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Faremo come la gatta!

Povera Ischia! Povera Casamicciola! Povera Lacco Ameno! Il vero terremoto sta per arrivare ora.
Lo scorso 21 agosto, il governo del paese era in un momento confuso. Si doveva votare. Gentiloni era un premier di un governo che doveva reggere fino alle elezioni (quelle del 4 marzo) e l’attuale governo gialloverde non era nemmeno ipotizzabile.
Il terremoto del Centro Italia era l’esempio più vicino e la tragedia di Livorno aveva segnato, in maniera diversa, la nostra nazione. Con quel governo “temporaneo”, Ischia viene esclusa da alcune norme, riesce ad entrare con un emendamento in scia a Livorno e, di proroga in proroga arriviamo ad un anno dal sisma. Oltre 30milioni di euro per l’emergenza, 50 milioni di euro stanziati per una possibile ricostruzione, altre decisioni sparse ci portano fino ad oggi. Un oggi che ci lascia, completamente, spiazzati.
Che io non abbia stima di questo governo è ormai acclarato al pari di quanto questo Governo sia incapace di poter segnare le sorti della nostra nazione.
Ieri mattina, una delegazione di validi ischitani sono partiti alla volta di Roma per “scrivere” il decreto Ischia?
Si, avete capito, i sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno con gli assunti raccomandati grazie all’emergenza saranno gli artefici, insieme con i tecnici della Protezione Civile della stesura del documento che dovrebbe cambiare la storia della nostra isola?
Impossibile! Ma facciamo attenzione perché vorrei che, insieme, potessimo ragionare.
E’ trascorso un anno e il decreto Ischia deve essere scritto in 96 ore. Perché? Perché Conte, il premier, tra un esame a scuola e una riunione del Consiglio dei Ministri in cui era assente ingiustificato, deve presentare il decreto. Vi prego, non fatelo correre! A chi volete prendere in giro con sta pagliacciata romana. Non riuscite neanche a fare una teleconfenza skype e volete scrivere la storia di Casamicciola e Lacco Ameno.
E farla di notte e nei week end? Ma evitiamole queste pagliacciate così estreme, soprattutto perché vorrei che emergesse fuori una valutazione, finalmente, politica.
L’unico decreto firmato da questo governo è stato quello dove viene previsto il licenziamento di 80mila lavoratori. Una pantomima durata settimane con Di Maio che gridava al sabotaggio.
Ma tralasciando questo aspetto, vorrei capire la delegazione ischitana a cosa sta lavorando? I tecnici della Protezione Civile a cosa stanno lavorando? A quale decreto? Si sta elaborando una parte del decreto “Emergenze” così come lo ha illustrato Di Maio o cosa? E ancora, questo decreto legge, che dovrà ovviamente passare al vaglio di Camera e di Senato, con chi è stato concordato? Con quale parte politica?
E ancora, da umile cittadino che prova a ragionare, ma questo decreto, senza l’approvazione della manovra finanziaria e senza sapere quali saranno le scelte del ministro Tria, che provvista finanziaria conterrà?
Ma veniamo alla vera questione calda, la questione condono edilizio ed abusivismo.
Fino ad oggi non ci è dato sapere quale sia l’orientamento del Movimento Cinque Stelle e della Lega in merito al terzo condono. Il famoso condono Berlusconi, quello che in Campania non è applicabile.
Affrontiamo il problema della legge del nostro stato che non può essere applicata o facciamo finta che la storia dei nostri abusi sia ferma al 1994? Perché è questo il punto cruciale. E’ questa l’azione politica da fare.
Soprattutto perché la storia ci insegna che il Movimento Cinque Stelle si è già tirato indietro dal voler affrontare il problema condono e abusivismo edilizio nel 2013 quando, con Di Maio ad Ischia, rinnegò tutta la proposta ischitana cancellando, di fatto, la soluzione proposta dal territorio. Una proposta seria, serissima, che ancora oggi resta una pietra miliare nella storia recente dalla materia condonistica.
La storia recente, infatti, ci racconta di una iniziativa regionale mirata alla soluzione del problema “condono” bocciata dalla Corte Costituzionale. La storia recente ci parla di troppi errori sulla pelle dei cittadini e noi vogliamo pretendere che le linee guida per la ricostruzione dei nostri territori venga decisa da Pascale e Castagna in un week-end?
Non ci voglio credere. E, pur apprezzando gli forzi enormi dei sindaci e dei loro accompagnatori, credo che la pratica in questione meriti ben altra preparazione e, soprattutto, ben altra condivisione politica.
Conte non voce in capitolo. Le decisioni del governo vengono prese altrove e il cuore del decreto per Ischia passa, esclusivamente, per una valutazione politica. Perché, c’è una voce che cambia la sostanza: la voce abusivismo.
Noi possiamo fare i puritani quanto vogliamo, possiamo continuare a dirci che la nostra “necessità” giustifichi il reato, ma il resto del mondo, invece, pensa che reato sia sempre reato.
Ancora oggi, si parla di questa vicenda con un atteggiamento molto sommario e distaccato. Gli addetti ai lavori hanno paura di pronunciare la parola magica “condono”. Pensate che tutta Italia farà finta di non capire che stiamo facendo?
La corsa che stiamo facendo non ha nulla di buono. I copia e incolla notturni, le mirabolanti riunioni, le teleconferenze a un approccio: damose da fare non serve alla nostra causa. Serve, invece, tutt’altro. Serve chiarezza istituzionale, impegni politici e certezze legislative. Ad oggi, però, non abbiamo nessuna delle tre. E’ vero, abbiamo tanto buon senso e tanta buona volontà ma sul tavolo c’è in ballo una posta che merita molto di più. E noi non possiamo sbagliare!

Gaetano Di Meglio

1 Comment

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  • Onestamente il terzo condono è un problema che interessa solo marginalmente la zona rossa di Casamicciola, e lo dico da terremotato che viveva in quelle zone, quindi non prendiamoci in giro, far validare il condono terzo servirebbe a tutti ma non alla zona rossa di Casamicciola… Il vero problema è capire se si può o meno ricostruire al Maio, per la pericolosità di quella zona.