primopiano

Enzo, non sputare in cielo che in faccia ti torna…

120mila motivi baranesi per salvare il sindaco

Gaetano Di Meglio | Un anno fa, domenica 10 giugno 2017, il comune di Ischia elesse il suo nuovo sindaco. Enzo Ferrandino. Per il rotto della cuffia, poco più di 300 voti, Enzo vinse al primo turno e, da allora, non è riuscito ad amministrare. Dopo un anno, infatti, il sindaco è costretto a dimettersi per non essere riuscito a formare un giunta e per essere stato messo in minoranza.
E’ questa la storia che tramanderemo ai nostri figli. Ma ai nostri figli dovremo tramandare anche un’altra storia: quella degli uomini che non cambiano come il vento.
Enzo Ferrandino arriva allo scontro con il gruppo Vivere Ischia composto da Pasquale Balestrieri, Carmen Criscuolo, Massimo Trofa e Maurizio De Luise. Il gruppo rivendica la nomina di un assessore e un cambio di marcia dell’amministrazione con l’azzeramento delle partecipate da effettuarsi in contemporanea. Enzo non accetta e, conoscendo il pensiero dei quattro consiglieri comunali, decide di nominare solo quattro assessori su cinque. Il quinto, Rosanna Ambrosino, non accetta la nomina.
Il gruppo consiliare produce un documento di sfiducia in attesa di un cambiamento e il sindaco si trova in minoranza con i numeri. E allora inizia l’allargamento alla minoranza. Gianluca Trani non accetta, Domenico De Siano anche ed Enzo prova il piano B puntando sul giovane e inesperto Antonio Mazzella, consigliere comunale che prende ordini dal padre, Salvatore, e dal gruppo politico e imprenditoriale che trova in Giuseppe Di Meglio il front man. Interessi imprenditoriali legati alla gestione dei rifiuti urbani con la ditta Balga di Barano (che gestisce, tra l’altro, gli appalti a Lacco Ameno e Serrara Fontana sull’isola d’Ischia), la società che gestisce e costruisce attorno alla Fonte di Nitrodi sempre a Barano.
In basso ripubblico un articolo di qualche mese fa, dove si evidenza come l’azienda vicina al consigliere Antonio Mazzella che gestisce Nitrodi non paghi la tassa sui rifiuti. Una circostanza che assume un valore altissimo se consideriamo due circostanze per nulla casuali. Antonio Mazzella per salvare Enzo Ferrandino che non ha i numeri in consiglio comunale, dagli scranni della minoranza dovrà votare a favore del bilancio, o dovrà astenersi, o dovrà essere assente. Tre opzioni con lo stesso e unico significato: vendersi politicamente alla maggioranza. Ma quale sarebbe il prezzo di questa contrattazione? Le utilità che riceverebbe il consigliere comunale di Ischia sono l’assessorato, appunto, in quota Giuseppe Di Meglio e la gestione della partecipata Ischia Ambiente, non ancora assegnata dal sindaco. Una gestione, quest’ultima, che ha altissimo rischio perché si affida la gestione pubblica della nettezza urbana ad un’azienda privata. Di fatto, Enzo Ferrandino sta privatizzando Ischia Ambiente e i primi fatti si sono visti con la vicenda del trasporto dei cartoni a Salerno. Fino a poco fa, infatti, il servizio veniva pagato dalla cartiera. Da pochi giorni, invece, è un costo per Ischia Ambiente che ha affidato, alla Balga (la ditta vicino a Mazzella) il trasporto del rifiuto.
Ma c’è un pezzo di storia che, dopo un anno, va raccontato perché le parole dell’allora candidato sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, risuonano forti.
«Ischia Ambiente rimanga pubblica – scriveva Enzo Ferrandino -, in un sistema rifiuti campano troppo inquinato dal malaffare. Hanno votato a favore di Ischia Ambiente Pubblica, come si vede dalla delibera sopra allegata, i consiglieri candidati con Enzo Ferrandino e contro al mantenimento di Ischia Ambiente pubblica i soliti Gianluca Trani, Salvatore Mazzella (presso il cui studio a Cartaromana ha sede legale la Balga S.r.l. che ha vinto l’appalto dell’immondizia a Lacco Ameno!), Carmine Bernardo e Ciro Ferrandino. Come si legge dalla delibera, il Comune di Ischia auspicava che mantenere pubblica Ischia Ambiente potesse essere “da collante nel percorso condiviso con i comuni dell’isola d’Ischia”, nell’ottica dell’unione dei servizi. Evidentemente, l’affidamento alle società private degli amici candidati del Senatore De siano impedisce tale processo virtuoso. Infine, caro De Siano, la circostanza che tu non comandi al Lacco è veramente divertente!”
Ma come, la ditta che impediva il processo virtuoso di Enzo Ferrandino che accusava il senatore Domenico De Siano di voler affidare il servizio “alle società private degli amici candidati” dopo un anno, va bene? Ma non sono le stesse persone?
E non sono le stesse persone che avevano annunciato querela al sindaco?
Era il 7 giugno 2017, infatti, che la Balga diramava un comunicato stampa dai toni aspri: “E’ appena il caso di evidenziare, inoltre, le falsità, gratuite, delle circostanze descritte nel suo comunicato stampa che, mi stupisce, danneggia l’azienda di un suo potenziale elettore. Un’azienda che paga le tasse nel suo comune e che, incurante della sensibilità dei miei figli e dei miei familiari, lei ha ingiustamente diffamato. Le vorrei ricordare, che la mia società ha sede in Via Nuova Cartaromana 111, mentre il Rag. Salvatore Mazzella risiede con il suo studio professionale in Via Montetignuso 48. Vedere i sacrifici della mia famiglia diventare fango per una campagna elettorale mi rattrista oltremodo. Caro sig. Ferrandino Enzo, purtroppo, anche per lei esiste una legge naturale che favorisce la propaganda nera. Quando non ci sono dati a disposizione, la gente li inventa”.
Oggi è tutto passato. Ci sono 120mila motivi baranesi, quasi quanto le tasse non pagate, per dimenticare le offese e capire che gli uomini che lo scorso anno bloccavano “processi virtuosi” oggi, invece, sono buoni per salvare la poltrona da sindaco.
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