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Coltellata e mazzate, arrestati gli accoltellatori di Casamicciola

Si è già svolta l’udienza di convalida dinanzi al gip Attena. Sono stati disposti gli arresti domiciliari ed il giudice ha confermato in questa fase le accuse di tentato omicidio, tentata rapina e lesioni aggravate. Una discussione degenerata per un netto rifiuto di offrire una sigaretta. I difensori degli indagati, Mungiello e Grifoglio, hanno già preannunciato ricorso al riesame ritenendo che le accuse non sono affatto sostenibili e che i fatti debbono essere ancora del tutto chiariti. I due arrestati appartengono alla cosiddetta “Napoli bene”

 

Paolo Mosè | I due giovani arrestati su iniziativa della Polizia di Stato sono stati posti agli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio che si è svolto nel carcere di Poggioreale, ove in quella sede i due diciottenni incensurati Fabio Nicolosi ed Emanuele Moretto erano ristretti per il noto episodio accaduto diversi giorni fa a Casamicciola, ove un minore è stato attinto da un fendente del coltello detenuto dal secondo. Il gip Attena non ha convalidato il fermo sul presupposto del pericolo di fuga, ma contestualmente ha emesso ordinanza cautelare domiciliare sull’ipotesi del pericolo della reiterazione della medesima condotta criminosa. A fronte di questa decisione che non soddisfa appieno i difensori degli indagati, gli avvocati Antonio Grifoglio e Giacomo Mungiello presenteranno istanza al tribunale del riesame.
Per lo sfregio permanente al volto di un ragazzo minorenne e per le aggressioni che sono state poi reiterate con calci e pugni, alcuni giorni fa sono stati tratti in arresto dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Ischia, diretto dal vice questore Alberto Mannelli, Emanuele Moretto e Fabio Nicolosi, che dopo essere stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, sussistendo il pericolo di fuga, dopo le formalità di rito sono stati trasferiti nella casa circondariale di Napoli Poggioreale. I due sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari Attena per la convalida nella primissima mattinata di ieri. Le ipotesi contestate sono gravi e che vanno dal tentato omicidio alla rapina e per concludersi con le lesioni. I due indagati, assistiti dagli avvocati Antonio Grifoglio e Giacomo Mungiello, hanno dovuto spiegare cosa è accaduto nella serata di domenica all’esterno della discoteca “Blanco” che si affaccia sul lungomare di Casamicciola. Quali sono stati i motivi che avrebbero indotto uno dei due a sferrare la coltellata in pieno volto di uno dei minorenni. Capire il movente di questa reazione abbastanza dura e le modalità successive al loro allontanamento dalla località.

DALLE PAROLE AI FATTI
Ma prima di tutto facciamo un passo indietro per capire l’essenza di questa incresciosa situazione che vede protagonisti dei ragazzi giovani, quelli che sono stati portati a Poggioreale da poco hanno compiuto la maggiore età. La causa è una richiesta banale con una risposta altrettanto banale e forse evitabile. E riguarda una richiesta di una sigaretta e di fronte al rifiuto è nata una discussione di quelle che degenerano e provocano una reazione spropositata rispetto all’evento. Causata da una forte adrenalina e anche probabilmente dal caldo afoso che si è particolarmente accanito nelle ultime settimane anche sull’isola d’Ischia. Non si è ancora capito perfettamente chi dei due ha materialmente impugnato il coltello e ha sferrato il fendente. Tutto si basa sulle dichiarazioni rese dalle due giovani vittime, che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale, ed in particolare colui attinto dalla lama. E’ comunque una ricostruzione frammentaria, dato il particolare momento che si è consumato e lo choc patito per aver subito una caterva di botte e una ferita che rimarrà indelebile se non ricorrerà a un chirurgo plastico. Le vittime hanno raccontato che tutto si è svolto in pochi attimi, la richiesta di una sigaretta da fumare all’esterno del locale e una risposta negativa che forse non è stata determinante, se non nel tono alquanto irriguardoso, letto come offensivo. Una parola tira l’altra: “chi sei tu e chi sono io” e l’altro a rispondere “chi ti credi di essere”. O ancora: “toglimi le mani di dosso” e l’altro: “perché, sennò cosa mi fai?”. Un tira e molla di frasi più o meno pronunciate per poi passare direttamente a qualche spintone, una manata al petto. La risposta una spinta, fino ad arrivare allo scontro fisico. Senza riguardo alcuno. E comparire all’improvviso il coltello. L’arma che il maggiorenne ha voluto mostrare e utilizzare, secondo gli uomini del vice questore Alberto Mannelli, senza esitazione per intimorire coloro che avevano osato affrontarlo e offenderlo in qualche modo. Tutto questo ha avuto anche un epilogo più distante dal locale, in prossimità della spiaggia dove comunque i giovanotti se ne sono dette di santa ragione e colui che era diventato una maschera di sangue per la grave ferita, ha trovato in suo soccorso alcuni bagnini che si trovavano nella prossimità dell’azione aggressiva.

