primopiano

Enzo come Kim Jong-un: fa propaganda con i bambini

Appello all’USR Regionale e all’Ambito: «Basta politicizzare i nostri figli»

Gaetano Di Meglio | Il comune di Ischia organizza eventi flop e, per evitare che si verifichi il pubblico zero, la politica ischitana, per ama usare i bambini delle scuole di primo grado.
Piccoli ragazzini in grembiule che vengono usati come pubblico “pagante” ad applaudire e a dare a colore ad iniziative grigie, senza nessuna valenza formativa e, soprattutto, senza nessuna valenza istituzionale per la scuola che, a questo punto, si trova anche ad aver violato le regole per il rispetto della privacy dei suoi studenti.
Una denuncia che deve arrivare direttamente all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Ambito 13 delle scuole delle isole di Ischia e Procida per dire basta alla politicizzazione dei nostri ragazzi e dei nostri figli.
Se il MIUR vieta la pubblicazione di foto alla scuola, ancora di più dovrebbe essere vietato al comune o alla Pubblica Amministrazione di usare i volti dei bambini, inconsapevoli e innocenti, per scopi politici ed elettorali.
Farsi la campagna elettorale con le facce dei nostri figli è pessimo e Enzo Ferrandino, come i peggiori dittatori, continua, giorno dopo giorno, ad alimentare una falsa propaganda che, ad Ischia, non abbiamo mai visto in precedenza.
L’altro ieri mattina, durante un evento di chiara matrice elettorale e propagandistica, dal chiaro valore “zero” in quanto a evento formativo, il comune di Ischia ha politicizzato una classe di piccoli studenti all’esterno del municipio di Ischia.
I problemi sono due. Il primo è prettamente politico.
E’ squallido che un sindaco, assente su ogni tipo di problematica del paese, pensi a farsi fotografare allegro vicino ai bambini di scuola elementare per mostrare una finta immagine di se stesso. Lo stesso sindaco che è arrivato impreparato al tavolo regionale sui trasposti marittimi, oggi vorrebbe essere di esempio per i ragazzini delle elementari del comune di Ischia. E per cosa? Gli ha spiegato che non sapendo innovare, ha replicato una iniziativa vecchia di un altro sindaco? Assurdo!
Ma il problema non è il sindaco, ma il suo operato e la strategia del vuoto che porta avanti. Niente per il paese, tutto per le esigenze clientelari dei suoi consiglieri comunali. Un continuo dare e avere, un continuo barattare interesse pubblico con affari privati per evitare di essere sfiduciati o di cadere in minoranza come è successo ad un anno dalle elezioni quando è stato costretto a dimettersi per non essere riuscito a trovare i numeri in consiglio comunale.
Così, l’altro ieri mattina, per il “nulla” di educativo ha replicato quello fatto mesi fa quando politicizzò più di una classe di piccoli studenti per l’inaugurazione del parcheggio vuoto dell’ex Jolly. Anche in quel caso la necessità era di fare propaganda politica strumentalizzando i bambini in orario curricolare con la complicità delle istituzioni scolastiche che, purtroppo, violano la legge e consentono ai loro bambini di essere usati come pedine di una marcia politica del consenso. Costruita sui volti sorridenti di bambini ignari di quello che accade.
L’altro aspetto, più grave, è quello della scuola primaria che costringe i suoi allievi ad essere utilizzati come merce. Come sacchi di patate trascinati in assurde iniziative senza nessuno scopo educativo e formativo.
E, ancor di più, non proteggendoli dalla violazione della loro privacy.
Ma leggiamo un po’ quali sono i doveri della scuola. E prendiamo ad esempio, dal sito specializzato “tecnica della scuola”, la pubblicazione di una foto a corredo di una iniziativa del ministro in occasione del terremoto di Ischia, sulla pagina del sito ufficiale del MIUR.
Ecco la discussione, molto interessante. La pubblichiamo con la speranza che sia l’ultima volta di una scuola che presta i suoi allievi per gli interessi elettorali e politici di un qualsiasi sindaco.
«Riceviamo e pubblichiamo l’interessante contributo dell’insegnante Pier Giorgio Galli e l’avvocato Gloria Galli in merito all’uso delle immagini degli studenti nel sito web della scuola, alla luce della normativa sulla privacy. Tutto è nato da un post dell’8 agosto (2018) quando uno di noi ha pubblicato uno stato nel gruppo Docenti Virtuali di Facebook a proposito delle immagini degli studenti visibili nel sito web del MIUR.
Ma come! Nel corso somministrato a maggio il MIUR stesso ha ribadito che le fotografie degli studenti non possono essere pubblicate e nell’home page del MIUR compaiono a più riprese immagini di studenti! Neanche a dirlo il post ha scatenato un putiferio tra i sostenitori della liceità pubblicazione e i contrari.
Chi scrive si occupa professionalmente dell’applicazione del RGDP 2016/679 nella qualità di responsabile del trattamento dati di molte scuole e uno dei primi, se non il primo quesito, che ci viene posto dai Dirigenti Scolastici è: è lecito pubblicare le fotografie o i video dove gli studenti sono riconoscibili? È necessario il consenso?
La normativa vigente è il Codice della Privacy 196/2003 e provvedimenti conseguenti e il prevalente RGPD 679/2016. L’interpretazione di cui al corso MIUR erogato nel mese di Maggio 2018: “RGPD e la Pubblica Amministrazione: l’impatto della nuova disciplina sul trattamento dei dati personali nell’agire amministrativo”.
In breve, in merito alla “Pubblicazione delle fotografie degli studenti per fini NON istituzionali” si legge che “Si ritiene che nel sito web istituzionale della scuola, così come comunicato all’IPS-Indice delle pubbliche amministrazioni (www.indicepa.gov.it), non sia possibile pubblicare fotografie o video degli studenti per fini NON istituzionali neppure con il consenso degli interessati.”
La scuola potrebbe, però, autorizzare la pubblicazione delle foto sulla sua pagina e non certo su quella istituzionale del Comune secondo queste fattispecie.
«Non essendoci un provvedimento di carattere generale che autorizzi o disponga la pubblicazione delle fotografie degli studenti la scuola potrebbe ricondurre la pubblicazione in un ambito istituzionale almeno nei seguenti modi: dimostrando che la pubblicazione delle fotografie o video è indispensabile per la valenza di uno o più progetti didattici. A tale scopo occorre descrivere nel PTOF, meglio se singolarmente per ogni progetto coinvolto, i motivi didattici che rendono necessaria la pubblicazione delle fotografie; approvando un regolamento che individui i contesti istituzionali in cui sia lecita la pubblicazione delle fotografie o video in cui sono riconoscibili gli studenti (il regolamento e la delibera di approvazione del Consiglio di Istituto dovranno, come d’uso, essere pubblicate all’albo della scuola).»
La foto in questione è stata poi cancellata dalla pagina ufficiale del Comune di Ischia anche se abbiamo uno screenshot come prova. Perché è stata cancellata? Perché, subito dopo la pubblicazione, abbiamo evidenziato l’uso irregolare dei volti dei bambini. Bambini, manco a farlo apposta, del Marconi.

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