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Eliporto, le fatture fantasma di Marina di Casamicciola

Un giro di fatture inesistenti, per prestazioni offerte che ammonta a circa 40-50 mila euro, tanto è la posta inserita in bilancio per coprire lo scandalo del debito pubblico causato dalla Marina di Casamicciola, con cui la stessa società avrebbe offerto i suoi servigi presso l’Eliporto di Casamicciola Terme ai privati, facendosi pagare a forfait (che fine hanno fatto quei soldi?) senza mai emettere fatture. Un giro di atti e procedure pezzotte sulle quali nessuno indaga! Agli atti della società risulterebbe solo un elenco senza alcun documento contabile, nessuna fattura. A quanto si apprende da fonti interne, nessun privato voleva pagare ed atterrare a 900 euro, cosi per evitare di perdere il cliente e fare i soliti favori sottobanco, evidentemente qualcuno, forse il direttore dell’elisuperficie, forse il liquidatore unico o i politici amministratori, li facevano atterrare sotto costo evitando di produrre la relativa fattura. Fatture posticipate con il bianchetto o cosa? E poi l’Iva come sarà compensata? Indebitamente? Davvero bisognerebbe che si approfondisse chi e come usa i soldi pubblici.

Da 900 euro fissati si arrivava anche a zero euro e nella più rosea delle previsioni a 300 o 400 a volo. Assurdo ed incredibile se pensiamo che si tratta di una società pubblica che sfrutta ed usa beni ed infrastrutture pubbliche, sfrutta sopratutto l’eliporto.
Il nodo Marina di Casamicciola è dunque uno solo, sono gli sperperi, la malagestio. Come si può consentire l’uso privatistico del bene e non emettere fatture e sopratutto come si possono inserire ipotetici proventi afferibili a tali voli in un bilancio pubblico approvato dagli organismi di governo?
Per il 2015 l’azienda sanitaria, come è noto a tutti, ha chiuso i rubinetti: non pagherà più un centesimo a scatola chiusa per l’eliporto di Casamicciola se non le tariffe previste per ogni atterraggio, a costo di rimetterci.
Lo ha deliberato unilateralmente il commissario straordinario ASL Napoli 2 Nord optando per le prestazioni e la fruizione della struttura elisoccorso H24 con una quota fissa ad atterraggio. Tenuto conto delle nuove volontà dei vertici della sanità napoletana di avviare un nuovo rapporto in convenzione, liquidando al Comune di Casamicciola Terme una quota fissa ad atterraggio, sono state fissate le relative tariffe.
Castagna così “delibera” in tal senso, imponendo per le emergenze sanitarie le stesse tariffe già corrisposte dai privati per tali singole prestazioni con 100 euro di sconto. Ovvero nel complesso circa 800 euro a volo a fronte dei 400-500 precedenti. Un costo coperto per intero dall’ASL che ha pagato ogni atterraggio effettuato.
Salutano dunque i 170mila euro annui fissi che permettevano di tenere in piedi il poderoso carrozzone comunale, saluta la certezza che ci saranno voli ospedalieri garantiti. Per l’uso della piazzola adibita allo scopo ed il cui affidamento è finora nelle mani della Marina di Casamicciola, il Comune ammetteva alla società un canone di euro 160.000,00, importo comprensivo di Iva, su base annuale, ammettendo, invece, a rimborso eventuali spese di manutenzione straordinaria, comunque necessarie per la funzionalità del servizio. Costo interamente coperto con i fondi ASL per l’utilizzo dell’area ai fini del servizio di elisoccorso (HEMS).
Ora con una media voli annui di 240 a 800 euro il conto è presto fatto. Tenuto conto della media degli atterraggi, diurni e notturni, degli elicotteri al servizio di elisoccorso, avvenuti negli ultimi cinque anni, questi rappresentano il 95% degli atterraggi complessivi. Con l’applicazione delle predette tariffe, in ogni caso pur prevedendo maggiori incassi non si riesce a garantire la copertura economica. Lo scrive nell’atto di delibera il governo casamicciolese.
La giunta comunale, facendo registrare la sola assenza della dottoressa Anna Lucia Miragliuolo, ha comunque approvato la proposta del primo cittadino sul nuovo piano tariffario nelle more del bando pubblico per l’affidamento dei servizi in oggetto e comunque non oltre il 31 dicembre 2015.
Un servizio che va garantito soprattutto per le attività del 118 e i Vigili del Fuoco, l’operato a supporto delle squadre in servizio sta ampiamente dimostrando in questi giorni che di per sé il servizio sanitario riesce a garantire da solo l’assistenza.
Sulla carta l’ente guadagna nettamente dalla scelta di incassare a prestazione. Dalla pratica non esistono fatture a sostegno di tali previsioni inserite persino in bilancio!!
Assurdo, assurda sopratutto la totale assenza di controlli in ogni direzione.
In questa fumosa vicenda si possono riscontrare due tipologie di situazioni. La prima che riguarda fatturazioni non emesse rispetto a prestazioni già avvenute, ad esempio tre mesi e mezzo fa . La seconda tipologia che riguarderebbe invece fatturazioni prodotte per prestazioni che non sono proprio mai avvenute. Insomma, una vera e propria falsa fatturazione che potrebbe essere continuata per anni e che si è perpetrata con giustificazioni e note di credito successive ai pagamenti effettuati dalla partecipata, in netta violazione dei dispositivi della legge. In altri casi, questa è una ipotesi, sarebbero state emesse fatture generiche e mai riconducibili a lavori e prestazioni mai eseguiti dall’azienda.
E non parliamo di «bruscolini», ma di giri di danari che farebbero tranquillamente saltare la cassa del Comune e non solo della società in liquidazione.

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