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Fallisce la T3R, a Lacco Ameno rischiano lavoratori e Comune

diritto di replica

Preg.mo Direttore, mi è stato segnalato l’articolo dal titolo “Fallisce la T3R, a Lacco Ameno rischiano lavoratori e Comune”, a firma della Dr. ssa Ida Trofa, apparso sul quotidiano IL DISPARI da lei diretto. In tale articolo, a più riprese, il mio nominativo, senza neppure che io sia stato interpellato sui fatti, viene associato ad una “costituzione” in giudizio in difesa dell’Ente e, alternativamente, ad una tardiva costituzione o, ancora, a tardive comunicazioni rese all’Ente. Il decoro e l’immagine professionale dello scrivente è gravemente lesa da una ricostruzione che getta inammissibili ombre sulla diligenza e correttezza professionale da me sempre mantenuta, quasi adombrando che il mio operato abbia in qualche modo potuto pregiudicare la difesa dell’Ente. Poiché ciò è falso, riservata ogni azione a mia tutela, La prego di volere pubblicare la nota (supportata da documenti) che segue e a rettificare quanto erroneamente è trascritto nel richiamato articolo a firma della dr. ssa Ida Trofa.

Questi i fatti, con tanto di documentazione. 1)      In data 13.06.2018, a mezzo posta elettronica ordinaria,  ricevo dal mittente  “ufficiolegale2@comunelaccoameno.it”  comunicazione circa la mia nomina, disposta con deliberazione di G.M. del Comune di Lacco Ameno n. 77 del 24.05.2018, quale difensore dell’Ente nel giudizio instaurato con ricorso ex art. 112 c.p.a. dal Fallimento TEAM 3 srl.: ricorso, si evidenzia nella comunicazione, notificato all’Ente il precedente 09.05.2018 (all. 1); 2)      Nella medesima data del 13.06.2018, ricevo pecmail dal mittente ufficiolegale@pec.comunelaccoameno.it, nella quale mi viene inviata “la convenzione da firmare digitalmente riguardo l’affidamento di incarico che le è stato conferito con delibera di Giunta Comunale n. 77 del 24.05.2018” come detto, al punto 1, partecipatami in pari data ossia il 13.06.2018 (all. 2); 3)      Con pecmail de 10.07.2018, lo scrivente rappresenta all’Amministrazione quanto segue: “con riferimento all’oggetto, comunico che il ricorso è chiamato per l’udienza del 17.10.2018 (RG 1998/2018, sez. VI). Tuttavia, attesa la rilevanza della questione, devo, allo stato, declinare l’invito ad assumere il patrocinio, in quanto l’importo di 500,00 euro è troppo ridotto. Vi inviterei a considerare la possibilità di stanziare un importo (sebbene sottodimensionato ampiamente, come comprenderete) pari a 1500, oltre IVA e CPA. In tal caso, avrei necessità di una relazione di accompagnamento che illustri atti e provvedimenti”. 4)      Segue il silenzio dell’Amministrazione.Alla luce di quanto sopra documentato, appare dunque chiaro che: a)      lo scrivente non ha mai accettato l’incarico; b)      ha declinato l’accettazione dell’incarico, sulla base di personali e validissime ragioni, e che tale declinazione è avvenuta tempestivamente; c)      ha diligentemente indicato all’Ente – pur non avendo accettato l’incarico – la data di udienza e gli estremi di iscrizione del ricorso (cioè l’R.G.), consentendo allo stesso di scegliere, tempestivamente, se rimodulare l’importo stanziato ovvero affidarsi a diverso legale; d)     ha provveduto a comunicazioni pacificamente tempestive e che neppure in astratto hanno potuto pregiudicare, in qualsiasi modo, le facoltà difensive dell’Ente. Al riguardo, ricordo infatti che il termine decadenziale che l’Amministrazione avrebbe dovuto osservare per difendersi (a partire dall’eventuale deposito di documenti) nel giudizio in questione (giurisprudenza pacifica, cfr., per tutte, C. Stato, Ad. Plen. 5/2013; C. Stato, sez. V, 1661/2014; C. Stato, Sez. III, 1340/2015) è quello di venti giorni liberi anteriori all’udienza del 17.10.2018, termine che, dunque,cadeva il 26.09.2018 (la mia pecmail mai riscontrata  risale, come detto, al 10.07.2018). Ciò perché, come è noto, d1) i termini per l’espletamento delle facoltà difensive sono dimezzati (ex art. 87 co. 3 c.p.a., 119 e 120 c.p.a.) nel caso – come quello qui in considerazione – di ricorsi ex art. 112 c.p.a e vertenti in tema di affidamento di appalti; e che d2) il termine di costituzione ex at. 46 c.p.a. è ordinatorio e non perentorio/decadenziale (C. Stato, Ad. Plen. 5/2013). Aggiungo, peraltro, che l’udienza del 17.10.2019 – a quanto mi consta – è stata rinviata all’udienza pubblica del 20.03.2019, senza che sia stata discussa e senza che siano stati adottati provvedimenti dal Giudicante. Ciò implica, che nel rispetto dei termini di cui all’art. 73 c.p.a., il Comune di Lacco Ameno, a partire almeno dal 10.07.2018 (data della mia pecmail), ma anche da prima come è evidente, ha avuto ampio modo di apprestare le proprie difese, senza essere in nulla pregiudicato, se non dalla sua potenziale inerzia.    La invito pertanto a voler pubblicare tale rettifica entro e non oltre il termine perentorio di lunedì 4.02.2019 e a darmene compiuta comunicazione. In assenza, mi vedrò costretto ad agire in via giudiziale (nei confronti del giornalista e del direttore responsabile) nonché a segnalare la spiacevole vicenda all’ordine di competenza, anche in considerazione del fatto si riportano fatti, mai accertati e senza garantire l’esposizione del mio punto di vista. Certo della sua correttezza, porgo distinti saluti. Avv. Raimondo Nocerino.

