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Dl Urgenze, bozza: per opere pubbliche Ischia possibile procedura senza gara

I lavori di ricostruzione pubblica giudicati essenziali ai fini della ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto di Ischia potranno essere affidati con procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. È una delle misure per i comuni colpiti dal terremoto di Ischia contenute nell’ultima bozza del dl Urgenze, riguardante anche Genova e la sicurezza delle infrastrutture, in corso di esame nel Cdm di oggi e di cui Public Policy ha preso visione. Al momento la bozza di decreto non specifica ancora la quantità di risorse stanziate. Il decreto ricalca quanto già stabilito per il terremoto del Centro Italia individuando, tra le altre cose, i seguenti soggetti attuatori: Regione Campania; ministero dei Beni e delle attività culturali; Agenzia del demanio; Comuni colpiti; ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca; soggetti gestori o proprietari delle infrastrutture viarie. Il commissario, con provvedimenti ad hoc, disciplinerà “il finanziamento, nei limiti delle risorse stanziate allo scopo, per la demolizione e ricostruzione, la riparazione e il ripristino degli edifici pubblici, per gli interventi volti ad assicurare la funzionalità dei servizi pubblici, infrastrutture, nonché per gli interventi sui beni del patrimonio artistico e culturale, che devono prevedere anche opere di miglioramento sismico finalizzate ad accrescere in maniera sostanziale la capacità di resistenza delle strutture, attraverso la concessione di contributi per la realizzazione degli interventi individuati”. Proprio per l’erogazione dei contributi il commissario potrà essere autorizzato con decreto del Mef a stipulare appositi mutui di durata massima venticinquennale, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, con Cdp e con i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria. Per quanto riguarda le scuole il commissario dovrà “predisporre ed approvare, per gli edifici scolastici dichiarati inagibili, piani finalizzati ad assicurare il ripristino, per il regolare svolgimento fin dall’anno scolastico 2018-2019, delle condizioni necessarie per la ripresa ovvero per lo svolgimento della normale attività scolastica, educativa o didattica, in ogni caso senza incremento della spesa di personale, anche mediante contratti di locazione di immobili privati, nei Comuni colpiti dal sisma, nel limite di spesa di 250 mila euro su base annua”

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