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EVI, come ti «scannerizzo» il figlio del dirigente

l’evi affida un servizio ad una ditta esterna e questa ditta assume il figlio del dirigente. O, se già era dipendente, l’evi ha affidato il servizio all’azienda del figlio del dirigente. Barano: nuovo tratto fognario per separare le acque bianche dalle nere

Gaetano Di Meglio | E le storie dell’EVI, quelle familiari, continuano ad avere seguito. Una volta erano quelle di mogli tradite in un orgettificio intercomunale che è passato alla storia. Figlie di papà che si sono “accasate” in ufficio e hanno trovato un posto di lavoro fisso e pubblico. Oggi non è più così, ma ci sono sempre i figli di papà che possono godere dei favori di un’azienda pubblica che, come vi abbiamo raccontato ieri, sperpererà ben 25mila euro all’anno per un alert telefonico. Una cifra blu per dirci che mancherà l’acqua. Alla faccia della crisi economica. Quando sei un’azienda e hai un sindaco amico trovi sempre una “santa nera” che ti fa incassare una super commessione.
Ma tra un atto serio, c’è sempre uno che ha che fare con la casta. Non so se le fogne di Via Piano a Barano sono una cosa seria o meno, ma so che c’è un figlio di papà che si è trovato un bel lavoro retribuito. Fresco fresco.
Nei mesi scorsi, il presidente Ghirelli ha affidato un incarico diretto ad un’azienda per la scannerizzazione di tutte le pratiche dell’ufficio commerciale. Una azione lodevole, forse.
L’EVI sta realizzando un archivio digitale di tutte le “nostre” pratiche. E per fare questa operazione, banalissima e senza la necessità di nessuna esperienza particolare e che avrebbe potuta essere realizzata da uno dei tanti sfaccendati dell’azienda, o magari da quelli assunti con il lavoro interinale di qualche settimana fa, o da parte di quelli che ricevono da mesi un aumento di livello in busta paga, l’azienda ha affidato questo servizio ad una ditta esterna.
E cosa pensate sia accaduto? Che la ditta esterna che ha ricevuto l’affidamento diretto da parte dell’EVI ha come lavoratore proprio il figlio del dirigente dell’area commerciale dell’EVI.
Wow, una scansione perfetta dell’azienda che pensa solo a sostenere clientele politiche.
Delle due l’una. O l’EVI ha favorito l’azienda dove lavora il figlio del dirigente. O l’azienda, dopo aver avuto l’affidamento diretto da parte dell’EVI ha assunto il figlio del dirigente.
Della serie, se hai papà all’EVI puoi avere un lavoro all’EVI. Ragazzi di Ischia, trovatevi uno che lavora all’EVI e fatevi adottare. Forse troverete un lavoro anche voi…

Allagamenti in via Piano, il Cisi approva la soluzione
Su sollecitazione del Comune di Barano, il Cisi si è attivato per risolvere i cronici problemi di allagamento alla località Piano di Testaccio. Un intervento urgente che consisterà nella realizzazione di un tratto fognario destinato alle cosiddette acque nere e di un impianto di sollevamento per quelle bianche. Insomma occorre una separazione. E va fatto con urgenza anche per approfittare dello scavo eseguito per la metanizzazione.
L’assemblea del Cisi ha preso atto della nota indirizzata dal Comune di Barano al Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Enrico Rolle, all’Ente Idrico Campano ed alla EVI spa. Proponendo, tra gli interventi urgenti da eseguire in attesa della realizzazione dei nuovi impianti di depurazione, quello alla località Piano di Testaccio, definita «zona di compluvio del bacino imbrifero di una vasta area del Comune di Barano d’Ischia, nonché zona depressa del circondario, con conseguente notorio allagamento in occasione delle piogge e, con conseguenti problemi di ordine igienico-sanitario di tutta la località e pericoli per la pubblica incolumità».
Chiedendo dunque che ci si adoperasse con sollecitudine per la fornitura e la messa in opera di tubazioni e di pezzi speciali. E poiché proprio in questo periodo la Italgas sta realizzando i lavori per la metanizzazione in particolare in Via Piano ed in Via Regina Elena, questa appare una evidente opportunità per risparmiare.
L’intervento, come detto, consiste «nella realizzazione della fogna nera a gravità in Via Regina Elena, in modo da separare le acque bianche da quelle nere, nei tratti dove attualmente esiste la fogna mista, ovvero tra l’incrocio con la Strada Prov.le Testaccio-Barano e l’attuale impianto di sollevamento esistente, ubicato dopo l’incrocio con Via Piano, nonché nella realizzazione di un impianto di sollevamento delle acque bianche per lo smaltimento nell’alveo denominato Via Corbore, all’altezza del cimitero di Piedimonte».
La lunghezza delle condotte coprirà circa 1.000 metri e con il consenso della Italgas, si è ritenuto conveniente posare le due condotte nello scavo eseguito per la metanizzazione. In tal modo si spenderà sicuramente una cifra inferiore ai costi da affrontare se l’intervento venisse eseguito successivamente.
L’Ente Idrico Campano ha dato il proprio assenso, ritenendo l’intervento «aderente alle linee programmatiche dell’ancora vigente Piano d’Ambito Napoli-Volturno e opportuno, soprattutto in relazione al risparmio economico conseguibile».
La fornitura e posa delle tubazioni saranno a cura dell’Evi, che poi provvederà alla gestione del nuovo tratto fognario. Con questa soluzione, i cittadini si augurano di non dover più subire i ripetuti disagi causati dagli allagamenti in via Piano.

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  • Caro Il Dispari, capisco scrivere su questo caso di nepotismo, ma minimalizzare la complessità della digitalizzazione di un archivio e da persone non informate. Sapete se i documenti devono essere ricercabili? E se si in base a quali metadata? Chi deciderà i metadati e chi controllerà l’esattezza dei documenti? Forse voi al dispari avete una grande conoscenza di questo tipo di progetto ed avete un archivio perfettamente organizzati, ricercabile e funzioannte, ma per le pratiche digitali, che sono anche contratti con obbligo di archiviazione, la situazione sarà differenti. Invece di scribazzare qualcosa, se siete così bravi ed avete un paio di ore libero fate qualcosa per la comunità e aiutateli pro bono.