primopiano

Decreto Ischia: “Salvate le case danneggiate dal sisma”

Ecco il nuovo articolo 24 del “Decreto Ischia”. Come avevamo anche proposto, arriva la modidica che “salva” le abitazioni con il terzo condono danneggiate dal sisma.

Ecco la nuova formulazione dell’articolo 24 del decreto: 1. Al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al presente decreto legge i Comuni di cui all’articolo 16, comma 1, definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017, presentate ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e della legge 23 novembre 2003, n. 326, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per la definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47. 2. I comuni di cui all’articolo 16, comma 1, provvedono, anche mediante l’indizione di apposite conferenze dei servizi, ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all’esame delle predette istanze di condono, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge. 3. Il procedimento per la concessione dei contributi di cui al presente decreto è sospeso nelle more dell’esame delle istanze di condono e la loro erogazione è subordinata all’accoglimento di dette istanze..

Tags

11 Comments

Click here to post a comment

  • auhauahauah bella cosa allora oggi chi viene colpito dal sisma avrà la sanatoria anche se richiesta ai sensi della 326/03 è chi invece a 500 metri di distanza ha avanzato stessa richiesta ma nn ha avuto danni è obbligato a demolire. Che ne pensa il ministero per le pari opportunità? oppure paradossalmente chi ha costruito male con il condono tre è premiato e chi ha costruito bene con il condono tre deve demolire. Paradossale vero?

    • Non credo sia la stessa cosa, queste famiglie sono senza tetto. Io credo che il vostro commento sia fuori luogo.

      • In che senso? E proprio un commento eccelso, così si discrimina, il fatto di essere vittima non giustifica che lo stato paghi danni per restaurare edifici illegali non sanati. Lo stato dovrebbe occuparsi di tutta l’isola e fare in modo che esisti un piano edilizio a lungo termine en in sintonia con la natura e le esigenze dell’isola.

        • Concordo con Lei e con Francesco. C’è il rischio di intasare davvero le Corti Amministrative di ricorsi di ogni genere. Ma poi, questa del terremoto poteva e doveva essere un’occasione per pianificare urbanisticamente, non solo le aree cosiddette “rosse”, ma l’intero territorio isolano, partendo proprio dal Majo, La Rita e Fango. La loro ricostruzione condivisa con la popolazione locale, avrebbe dato impulso anche alle altre zone dell’Isola ad accelerare questo processo di riqualificazione urbana e del patrimonio edile, anche mediante qualche dislocazione, laddove vi fosse un chiaro rischio idrogeologico (che purtroppo esiste), e partendo dall’esigenza di mettere al centro di questo processo le “Persone” e non l’articolo, il comma, il paragrafo.
          Con questo decreto, si è andati nella direzione esattamente opposta!
          E la mia paura è che si favorirà solo il mantenimento del “tal quale”.
          “I posteri conteranno i morti del prossimo terremoto” (1881-1883).

      • lo stato sana abusi che hanno avuto danni. Ergo che chi ha costruito abusivamente ma ha rispettato criteri antisismici è un idiota.

  • Giovanni…anche chi ha la prima casa di necessità costruita abusivamente era senza tetto!!!

  • mail discorso è molto articolato. Oggi ci sono in vigore norme che obbligano chi costruisce a rispettare criteri antisismici attuali e chi ha costruito in passato (obbligo di legge) ad adeguare tali edifici agli attuali criteri antisismici. Quindi uno stato che impone tali norme non può per un evento oggi giorno normale dichiarare uno stato di emergenza perché in Giappone a seguito di terremoti di magnitudo oltre i 6 gradi non si verificano danni. Si capisce che lo stato di emergenza è dovuto al fatto che chiunque abbia costruito seppur in passato se ne e5strafottuto di adeguare gli immobili alle attuali norme in materia antisismica. Quindi lo stato interviene con parte dei miei soldi a risarcire chi ha trasgredito alla legge. Per di più oggi lo stato non solo eroga benefici a chi ha trasgredito alle norme ma va oltre premia chi ha trasgredito al buon costruire e da un bonus ulteriore a quegli edifici insanabili quali confinati ai sensi della 326/03 purché abbiano subito danni. Mi viene da piangere vorrei conoscere i geni che hanno redatto un decreto del genere.

  • Come già detto più volte nei giorni scorsi, se passa questo decreto il terzo condono dovrà essere esteso a tutta Ischia e a tutta la Campania. E Molinaro oggi lo conferma sull’altro quotidiano..
    Altro che Falanga: abbiamo trovato il modo di far valere il terzo condono anche per la Campania!