primopiano

Don Emanuel saluta Fiaiano: “E’ il tempo della maturità”

 

La sua ultima messa e il suo compleanno.

“Stasera vi aspetto tutti alla Messa a Fiaiano alle 19.30. L’ultima da Parroco, la prima del nuovo anno!” così Don Emanuel Monte annunciava la sua ultima messa da parroco della parrocchia che aveva fondato in quel di Fiaiano dopo lunghi 13 anni.
Una vita trascorsa tra quei giovani, lui prete giovane, che ha scalato le posizioni della Diocesi di Ischia. E, diritto canonico o no alla mano, ieri sera ha lasciato le ultime “istruzioni” ai suoi fedeli di Fiaiano: “Non giudicate, non condannate. Rispondete con il vostro SI alla chiamata che vi è arrivata”.
Una discorso, quello del giovane parroco che è destinato a curare un gregge molto più complesso di quello che attualmente portava avanti a Forio, che evidenziava un concetto molto semplice: i credenti ubbidiscono.
L’ubbidienza, per quelli che credono che la Bibbia sia la regola di vita perfetta, è fondamentale. Senza ubbidienza non si dimostra l’amore o meglio, l’agape. E senza l’Agape non si può dire di essere cristiani.
“E’ il tempo della maturità” ha detto Don Emanuel, ad una chiesa attenta a non perdere neanche una parola. Il messaggio resta semplice: “Siamo chiamati a dire il nostro Si al Signore ovunque lui ci porta. Ovunque lui ci conduce”. E l’esempio del figlio utilizzato da Don Emanuel è chiarissimo. Quando si diventa grandi, capita che in una famiglia si debba lasciare la propria casa e andare a vivere altrove. E’ proprio questa la figura che usa Don Emanuel per salutarsi dalla sua comunità.
«E’ il tempo della maturità»

«Con voi il Signore, e la Madonna, sta creando le condizioni perchè spuntino fuori ancora di più i vostri carismi, la vostra chiamata e il vostro Sì. E’ il momento di una fase nuova ed è un bene. Voi lo sapete che è così, lo abbiamo detto tante volte. E’ un bene ed bellissimo.
Allora stasera vogliamo dire grazie al Signore e grazie a Maria perchè ci hai presi e condotti per mano portandoci fino ad un certo punto dove possiamo, adesso, sperimentare la nostra maturità ed il nostro Sì. E credo che attraverso questo processo vengano fuori tante vocazioni non solo quelle al sacerdozio, ma venga fuori una vita nuova.
Questa è la spiegazione che mi sono dato, perchè altrimenti dovremmo dire che la Madonna cambia i suoi progetti? Che si è stancata? Si è scocciata? Forse noi non abbiamo aderito al suo progetto? No non è vero, noi abbiamo aderito con la nostra fragilità e il nostro vaso di creta abbiamo aderito.
Grazie Signore per questi anni e guai a voi se non tiriamo fuori il tesoro che ci è stato messo in questo vaso di creta perchè, poverini vi siete ingannati due volte. La prima perchè credevate di seguire Dio e in vece seguivate forse un uomo, e la seconda volta che vi siete ingannati è quando non avete saputo accogliere in questo momento la chiamata.
L’Angelo dice a Maria “la tua vita cambia”, oggi la tua vita cambia. Maria Senza di te il disegno di Dio non può andare avanti. Che fai? Decidi Maria, dai questa risposta, il Signore l’attende. Nel vostro cuore deve esserci questo sì, un sì vero. Io so che c’è, io lo sento, lo ascolto e lo riconosco. Quando c’è il Sì nulla è impossibile. A Dio tutto è possibile.
Ringraziamo il signore per la bellezza e la grandezza di ciò che abbiamo vissuto.
Oggi siamo qui nonostante le nostre fragilità a dire grazie. Quindi con il nostro voto, come disse San Paolo “siamo tribolati ma non schiacciati, sconvolti ma non disperati, perseguitati ma non abbandonati”. Non siamo abbandonati, Dio è in mezzo a noi.
San Paolo salutando i fratelli di Mileto a un certo punto dice “Io so che in mezzo a voi nasceranno dei lupi.” E chi è il lupo? L’egoismo, una belva feroce, il protagonismo… tanti lupi che cercheranno di distrarre il gregge per addurlo a sé. Ci saranno, ma questo non può fermare il disegno di Dio. Il coraggio anche nei momenti in cui ci rivolgiamo alla preghiera e alla parola di Dio, chiediamo un colloquio al sacerdote ma ci rimettiamo in piedi perchè Dio ha bisogno di ciascuno di noi per realizzare il suo disegno.
E senza giudicare e senza condannare nessuno. Perchè l’unica cosa che ci ha tenuto uniti fino ad oggi è stato l’amore. L’amore sì, o c’è quello o facciamo scenografia, non celebrazioni, pagliacciate e non invece opere degne di Dio. Ognuno di voi, non solo io, ognuno di noi… il signore aspetta il Sì di Maria, Pasquale, Ciro… il Sì da dire a Dio attraverso questo cammino di comunità.
Avvenga di noi Signore seguendo la tua Parola, avvenga di noi secondo il tuo progetto, avvenga di noi quello secondo cui la Parola ha pensato per questa sua comunità e per ciascun di noi.
Grazie.»
L’applauso colma gli attimi di silenzio.
«Sono trascorsi diversi anni – commento Ciro Pilato – da quando ci siamo conosciuti per la prima volta a Fiaiano, anche se ultimamente mi sono allontanato un po’ dalla Chiesa, ti ringrazio per tutto quello che sei stato per me e per la nostra comunità. Non dimenticherò mai le fantastiche ed indimenticabili esperienze che ci hai fatto vivere gli anni passati, alcune tra queste i ritiri di Loppiano e Loreto. Grazie Don Emanuel Monte, ci mancherai»

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