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Comitato “Salviamo Ischia Ponte”: parcheggio della Siena, un gravissimo e pericoloso disastro!


Comitato “Salviamo Ischia Ponte” | L’avventura del Parcheggio della Siena ha avuto inizio molti anni fa. Fra non molto, spegneremo una decina di candeline! Se davvero così fosse, non sarebbero tante?

  • Se lo chiediamo all’avv. Santaroni, risponderà che non c’è problema e che al più presto l’opera sarà terminata, certo di avere ancora credibilità.
  • Se lo chiediamo al Sindaco d’Ischia, risponderà, sperando di farla ancora franca e scrollandosi clamorosamente da responsabilità che il ruolo gli attribuisce, che si tratta di edilizia privata e il Comune non c’entra!
  • Se lo chiediamo agli ischitani, a tanti ospiti, a chi ha un esercizio commerciale ad Ischia Ponte, ognuno risponderà che la pazienza ha un limite e che il limite è stato abbondantemente superato; che soprattutto, non è più accettabile il muro di omertà e di mistero che protegge l’opera.

Da più parti, infatti, non si hanno risposte chiare e  fondate.

La verità è che da lungo tempo siamo dinanzi ad un vero e proprio disastro

Alla “Siena”, alle porte del Centro storico di Ischia Ponte, l’ultimo polmone verde è stato distrutto, le acque del sottosuolo sono destinate ad essere irrimediabilmente prosciugate, da anni il mare riceve scarichi di natura misteriosa: tutto in nome di un progetto che non riesce a diventare realtà. Certo, si tratta di un’opera densa di difficoltà, ma tali difficoltà non possono essere affrontate né superate in un cantiere che conta un numero incredibilmente esiguo di operai e che per troppo tempo resta, stranamente, chiuso!

La verità è che sono gravi le responsabilità di chi ha avallato l’opera, di chi, alla Sovrintendenza e al Comune d’Ischia, ha firmato quelle concessioni che stanno per scadere e che dovrebbero diventare, per la Magistratura, oggetto di indagini.

Gli Ischitani hanno atteso fiduciosi una soluzione, ma ormai è stato superato ogni limite. Ora basta!

Al Sindaco d’Ischia, massima autorità sanitaria e tutore degli interessi comuni, che non può continuare a lavarsi le mani, facendo finta di niente e sostenendo che si tratta di un’opera privata, i sottoscritti chiedono di adottare una decisione responsabile, chiara e concreta:  la “Società Villa Miramare” concluda l’opera entro il prossimo mese di settembre o ripristini i luoghi.  Questo è il primo passo di un percorso che potrebbe essere forse lungo, ma che certamente, con la condivisione di cittadini, forze politiche e sindacali, associazioni di categoria, ambientalistiche, culturali, dovrà condurre a raggiungere una conclusione nell’interesse di tutti: per salvaguardare ciò che resta del patrimonio naturale della zona e salvare il salvabile, per difendere gli interessi economici di una zona sempre più isolata in un crescendo degrado; per impedire soprattutto, che qualcuno continui ad avallare l’operato di chi pensa solo a curare i propri affari.                                    

Ischia, febbraio 2019                      


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