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Cudas: “Il Rizzoli si adegui alla rete PICC”


Gianna Napoleone* | Si chiamano cateteri venosi centrali ad inserzione periferica (PICC) e sono sempre più frequentemente utilizzati presso centri ospedalieri italiani, a cominciare da quelli ad alta specializzazione, per somministrare, tra l’altro, i farmaci chemioterapici, per cui sono impiantati su diversi pazienti oncologici anche isolani. Oltre che nel momento dell’impianto, c’è bisogno poi di assistenza infermieristica specifica per la pulizia dell’accesso venoso con una cadenza settimanale e, a tale scopo, dal 2012 è stata creata una RETE nazionale a cui aderiscono le strutture ospedaliere che sono in grado di garantire questo servizio. Tra i 14 centri di riferimento della Campania (dove la rete è nata) c’è anche il nostro ospedale “Rizzoli”, dove i pazienti interessati dovrebbero trovare l’assistenza necessaria. Usiamo il condizionale perché, nonostante espresse indicazioni rintracciabili sia su Internet (il sito www.retepicc.it) che presso gli altri centri campani della rete (per esempio, il “Cardarelli”), i pazienti che ne hanno bisogno, NON possono usufruire delle prestazioni richieste e loro DOVUTE presso l’ospedale isolano. Con l’inevitabile necessità di dover affrontare viaggi in terraferma per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito sull’isola, senza ulteriori disagi e faticose trasferte per chi già vive momenti difficili e una quotidianità complicata. Senza trascurare i rischi legati all’insularità e all’eventuale impossibilità di raggiungere gli altri centri attivi della rete, in caso di un problema urgente.

La questione è stata già portata da alcune settimane a conoscenza della Direzione Sanitaria del “Rizzoli”, che tuttavia, nonostante l’impegno verbale a sanare il prima possibile questa carenza, non è ancora riuscita a concretizzare la promessa, mentre il tempo scorre e le persone che debbono poter contare sulla tempestiva e corretta cura del PICC, anche per evitare complicanze e problemi collaterali, non trovano risposta presso l’ospedale lacchese. E questo, per il solo fatto di aver aderito alla rete nazionale – e non possiamo pensare che ciò sia potuto avvenire a sua insaputa – deve essere provvisto dei presidi sanitari e delle professionalità necessarie a far funzionare il servizio che si è impegnato ad erogare. Tanto più che è l’unico centro di riferimento insieme all’ospedale di Pozzuoli dell’Asl Na2 Nord.

Il Cudas Ischia, nel denunciare la gravità della mancata erogazione di questa prestazione sull’isola e le conseguenti difficoltà dei pazienti oncologici già provvisti di PICC, nel loro interesse e in quello degli altri che si troveranno ad averne bisogno, sollecitano con forza la Direzione sanitaria dell’ospedale isolano e, per conoscenza, la Direzione sanitaria e la Direzione generale dell’Asl Na2 Nord, affinché si proceda con la massima urgenza ad adeguare la dotazione e l’attività del “Rizzoli” a quanto previsto dalla sua adesione alla Rete PICC nazionale.

La presente comunicazione è stata inviata via PEC 
– al Direttore Sanitario dell’Ospedale “A. Rizzoli” di Lacco Ameno, Dott. Luigi Capuano
– al Direttore Sanitario dell’ASL NA2 Nord, Dott.ssa Virginia Scafarto
– al Direttore Generale dell’ASL NA2 Nord, Dott. Antonio D’Amore

*Presidente Cudas Ischia

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