Ida Trofa | Una tegola pesantissima è caduta sulle teste degli operai del settore NU di Lacco Ameno, il comune dove la T3R ha operato fino a due anni e mezzo fa, contraddistinguendosi per il cruento contenzioso apertosi contro la Balga e contro lo stesso comune di Lacco Ameno per l’appalto monnezzaro locale poi annullato in tutti gradi di giudizio gettando una pensate scure sul servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Sono svariate le migliaia di euro che la società di Moncalieri deve ai dipendenti in servizi e ai vari icenziati vari. Una situazione che non si risolverà finché non verrà individuata la gestione fallimentare per l’insinuazione alla massa passiva dei vari creditori. E il problema non sarà certo di facile soluzione.
La Team 3R, da tempo operava in diversi comuni sardi, palesando anche lì una certa difficoltà. Tuttavia la notizia del suo fallimento, giunta inattesa, ha creato comprensibili difficoltà ai comuni interessati ora alle prese con il blocco del servizio e la necessità di reperire nuove ditte per sopperire all’assenza dell’azienda di Giuseppe e Gennaro Amalfitano i due fratelli di origini Campane che nella Team 3 R ricoprono rispettivamente i ruoli di legale rappresentate il primo, amministratore unico il secondo.
Nel frattempo, il comune di Lacco Ameno si è visto costretto con la determina n. 4 del 22 gennaio 2019, alla costituzione innanzi al TAR Campania Napoli, instaurato dal fallimento Team 3R Ambiente S.r.l. con la nomina del difensore e procuratore speciale dell’Ente.
Il 9 maggio 2018 è stato acquisito il ricorso ex art. 112 c.p.a. innanzi al T.A.R. Campania – Napoli, promosso dal Fallimento Team 3R Ambiente S.r.l. già Team 3R Ambiente S.r.l. in persona del curatore fallimentare e legale rappresentante p.t. Dott. Giuseppe Reynaud, difeso dall’Avv. Prof. Angelo Giuseppe Orofino per l’accertamento e la dichiarazione, innanzitutto, del diritto della ricorrente al risarcimento del preteso danno subito a causa dell’asserita illegittima attività e condotta, tenuta dal Comune di Lacco Ameno nel procedimento di affidamento del servizio di igiene urbana e la condanna del Comune di Lacco Ameno al risarcimento di detto danno a favore della ricorrente.

