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Ferrari: “Con l’Afragolese servirà un pizzico di follia. La concorrenza? Fa bene”

La stagione del Barano non è iniziata col piede giusto. L’eliminazione in Coppa Italia Dilettanti (soprattutto dopo una disastrosa gara di andata) ad opera del Casoria e la sconfitta maturata domenica scorsa sul campo del Gladiator, hanno segnato duramente le prime gare degli aquilotti. La squadra allenata da Gianni Di Meglio, uscita rinforzata dal mercato sia in difesa che a centrocampo ma non in attacco, domani al “Don Luigi Di Iorio” avrà un’altra brutta gatta da pelare, l’Afragolese, a riprova che la buona sorte non ha proprio guardato ai bianconeri in sede di sorteggio. Dell’inizio di stagione difficile del Barano, dei propositi della squadra del presidente Giosi Gaudioso e dei suoi personali, ne abbiamo parlato con Pietro Ferrari, capitano storico della formazione isolana. Ecco la trascrizione della chiacchierata avuta con Ferrari.

Ferrari, la stagione del Barano non è iniziata al meglio. Sono arrivate l’eliminazione dalla Coppa, che ha una importanza relativa e, soprattutto, la sconfitta in casa del Gladiator. Domenica non avete ben figurato. Cosa è successo a Santa Maria Capua Vetere?
“Non abbiamo fatto una brutta figura. Tutti siamo consapevoli di aver dato il 100% su un campo in erba naturale, diverso quindi da quello su cui siamo abituati a muoverci, con un caldo simile a quello di un mese fa e contro una squadra più forte di noi. Quindi, non è che non abbiamo fatto una bella figura. Certamente, non siamo andati a Santa Maria per fare una partita difensiva o per non portare punti a casa. Però, il Gladiator ha avuto quel qualcosa in più ed ha fatto la partita. Quella casertana è una squadra con ambizioni da primato, mentre noi speriamo in una salvezza tranquilla. C’è da dire che nel primo tempo, che si è chiuso 0-0, il Gladiator ha calciato principalmente da fuori area, perché siamo stati bravi a limitarlo. Mentre nella ripresa hanno trovato la giocata che ha sbloccato il risultato e gli ha messo la partita in discesa”.

Il mercato si è quasi chiuso. Il Barano, rispetto alla scorsa stagione, sembra esserne uscito rinforzato sia in difesa che a centrocampo, mentre l’attacco – nella cui rosa vi sono buoni giocatori – è ancora mancante di una punta che possa garantirvi una buona mole di reti. Lei cosa pensa?
“Certamente, sulla carta, non abbiamo un attaccante da 20 gol. Però, siamo solo alla prima giornata e magari fra qualche mese parleremo in maniera diversa. Sono un po’ i risultati che cambiano le cose. Magari uno fra Viscovo, Cuomo e Cirelli farà qualche gol in più e forse le cose saranno diverse. Centrocampo e difesa, invece, sono simili a quelli della passata stagione, più qualche ritocco che ci voleva. Quindi sembrano essere molto più equilibrati rispetto all’attacco. Ma aspettiamo con fiducia anche Angelo Arcamone. Lo vedo voglioso negli allenamenti e, nonostante lavori, ci sta mettendo tanto impegno. Vuole rientrare e la cosa mi fa sperare bene. Da quando tornerà a disposizione ci potrà dare una grossa mano”.

Cosa mi dice dei suoi nuovi compagni di reparto? I vari Andres, Conte ed Aiello hanno anche aumentato la concorrenza…
“E’ un bene l’aumento della concorrenza. E’ uno stimolo per tutti durante l’allenamento E’ un per la squadra e per l’allenatore. Fa si che nessuno senta la maglia da titolare già addosso. Andres è un giocatore di grande carisma ed esperienza e certamente ci potrà dare una mano anche in momenti difficili della stagione. Conte è un ragazzo di prospettiva che sa giocare bene al calcio. E’ un acquisto sia per il presente che per il futuro del Barano. Aiello è un 2000 che fisicamente sembra più grande. Ha grandi qualità e come tutti quelli che ho citato si allena bene e può darci davvero tanto”.

Sabato ospiterete l’Afragolese, a riprova che avete avuto un calendario difficile. Che gara si aspetta e che gara dovrà fare il Barano?
“Diciamo che è il terzo anno di Eccellenza e per il terzo anno prendiamo un inizio “alla nostra portata”. Credo, comunque, che cambi poco il calendario. Dovremo incontrarle tutte. Sicuramente, il Barano dovrà fare qualcosa in più rispetto a domenica, in fase di possesso palla. Dovremo cercare di fare la partita, mettendo in campo le nostre qualità migliori, che sono lo spirito di sacrificio, la voglia di pressare l’avversario e metterlo in difficoltà, magari andando a sfruttare le sue pecche. Tutte le squadre, anche le grandi, hanno dei punti deboli. Noi dovremo restare umili, consapevoli di avere di fronte una grande squadra ma non dobbiamo sentirci battuti all’inizio. Dovremo avere dentro di noi quel pizzico di follia per far si che giocheremo a viso aperto, senza paura”.

Sappiamo che il Barano punta alla salvezza. A cosa punta Pietro Ferrari, a livello personale, in questa stagione che, stando ai propositi di aprile, non avrebbe dovuto esserci?
“Punta sicuramente a fare un grande campionato, dando sempre il 200% in campo e quindi a dare un grande contributo alla squadra. Magari, quest’anno, punterò a fare gol, visto che l’anno scorso non ci sono riuscito. La squadra ha bisogno anche dei gol dei centrocampisti, quindi sbloccarmi non mi dispiacerebbe. Dentro di me ci sono sempre la voglia e la passione che mi spingono, altrimenti non sarei qui. I miei dubbi erano solo legati al lavoro, ma non ci ho pensato due volte a seguire il richiamo del campo. Mi sento ancora al 100% un calciatore e posso dire le mia, potendo confrontarmi sia in allenamento coi compagni che la domenica con gli avversari”.

Crede che, fra qualche anno, possano concretizzarsi i propositi del presidente, che vuole un Barano quasi completamente composto da baranesi e/o calciatori cresciuti nel suo Settore Giovanile?
“Sicuramente, il Settore Giovanile del Barano sta facendo un buon lavoro. Negli anni è migliorato e cresciuto negli iscritti. Metterei la firma per vedere che fra 3-4 anni il Barano composto solo da baranesi. Non so, però, se ci si riuscirà così facilmente. I ragazzi hanno bisogno di fare determinate esperienze ed in categorie come la nostra servono anche calciatori più navigati. In rosa, oggi, a parte me, ci sono Kikko Arcamone, Di Costanzo, i due Cuomo e Manieri, quindi c’è una buona prospettiva. Però dire che vedo un Barano composto esclusivamente da baranesi è difficile. Se accadesse, anche fra più anni, non potrei che esserne felice. Comunque, devo dire che tutti gli altri ragazzi che vengono da altre parti dell’isola ed addirittura dalla terra ferma, hanno un grosso attaccamento alla maglia. Si impegnano, lo abbiamo visto nelle scorse due stagioni, nelle quali c’è stato attaccamento alla maglia da parte di tutti, baranesi e non. Oggi, questo è l’importante per le sorti del Barano”.

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