primopiano

Dionigi contro Clotilde e Maria Grazia: “Svestite da avvocati, siete in malafede”

La replica del sindaco sulla mancata realizzazione della piscina a Matarace

Gaetano Di Meglio | E’ vero che le sedute del Consiglio comunale sono una rarità e che per le opposizioni sono una delle poche occasioni per far sentire la propria voce nella speranza di essere ascoltate e il confronto diventa, in alcuni casi aspro. Su alcune circostanze, però, c’è chi non lascia passare il punto e chiede di chiarire. Il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso risponde ad alcune circostante che, secondo lui, sono “non vere” Dionigi non ci sta e ritiene legittimo manifestare il proprio disappunto per un’opera pubblica che non è stata realizzata, ma non ritiene sia accettabile che vengano, invece, manipolate per fini politici altre vicende che, stando al racconto del primo cittadino, trovano pieno riscontro negli atti processuali.

Dionigi Gaudioso sulla piscina che avrebbe dovuto sorgere a Piedimonte in Via Matarace non le manda a dire: «Non credo che bisogna essere degli avvocati, come quelli che siedono tra i banchi della opposizione (il riferimento a Clotilde Di Meglio, Maria Grazia Di Scala e Mario Di Meglio è chiarissimo!), per capire che l’azione di rivalsa nei confronti dell’architetto Pino Barbieri, che a suo tempo ha conferito all’architetto Baratta l’incarico di redigere il progetto, dichiarato nullo dal Tribunale sulla base di una eccezione sollevata dal nostro stesso avvocato, può essere proposta a conclusione del giudizio di appello. Azione che verrà intrapresa – sottolinea il primo cittadino – ove mai venisse, anche in parte, rigettato l’appello che verrà discusso tra un mese. E’ una strategia processuale che rientra nelle prerogative dell’avvocato Ciriaco Rossetti che ci rappresenta in questa causa e nel quale nutriamo piena fiducia».

Il sindaco Dionigi respinge al mittente l’accusa di aver gettato al vento denaro pubblico per la piscina a Matarace e precisa che la scelta del Comune di opporsi all’ingiunzione di pagamento notificata dal professionista incaricato dimostra l’esatto contrario di quanto insinuato dalla minoranza in consiglio.

Riguardo alle affermazioni per cui “il Comune ha abbia fatto scena muta favorendo il Baratta” il sindaco è chiaro: «Capisco che a volte il ruolo politico può indurre i consiglieri di minoranza a svestire quello della professione esercitato tutti i giorni ma ritengo che sia un’affermazione grave ed in malafede, specie se fatta da avvocati consiglieri che hanno letto gli atti di causa. Non si può affermare che il Comune ha fatto acquiescenza sulla domanda di indebito arricchimento proposta in via subordinata dall’arch. Baratta. Il nostro avvocato, che sul punto ha proposto specifico motivo di appello, ci ha spiegato che prendere posizione in Tribunale sulla domanda subordinata discutendo semmai se ci fosse stato reale arricchimento del Comune dalla progettazione, avrebbe significato legittimare la domanda tardiva del Baratta che ha agito per la esecuzione di un contratto nullo».

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