primopiano

De Natale: «Su epicentro e magnitudo ammettete l’errore. Ora basta falsità»

Ida Trofa | Abbiamo trovato nelle parole dell’ex direttore Giuseppe De Natale l’unica verità, a devastare Casamicicola Alta e Lacco Alto è stata una catastrofe naturale mal valutata e commentata altrettanto male per giustificare l’ingiustificabile. Ingv, Governo Locale e nazionale, Media, tutti complici. Solo speculazioni sul terremoto di Casamicciola e Lacco zona alta.

Come mai c’è stata tanta confusione nella localizzazione dell’epicentro? C’entra qualcosa il cattivo o addirittura il non funzionamento dell’osservatorio locale?
«Io non so bene quale sia la causa degli errori commessi. Che, effettivamente, ci sono stati. Il problema principale, per quello che ho appurato, è stato che la prima localizzazione, completamente errata, è stata fatta dalla sala sismica di Roma dell’INGV, che non ha a disposizione i dati delle stazioni sismiche della rete locale di Ischia (né delle altre reti locali dei vulcani napoletani). Il perfetto funzionamento di un osservatorio locale certamente avrebbe aiutato.Tutta la confusione che vediamo oggi, tra chi sostiene che errori non ci siano stati e chi dice di sì, dipende da una mancata divulgazione chiara, al pubblico, del problema; che è invece chiarissimo agli esperti. Il punto è che l’ipocentro andava localizzato dalla sala monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano, e appunto con le sue reti locali; e, principalmente, con la rete di Ischia. Perché la rete nazionale, gestita dalla sala sismica di Roma, e le procedure associate, sono fatte per localizzare i terremoti tettonici sul territorio nazionale. Mentre qui siamo dinanzi ad un altro tipo di evento. La polemica è sorta perché, per motivi che non comprendo, l’INGV non ha voluto ammettere questo problema, e soprattutto perché ha fornito l’ipocentro corretto solo dopo 4 giorni; quando ormai tutta la comunità scientifica che conosce minimamente Ischia sapeva benissimo che la localizzazione era quella. Si sono quindi date spiegazioni poco convincenti, e spesso non corrette, per questo errore, invece di ammetterlo e spiegarne le ragioni.
In realtà, comunque, anche senza dati era chiarissimo, dalle osservazioni visive solo Casamicciola alta distrutta ed in parte la zona alta di Lacco che l’evento fosse localizzato esattamente lì. E le stesse registrazioni sismiche di Ischia, se osservate, indicavano chiaramente quella localizzazione.»

La questione legata all’edilizia ischitana? L’abusivismo, le superfetazioni ma anche le strutture antiche, hanno avuto la loro influenza sugli effetti del sisma?
«L’accento molto forte posto sul problema dell’abusivismo, per esperienza diretta, avendo visto le discussioni in TV subito dopo la scossa, dipendeva principalmente dal tentativo iniziale di spiegare i danni ingenti e concentrati con le localizzazioni errate.
Un sisma di magnitudo così modesta come nelle prime indicazioni per di più in prima battuta localizzato a 10 km di profondità, non avrebbe potuto logicamente provocare alcun danno.E questo è un altro motivo per cui era un evidente ‘errore’: perché dava, alla Protezione Civile, un messaggio ‘tranquillizzante’ sul terremoto assolutamente fuorviante. Quindi, i commentatori, pur di dire qualcosa, hanno tirato fuori argomenti ‘surreali’ per spiegare un assurdità. Così, si sono ipotizzati ‘effetti locali’ eccezionali, e poi ovviamente case costruite di ‘marzapane’: e quindi le case ‘abusive’. In realtà, in linea di principio non è detto che le case abusive siano necessariamente meno resistenti delle altre.  In realtà, mi risulta che anche edifici pubblici, quindi per definizione ‘non abusivi’ siano stati gravemente danneggiati. Il problema di fatto è lo stesso di quello ‘nazionale’: il patrimonio edilizio storico è estremamente vulnerabile. Quindi, il problema dell’abusivismo c’è, rappresenta un rischio aggiuntivo e va risolto. Ma gran parte dei discorsi fatti durante le molte ore (ed i 4 giorni successivi) in cui non era ufficializzata la corretta localizzazione, sono stati surreali e privi di un vero significato. Il mio messaggio, molto chiaro e forte, è: cancellate tutte le chiacchiere mediatiche ascoltate dalla sera del 21/8 fino alla sera del 25/8. Il vero problema, indiscutibile ed urgentissimo, è quello di consolidare gli edifici. Questa è l’unica misura, razionale e fattibile, che eliminerà il problema»

 

Tags

3 Comments

Click here to post a comment

  • Vorrei tanto porre questa domanda al Dr. De Natale…secondo lei, considerato che erano mesi che non pioveva e, visto l’enorme sfruttamento delle sorgenti di acque minerali a temperature anche superiori ai cento gradi, (si considerino in numero rilevante piscine e centri termali in tutta la zona interessata), il sottosuolo magmatico della zona in fase di raffreddamento indotto, non avrebbe potuto difatti provocare quello che poi si è tradotto in un vero e proprio terremoto?Antonio Buono

    • Però terremoti ce ne sono stati in passato anche senza lo sfruttamento intensivo delle sorgenti termali.