Nocerino si costituisce e comunica tardivamente al comune, il 20 marzo è vicino
Con delibera di Giunta Municipale n. 77 del 24 maggio 2018 veniva conferito incarico all’avvocato Raimondo Nocerino di costituirsi nel predetto giudizio instaurato dal Fallimento della società Team 3R Ambiente s.r.l. contro il Comune di Lacco Ameno innanzi al TAR Campania Napoli, per difendere gli interessi dell’Ente. Allo stato, però, il professionista incaricato non ha provveduto alla costituzione in giudizio, dichiarandosi tardivamente indisponibile ad accettare l’incarico. L’udienza per la discussione del ricorso promosso contro il Comune di Lacco Ameno è fissata innanzi al TAR Campania per il prossimo 20 marzo 2019. Al fine di difendere i legittimi interessi dell’Amministrazione è stato, pertanto, necessario procedere alla nomina di altro difensore e procuratore speciale dell’Ente guidato dal sindaco Giacomo Pascale. Considerato che nella dotazione organica del Comune di Lacco Ameno non è prevista idonea figura, ormai è cosa nota, l’Ente si avvale di un legale convenzionato esterno sia per Fattività di assistenza stragiudiziale sia per quella di rappresentanza e difesa in giudizio dinanzi all’Autorità Giudiziaria, individuato a seguito di gara di appalto del relativo servizio. Cosi contro la T3R arriva la nomina quale difensore per la difesa e per la tutela degli interessi dell’Ente l’avv Nicola Patalano per 500,00 euro oltre i.v.a. e c.p.a.

IN TERRA FERMA: disservizi e minacce
La Team 3R, prima del fallimento, era stata citata per i disservizi relativi alla raccolta dei rifiuti negli otto paesi che fanno capo all’Unione dei Comuni Montiferru-Sinis, più Narbolia e San Vero Milis, e per i due gravi atti intimidatori subiti nell’arco di 24 ore (un autocompattatore andato distrutto dal fuoco e un altro con il parabrezza rotto). La Team 3 R era subentrata nel servizio alla ditta Asa, anch’essa fallita e con la quale i fratelli Amalfitano hanno già chiarito di non avere legami. La Team 3 R, che ha sede legale a Orbassano (cintura di Torino), opera a Moncalieri, lavora anche i Campania e in Liguria, in 9 Comuni del Sassarese e in altri 3 del nord Sardegna dando lavoro a circa 170 persone. La società, allo stato non vanterebbe crediti da parte delle stazioni appaltanti. In particolare nei comuni dell’unione sarda si parla di fatture regolarmente pagate per un appalto che costa circa 1 milione e 400 mila euro l’anno in relazione ad un servizio andato letteralmente in tilt. Un problema, sostengono dall’entourage della ditta, verificatosi anche per motivi indipendenti dalla volontà aziendale con periodi in cui il picco dell’assenteismo per malattie, infortuni e quant’altro è stato anche del 50%. Un fatto che, aggiunto alle rotture impreviste di diversi automezzi, che gli Amalfitano imputano anche ad un uso non corretto dei veicoli, avrebbero creato l’emergenza.
Non resta che vedere ora quali e che tipo di ripercussioni potrà avere l’ingloriosa fine della Team 3R sul cantiere lacchese e quali sorti attendono i lavoratori locali che aspettano di ricevere le spettanze arretrate e le somme dovutegli dalla società che ha gestito la NU all’ombra del Fungo.

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