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Degrado nella zona dei Maronti, il Comune corre ai ripari

4 ordinanze per ripristinare il decoro e l’estetica. Al confine con il viottolo pubblico che conduce alla spiaggia reti frangivento e cancelli vietati, i resti di una baracca, rifiuti vari e vegetazione incolta

Ugo De Rosa | Il Comune di Barano cerca di ripristinare l’estetica cittadina, ad iniziare dalla zona dei Maronti. Richiamando alle proprie responsabilità i cittadini che trascurano le loro proprietà e intimando i necessari interventi.
In pochi giorni il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale ha adottato ben quattro ordinanze che richiamano il Regolamento comunale approvato nel 2001 e una apposita ordinanza sindacale del 2008. E in tutti i casi ricorda che «una continua attenta manutenzione degli edifici, degli impianti, delle opere e delle aree comprese nell’ambito del territorio comunale deve divenire, per tutti gli operatori pubblici e privati, una prassi costante e responsabile. Un paese come complesso di opere naturali e artefatte richiede per la sua sopravvivenza e per il suo sviluppo la cura e la manutenzione di se stesso: il degrado per abbandono non è solo un fattore di inquinamento e di pericolosità, ma anche l’immagine di disattenzione di una società verso il proprio habitat. I requisiti di qualità ambientale possono intendersi soddisfatti se si attuano le operazioni periodiche di regolare manutenzione sia sotto il profilo estetico, sia sotto il profilo della sicurezza e dell’efficienza. titolari di diritti sui beni, i rappresentanti di società e enti pubblici o ad essi assimilati, gli amministratori e chiunque sia affidatario di beni ed immobili siti all’interno del territorio comunale, sono responsabili della periodica esecuzione dei lavori di manutenzione, in guisa da garantire il soddisfacimento dei predetti interessi (estetica, sicurezza, ed efficienza)».
Ebbene, il personale dell’Utc ha rilevato quattro criticità, ovvero situazioni che danneggiano il decoro urbano, tutte peraltro nella medesima zona che conduce alla spiaggia dei Maronti. Reti frangivento, i resti di una baracca, vegetazione incolta e rifiuti di varia natura che non rappresentano di certo un biglietto da visita idoneo per una località turistica. Tanto che in premessa delle ordinanze si sottolinea che «l’inerzia e lo stato di abbandono di tale zona a confine con il viottolo pubblico, contrasta con il decoro estetico e con le prescrizioni del regolamento dell’ornato pubblico, che tale decoro intende garantire e salvaguardare».
Molti cittadini a quanto pare non sono di questo avviso. Infatti i tecnici comunali hanno rilevato presso il fondo in possesso di Giorgio Di Iorio la presenza di «una fatiscente rete frangivento attaccata direttamente alla ringhiera ed alla struttura in ferro di proprietà pubblica, per l’intera lunghezza del fondo privato. Inoltre risultano installati dei cancelli costituiti da reti da letto, arrugginiti e fatiscenti. Le predette opere concorrono a degradare la zona e creano pericolo per la pubblica e privata incolumità essendo le reti completamente fatiscenti ed arrugginite». Peraltro, il regolamento richiamato vieta le reti frangivento e tali tipologie di recinzioni e cancelli. Non avendo il possessore del fondo, nonostante i solleciti verbali, provveduto ad eliminare gli “obbrobri”, gli è stata notificata l’ordinanza che impone «l’immediata rimozione dei cancelli e delle reti frangivento poste a confine con il viottolo pubblico che conduce alla spiaggia dei Maronti». L’installazione di nuovi cancelli, dovrà essere concordata preventivamente con l’Utc.
Sempre in un fondo alla località Maronti, a confine con il viottolo pubblico denominato “serpentone”, è stata accertata la presenza «di porzione di una vecchia baracca in lamiere investita dall’incendio dell’estate scorsa; nonostante il lasso di tempo trascorso i resti non sono stati rimossi. Inoltre si notano anche dei rifiuti in ferro all’interno del fondo. Tale situazione concorre a degradare la zona in quanto risulta ben visibile sia dall’alto che dal viottolo pubblico». Di qui l’ordinanza notificata al proprietario del fondo, Francesco Di Iorio, affinché provveda alla immediata rimozione dei resti della baracca in lamiere e dei rifiuti in ferro. Inoltre, dovrà provvedere ad «ogni altra opera di pulizia e diserbo atto a scongiurare eventuali incendi durante il periodo estivo e garantire il decoro urbano».
Ancora, un fondo a confine diretto con la spiaggia dei Maronti, «risulta invaso dalla vegetazione (canneto e rovi) che concorrono a degradare la zona; inoltre essendo il fondo a confine con la spiaggia privo di recinzione, lo stesso risulta invaso da rifiuti di ogni genere». Di qui l’ordinanza notificata a Maria Angelica Miccoli e Gennaro Di Iorio, affinché vengano immediatamente rimossi i rifiuti rinvenuti nel fondo. Dovranno inoltre anche in questo caso provvedere alla necessaria pulizia e diserbo. Nonché attivarsi per la sistemazione della recinzione fatiscente posta a confine con l’arenile pubblico.
Per queste tre ordinanze, in caso di mancata esecuzione nel termine di cinque giorni dalla notifica, è stato previsto l’intervento diretto del Comune con spese a carico dei contravventori.
Nell’ultimo caso, invece, i colpevoli dello sconcio non sono stati individuati. E’ stato solo accertato che sul lato destro del viottolo pubblico risultano «installate delle reti frangivento attaccate alla ringhiera pubblica oltre ad altri cancelli costituiti da reti da letto, che creano degrado e pericolo per la pubblica incolumità». Nell’ordinanza si evidenzia appunto che «gli esecutori materiali risultano ignoti». Accade anche questo. E dunque l’Utc ha ordinato agli operati dell’Ufficio Manutenzione Ernesto Napolano, Vincenzo Panariello e Ivano Matarese di provvedere alla immediata rimozione.

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  • Maronti sta diventando una spiaggia alla deriva,mare sporco , e si conoscono le cause, spiaggia sporchissima anche dove è gestita da privati e prezzi che si pagano nelle migliori Baie del Mondo.Dove è la Finanza, e USL per i controlli igienici sanitari? ma come spesso si dice ” O paese è do’ paisano” è tutti chiudono gli occhi, tutti ciechi e magari chiedono anche l’invalidità