in questo momento gli unici ad essere stati totalmente danneggiati sono stati quelli della società che non hanno avuto i soldi del comune rispetto a determinati lavori svolti, e il comune che sta sempre in bolletta, pur di non aumentare le tasse non ha mai pagato e mai retribuito la società. Alla fine la stessa si è trovata sottopagata e ha accumulato una serie di debiti. Alla fine chi doveva fare la vera azione erano quelli della società che oggi si trovano citati dal liquidatore all’amministratore. Paradossalmente abbiamo fatto tutto il contrario, abbiamo fatto le azioni a favore del comune, dell’amministrazione pubblica piuttosto che a favore della società che ha svolto l’azione di lavoro soprattutto nel periodo della crisi dei rifiuti in Campania, poi ha dovuto fare lavori domenicali, lavori straordinari per conferire in discarica con tempi lunghissimi, ha dovuto fare una serie di azioni con costi maggiorati mai retribuiti dal comune che poi è l’unico committente. La stessa attuale amministrazione, in una delibera di consiglio comunale di qualche anno fa l’aveva riconosciuto e che aveva riconosciuto anche che doveva dare alla società, negli anni, mano mano una serie di risorse economiche che non ha dato. Ora che Francesco e gli altri dicono che le responsabilità sono nostre… ma loro gli ultimi 5 anni che hanno gestito la liquidazione, dove stavano? Cosa hanno fatto per ripianare questo tipo di debito? Francesco e gli altri non pensassero che loro sono avulsi da responsabilità perché loro stanno gestendo da 5 anni il movimento liquidatorio della società, se loro non hanno fatto niente e hanno fatto lievitare questi costi di gestione… la responsabilità non penso sia solo della vecchia amministrazione. Anzi nel momento in cui mi sono accorto che la società maturava troppi debiti, nonostante che fosse una società che avevo messo in piedi io con la mia amministrazione, ho avuto il coraggio, praticamente, di metterla in liquidazione e passare ai privati, che poi hanno portato ad un risparmio di gestione il servizio. Io ho con la coscienza tranquilla, penso che molti altri non l’abbiano. Anche perché erano gli organi tecnici del comune che dovevano controllare se i conti della società e gli investimenti erano corretti. Io ero l’organo politico di indirizzo ma non di controllo. Poi andremo a vedere, a questo punto, le responsabilità di chi sono, come anche mi devono spiegare come mai alcuni presidenti della Torre Saracena sono stati esclusi dall’azione di responsabilità, tra cui il presidente del consiglio attuale, o come l’attuale ragioniere del comune o come altri. Il buon Francesco dovrebbe leggersi un poco meglio le carte e capire che ha fatto un’azione, pur di colpire probabilmente me nel mucchio, ma ha creato una confusione in quell’atto terribile.”

Pensi che ha salvato in qualche modo a Michele Regine?
“Lo ha salvato perché? Tu pensi che nel momento in cui andiamo in causa e facciamo le verifiche, questa gente non viene tirata in ballo? Come l’attuale amministrazione pensa di salvarsi? E’ chiaro che quando si andrà nel momento dibattimentale, ognuno metterà fuori le carte che ha. Come anche il liquidatore. So per certo che ha chiesto a questa amministrazione, tante volte, di essere ricevuto e di spiegare come poteva fare per rientrare di alcune somme e loro non se ne sono fregati proprio. Qui carta canta e ognuno si difenderà nel modo opportuno. Penso che quel che sta facendo Francesco sia un boomerang che gli si rivolterà contro e poi non mi venissero a dire che non ne sapevano niente. Il nuovo mandato all’avv. Di Meglio è stato conferito a dicembre. Oggi ogni amministratore dice di non sapere niente… sono anche fanciulleschi in queste spiegazioni»

In conclusione?
Sono amareggiato sia per l’amicizia che avevo nei confronti di questa amministrazione e di Francesco e sia perché io non avevo deciso ancora niente ma mi stanno motivando a scendere in campo in maniera energica per mettere fine a questa barbaria politica. Anche candidandomi alla carica di sindaco.”

Ti rifaccio al domanda, ma sei candidabile?
“Sì! Certo! Io sono candidabile in tutti i ruoli ed in tutte le salse. Devo decidere solo cosa voglio fare della mia vita come ho sempre fatto, in maniera autonoma. Come ti ho detto, non ho assolutamente nessuna preclusione alla candidatura anche a sindaco, non ho proprio nessun problema di nessun genere. Non ho deciso ancora, deciderò al momento opportuno se lavorare in prima fila, in seconda fila o in terza fila pur di dare una nuova esperienza amministrativa a questo comune dalle alte potenzialità, di storia e culturale che merita altre sorti.”

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  • Il compito precipuo della Corte dei Conti-Tribunale e Magistratura é quello di pensare e di controllare tra le tante “cosette”anche e soprattutto i bilanci-conti pubblici. Le malefatte delle politiche a tutti i livelli. Ora il dott. Franco Regine si interroga osservando: “forse che questi controllori non hanno nulla da pensare?”Non penseranno certamente di approfondire giorno e notte studi di ” ” otorina” visto che le loro manzioni sono come ben chiariti dalle leggi vigenti rivolte altrove.Ripetiamo , anche se non piace All’otorino x Del Deo Francesco( ci piaccia o no.. il suo compartamento pre-elettorale e la sua quinquennale governance) l’atto era dovuto.Anche perchè pare che come successore di Regine l’amministrazione DelDeo debba anche essa dare risposta alla diatriba . Per dirla con il regine:”Chiacchier e cazz!::..