gli editoriali del direttore

E’ solo Mario. Senza virgola

Ieri, in prima pagina, abbiamo titolato titolato “E’ solo, Mario”. Oggi abbiamo tolto la virgola perché vogliamo dire altro.
Ieri, ci siamo fermati a rispettare l’appello che del frate di Ischia Ponte. Un appello che arriva sincero ma che fa emergere tutta la solitudine del religioso. “Da solo non ce la potrò mai fare” è il prologo di una denuncia silenziosa: “Tuttavia, la riconsegna della Chiesa a lavori ultimati ha presentato numerose imperfezioni nella loro esecuzione, che tuttora rendono impossibile riaprirla senza prima porvi rimedio. Non voglio entrare nello specifico perché comunque servirebbe a poco, ma anche perché è stato difficilissimo per me sopportare, in questi lunghi anni, l’onere di presidiare (peraltro quasi inutilmente, non essendo un settore di mia competenza) la lunghissima fase di esecuzione dei lavori, per poi ritrovarmi nella condizione beffarda di non poter riaprire la Chiesa a cantiere concluso.”
Continuando a leggere, poi, si scorge quanto davvero Mario sia stato lasciato solo.
“E per fare ciò, si rendono necessari all’incirca ulteriori 20.000 euro”. Questa è la cifra che il frate di Ischia Ponte chiede. Eppure qualche altra riflessione deve pur essere fatta.
Partiamo da quella dell’uomo della strade, del webete: possibile che la chiesa di Ischia, la grande Diocesi di Lagnese non trova 20mila euro per riaprire la chiesa dove si conservano gli idoli e le spoglie del loro Santo Patrono? Possibile che la parrocchia di Don Carlo Candido non ha ulteriori 20 mila euro per poter consentire a Mario Lauro di risolvere il problema alla chiesa?
Ci sembra assurdo, ma le parole sono quelle che abbiamo letto. La macchina da soldi più longeva di sempre si “perde” per soli 20 mila euro. Un controsenso.
Ma la nostra riflessione di deve fermare su quel “solo”.
Mario Lauro è “solo Mario”. Non è uno dei pretoni che contano, Mario è un frate che cerca aiuto per riaprire la “sua” non chiesa di una diocesi dove lo stesso vescovo ama la censura e dove decide a quali cattolici inviare i suoi auguri. Eppure siamo nel mondo della comunicazione, la diocesi ha tirato su un sito, un giornale house organ eppure il vescovo si lascia andare a censure e a tagli. Fa i ricatti, applica le sue vendette. Ma che gente!
Certo, per l’ex parroco di Vitulazio deve essere difficile pensare che c’è una chiesa della sua diocesi che non trova 20mila euro per riaprire le porte ai suoi fedeli. Ma l’azione di Lagnese è questa: cacciare “Nuovi orizzonti” per gestire direttamente il business degli immigrati a Forio, cacciare i preti scomodi e indurli a posare l’abito talare. Il caso di Giovanni Trofa e di Nello Pascale grida ancora vendetta.
Ma Mario è “solo” Mario. Chissà, se invece di Mario si fosse chiamato Carlo o Antonio o Giuseppe o Agostino. Chissà se mai avesse avuto la necessità di dover rimediare 20 mila euro.
Orami è chiara la nostra posizione e, per aiutare Mario e i gli altri frati, ecco il loro appello: « Da solo non ce la potrò mai fare, sebbene senta forte la voce del Signore che mi esorta a tenere duro e continuare quest’ardua impresa. Un mio amico imprenditore di Napoli mi ha già donato tutto il materiale che occorre per i vari interventi (calce, sabbia, pittura, etc.), Chiedo a tutta l’Isola (perché quella Chiesa è un patrimonio storico-religioso di tutta Ischia cattolica), di aiutarmi e starmi vicino in questo momento di difficoltà. Imprenditori, albergatori, responsabili di associazioni, ma anche semplici Cittadini, ciascuno secondo le proprie possibilità e con la generosa disponibilità già dimostratami in altre circostanze, possono contribuire a questa causa comune, consentendoci di riaprire la Chiesa di Sant’Antonio entro la metà di marzo e diventando lo “strumento attraverso il quale il Signore può operare meraviglie“. Questa non è la MIA Chiesa, essa appartiene a tutti Voi e un domani porterà anche il sigillo della Vostra collaborazione. Io, finito il mio mandato, sarò probabilmente in altre Comunità in terraferma e certo non porterò via nulla con me, se non il grande ricordo di una Comunità che si è rimboccata le maniche e ha condiviso con i Frati un percorso difficile, ma terminato con un risultato meritorio e memorabile per tutti.
Noi Frati saremo pronti a raccogliere i frutti della Vostra generosità, sia ogni giorno qui in Convento, sia attraverso l’apposito codice IBAN IT68 V076 0103 4000 0009 3748 374 intestato a Convento S. Antonio dei Frati Minori. Ad ogni contributo corrisponderà apposita ricevuta, regolarmente deducibile nei termini di Legge. Per qualsiasi informazione o approfondimento, non esitate a contattarmi allo 081991170.»

4 Comments

4 Comments

  1. Geppy

    Gen 4, 2017 at 15:17

    Gaetà, i “webeti” hanno fatto notare due cose:
    1) la Chiesa è ricca
    2) esistono situazioni più impellenti per chiedere ventimila euro.
    3) qualche noto personaggio tutt’altro che “pio” ha gestito i lavori (evidentemente male).
    Padre Mario aveva due alternative
    1) comportarsi da prete cattolico pubblicando l’Iban e lasciando correre le pesanti colpe di chi ha effettuato i lavori male, probabilmente anche lucrandovi
    2)comportarsi da pastore protestante andando ad esigere che chi ha sbagliato pagasse di persona.
    Ha agito da cattolico (e secondo qualcuno questa sarebbe la causa della nostra mollezza morale italica).
    La cosa più sensata l’ha detta Davide Conte: è opportuna una commissione di inchiesta. Poi nell’articolo hai sfiorato altre trame inquietanti della chiesa nostrana. Su queste non entro nel merito, pur immaginando che qualcosa di vero ci sia.

    • Redazione Web

      Gen 4, 2017 at 17:36

      Non credo ci siano situazioni più impellenti.
      Credo, invece, che l’appello di Padre Mario sia l’ennesimo colpo inferto alla Diocesi di Ischia e al suo vescovo. Mario è stato lasciato solo.

  2. al

    Gen 4, 2017 at 20:07

    Se era don Pasquale Castagna, il vescovo Lagnese già si era ritirato a Vitulazio

  3. Angela

    Gen 5, 2017 at 9:08

    Non accettiamo le provocazioni, scegliamo la via del fare: pubblicate un Iban, o un numero di c.c. e partirò la solidarietà. Chiesa non è solo un edificio per quanto bello e storico possa essere; Chiesa è e deve essere un termine spirituale:è la comunità dei credenti che si raccoglie e prega.
    Per favore,facciamo cosi ed avremo presto la Chiesa di S.Antonio per tutti noi. Grazie

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il quotidiano delle isole di Ischia e Procida.
L'informazione ispirata ai valori del giornalismo
di Domenico Di Meglio.

REDAZIONE: Tel. 081 18909067
Mobile: 3466226480 (Whataspp)

Copyright © Gaetano Di Meglio | parola.cloud

To Top