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Forio for You nel voto dei foriani

Vincenzo Acunto | Forio for you era l’insegna di un bel negozio di abbigliamento degli 60/70 ubicato nel corso principale di una Forio romantica che oggi, in una condizione molto diversa, chiama i suoi abitanti al voto. Da circa un mese i foriani passeggiano tra i manifesti raffiguranti i volti sorridenti degli aspiranti sindaci e consiglieri. Hanno ascoltato le loro mirabolanti proposte affinchè, chi è chiamato a scegliere, possa calarsi in un immaginario paese del bengodi. Offerte miracolose soprattutto da parte degli sfidanti. Ho apprezzato molto il “passo discreto” di Ignazio Di Lustro, candidato per caso, in una realtà che gli è lontana nella quale non è riuscito ad inserirsi, sia per mancanza di ritmo che di buona compagnia; di Luciano Castaldi che ha tentato di veicolare una proposta che gli esigui mezzi a disposizione non gli hanno consentito di renderla sufficientemente nota, come pure quella onesta del giovane Manna non è giunta a destinazione. Spero che entrambi raggiungano il quorum per avere il consigliere. Speranza che estendo anche al mio amico Mimì Savio che resta una simpatica “ rarità antropologica” della politica che con il suo “profilo uralico” accentua la severità espressiva e resta insostituibile. Lo sfidante che ha fatto più rumore è senza dubbio Stanislao Verde (detto Stani). Figlio di Gaetano Verde (imprenditore non particolarmente riuscito sia per gli esperimenti ad inferi che ad sidera), e nipote di Stanislao (Siluccio) Verde (commerciante di olio di cui ripropone il nome) e di Piro Giuseppina (simpatica, affascinante e volitiva gestrice dell’albergo Casa Verde in Casamicciola alla Via Fundera. Strada in cui tutti si sentono lacchesi pur se da un lato sono iscritti all’anagrafe di Casamicciola). Un estroso e simpatico ragazzo di paese, lo Stanislao Verde ( al quale dalla nascita gli era preferito un diminutivo diverso dallo storico “Siluccio” o dal panzese “Slao”) che riassume nei suoi modi di fare tutte le volitività caratteriali dell’età che vive e della famiglia paterna. Ciò che è risultato difficile, nella lettura dei nomi a sostegno del giovane candidato, è stato mettere in collegamento ideologico le diverse personalità che si sono aggregate ad esso nell’ideologia “quantistica” di cui è portatore. Ricordo che cinque anni fa lo Stani era candidato con Francesco Del Deo, del quale tesseva sperticate lodi (anche del suo dopobarba), ed oggi capeggia una cordata che, con espressioni anche virulenti, si scaglia contro lo stesso. Cordata che dal palco opposto è stata definita “armata brancaleone” senza precisare se in omaggio a “Brancaleone da Norcia” – che è descritto –in wikipedia- come “spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato di una non comune eloquenza” – o se in omaggio a Monicelli per il suo celebre film del 1966 dal titolo “L’armata Brancaleone”. Sarebbe simpatico un approfondimento. La motivazione che avrebbe spinto “lo spiantato rampollo” ad allontanarsi da Del Deo, come illustrato in comizio, è da ricercarsi nell’indisponibilità di quest’ultimo a soddisfare i “desideri quantistici” di Slao, per avergli negato la gestione del porto. Un esame dello stato patrimoniale (pur offerto dal palco comiziale) di “nulla tenente e nulla facente” accompagnato ad una analisi dei suoi “resoconti imprenditoriali in re aliena”, lascia ritenere “saggia” la decisione di Del Deo di evitare certi esperimenti. Un esame del suo curriculum personale potrebbe allontanare anche ipotesi elettive. Tra i sostenitori dello “spiantato rampollo” spicca la figura dell’ex sindaco Franco Monti che, pur se oggi molto diverso dall’aitante ragazzo in fascia tricolore, i foriani ne ricordano i lasciti amministrativi tutti i giorni. Unico sindaco dell’isola ad aver ceduto alle lusinghe dell’Anas e fatto acquisire al patrimonio comunale le ex strade statali e provinciali. Ricordino i foriani che quando transitano tra Panza e Forio e precipitano in buche spaventose, il responsabile si chiama Franco Monti che, pur non avendo i mezzi per fare le manutenzioni si prendeva le strade dell’Anas. Altro volto che nonostante la sua notorietà ho avuto difficoltà ad inserire nell’esercito di Siluccio, è quello del comandante Gallo. La professione, fino alla pensione, gli aveva consentito, oltre a qualche paginata su rotocalchi nazionali, anche una discreta considerazione in campo locale. La realizzazione del suo “buen retiro” è stata considerata come il giusto prezzo che una collettività deve rendere a chi ha portato loro notorietà, pur lasciando nel curriculum personale qualche dubbio di eleggibilità. Sconcerto poi diffonde il rinvenimento nello stesso esercito di qualche altro transfuga dall’atelier di Francesco. Si dice che l’intelligenza “è femmina”. A volte anche la stupidità è tale quando, per semplici soddisfazioni di coniugio, si gettano nel water intelligenze conclamate. Il panorama appena sintetizzato, del quale il lettore non avrà difficoltà a rintracciarne gli ingredienti sussurrati, porta a ritenere che Francesco Del Deo è un uomo fortunato. Non ha avversari. Mi ha comunicato Mario Savio (che, sempre più, incarna il ruolo del fidato “Sancio Panza”) testuale “le cose stanno andando benissimo. Francesco è nato con la camicia”. Che fosse un uomo fortunato lo si sapeva. In 40 anni di conoscenza non ricordo un colpo a vuoto o una alterazione incontrollata. La scuola democristiana è stata ben assorbita dal nostro. Mi raccontò una comune zia che sin dalla nascita i presenti intuirono da subito il suo talento per essere: l’unico “bello” tra i fratelli avendo ereditato i tratti estetici della mamma e per aver una spiccata sensibilità al gentil sesso. Alla mia, ovvia, curiosità, la zia mi raccontò un episodio, imponendo la conferma alla ostetrica (o levatrice) del Cuotto, con il suo vocione che ne contraddistingueva il parlare. Riferirono che mentre si lavava il corpicino del neonato Francesco, quest’ultimo sentendosi sfiorato nelle parti intime da mano femminile, diede, con meraviglia delle astanti, immediata risposta di “fisica pugnacità”. Da quel momento, diceva la zia, il percorso di vita di Francesco fu segnato in positivo, potendo godere, sempre e dovunque, della accondiscendenza delle donne: sia di casa che d’esterno. Sta di fatto che egli è uno dei pochi uomini, di un paese del sud, il cui nome non è stato storpiato in “franchì, ciccì o semplicemente franco”; che, pur tuffandosi spesso a testa in giù, riemerge sempre indenne e sorridente; che le donne fanno a gara per avere la sua compagnia. Ha fatto un primo percorso di sindacatura utile per Forio sanando molti debiti e destreggiandosi, con l’abilità di un saltatore, dagli sgambetti che lo spingevano innanzi al PM di turno. Pensare che un originario “siluccio” o “slao”, divenuto “stani”, ne possa fermare il cammino è esercizio di fantasia. I foriani, pur se sanguigni e riassumibili nel detto “sciabul e curtieggh” hanno ben chiari gli antichi detti di saggezza popolare: “Chi lass’ a via vecchia pa’ nova, sap’ chell che lass’ ma nun sap’ ca’ che trova” e quindi non ci sarà trippa per i gatti. Ritengo pertanto che domani i foriani confermeranno, al primo turno, Francesco Del Deo come sindaco di Forio anche perché in tanti si sentono rasserenati dal fatto che, essendo Francesco Del Deo ricco di suo, non ha da chiedere per se. Se non il ruolo di primo attore per il quale è naturalmente predisposto. L’ulteriore speranza per Forio è che si accompagnino con lui uomini capaci tra i quali spicca la serietà e la competenza di Davide Castagliuolo (che in silenzio e senza fanfare ha messo in ordine i conti e deve continuare), di Giovanna Galasso, di Giovanni Matarese, di Gianni Mattera e la tenacia di Mario Savio. Non guasterebbe che tra di loro si inserisse l’ambizione garbata di qualche new entry come potrebbero essere gli avvocati Piero Esposito, Manuela Arturo e Annamaria Miragliuolo o Leonardo Polito che darebbero, i due ultimi, una rappresentanza dinamica, capace e onesta alla frazione di Panza. Così come merita.

acuntovi@libero.it

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