LE INDAGINI
Un episodio grave, senza dubbio, che non poteva passare inosservato. Immediatamente sono scattate le indagini con l’intervento all’inizio di una pattuglia della Polizia di Stato che è stata impegnata nei primi soccorsi, a raccogliere le prime utili testimonianze. Gli agenti hanno compreso che tutti i partecipanti a questo incontro erano senza dubbio dei giovani in vacanza sull’isola d’Ischia. Sono sopraggiunti successivamente gli uomini della polizia giudiziaria del commissariato e quelli della Scientifica per i rilievi, al fine di recuperare eventualmente qualche indizio che potesse essere utile alla individuazione dei responsabili. Perché sin dall’inizio degli accertamenti era chiaro che due erano coloro che avevano avuto la meglio sui minori, che dal loro punto di vista si erano comportati non proprio correttamente e in modo rispettoso. Mentre i responsabili si erano già dileguati, lasciando precipitosamente il comune di Casamicciola nella speranza di far perdere le proprie tracce. Ma non facendo i conti con la capacità investigativa dei poliziotti e sbagliando nella tempistica. Ormai è risaputo che ogni discoteca, luogo di ritrovo per il divertimento notturno e comunque tutte le attività commerciali sono muniti di telecamere. Che riprendono cosa accade all’interno e soprattutto all’esterno. La prima attività che è stata presa in considerazione, il recupero delle immagini filmate del “Blanco”. E seguendo una sorta di percorso si è andati alla verifica di possibili altre telecamere che potessero aver inquadrato e registrato quantomeno le immagini dei due presunti fuggitivi. Ma a quanto pare non ce n’è stato bisogno. Infatti le immagini della discoteca “Il Blanco” hanno consentito di avere delle immagini abbastanza chiare, i volti dei due fuggitivi che avevano avuto il primo contatto, per poi proseguire la loro discussione più lontano.

ARRESTATI A CITARA
Immagini che si sono dimostrate determinanti per la loro individuazione. E grazie a un lavoro di “ricostruzione” da quando i giovani sono giunti sull’isola d’Ischia per le vacanze, si è avuta la certezza che i due erano stabilmente nel comune di Forio. Ove avevano preso alloggio con i propri familiari e che quella sera di domenica si erano “intestarditi” a trasferirsi a Casamicciola nel famoso locale ove, a quanto pare, si erano dati appuntamento con amici e conoscenti. E’ assai probabile che qualcuno abbia dato una mano alle forze dell’ordine nell’indicare dove avrebbero potuto intercettarli. In quarantotto ore i poliziotti si sono stabilizzati in quel di Forio alla ricerca dei giovani. Battendo soprattutto la mattina le spiagge. E il gruppo della polizia giudiziaria del commissariato con le foto acquisite da alcuni fotogrammi delle telecamere del locale, ha riconosciuto i due giovanotti. I quali non si erano mossi dall’isola d’Ischia. Anzi, avevano proseguito tranquillamente le vacanze e la mattina di mercoledì erano tranquillamente alla spiaggia di Citara a tuffarsi e a prendere il sole, come se nulla fosse accaduto. I poliziotti li hanno fermati in costume e dopo averli invitati a rivestirsi sono stati accompagnati negli uffici del commissariato di Ischia. L’unica possibilità che in questi casi hanno le forze dell’ordine è disporre un fermo di polizia giudiziaria sul presupposto della sussistenza del pericolo di fuga contestato ai due incensurati. In simbiosi con il pubblico ministero di turno agli affari penali, che era stato immediatamente informato dell’accaduto, disponendo la traduzione presso il carcere di Poggioreale per la convalida.
Il pubblico ministero ha avallato pedissequamente l’attività e le conclusioni a cui sono giunti i poliziotti che hanno tratto in arresto i due sospettati. Presentando richiesta di convalida del fermo di polizia giudiziaria e la contestuale applicazione della misura della custodia cautelare in carcere o altra che il giudice ritenesse più opportuna. Al fine di salvaguardare soprattutto le esigenze in ordine al pericolo di fuga o di reiterazione della medesima condotta criminosa.

L’INTERROGATORIO
I ragazzi hanno dato delle spiegazioni in ordine a quanto è accaduto e da ciò che è trapelato dell’interrogatorio, hanno evidentemente spiegato che non c’è stata alcuna volontà diretta, premeditata nel compiere l’aggressione e tutto ciò che ne è conseguito. Che il tutto sia avvenuto da una “normale” discussione con toni accesi e che loro in quel momento si sentivano gli aggrediti, avendo i minori più determinazione nel far valere la propria forza “intimidatrice” e che loro nella sostanza si sono difesi. Utilizzando tutto ciò che era a loro disposizione. Una tesi che ovviamente cozza con le conclusioni a cui era giunto il pubblico ministero, che contestava nella sua richiesta il tentato omicidio per lo sfregio permanente al viso di una delle due presunte vittime, la rapina legata alla sottrazione con violenza della sigaretta che deteneva uno dei minori. E infine le lesioni gravi per il taglio al viso, per il quale i medici hanno dovuto applicare diversi punti di sutura. E tra l’altro lo stesso minore ha subito nella circostanza, dall’altro coindagato, tutta una serie di colpi, evidenziati da ecchimosi e contusioni in più punti del corpo. Stando al racconto e alle modalità evidenziate nel verbale di arresto e nella informativa, la difesa ha sostenuto che non siamo affatto nella fattispecie del tentato omicidio, né tanto meno può dirsi che sia stata consumata una rapina. Legandola soprattutto ad una sigaretta. Chiedendo nella sostanza la non convalida del fermo di polizia giudiziaria e che comunque vadano ad escludersi dalle contestazioni i reati più gravi, rimanendo in piedi solo l’ipotesi di lesioni aggravate. Questa nella sostanza la strategia posta in essere dai due difensori al giudice per le indagini preliminari Attena.
Il gip si è riservato e dopo aver concluso altre convalide della giornata, è rientrato nel suo ufficio per decidere. E l’ordinanza è stata emessa nel tardo pomeriggio, non solo per la complessità dell’episodio in sé, ma soprattutto per tutte le altre decisioni da adottare nei confronti degli altri detenuti tratti in arresto in flagranza di reato nelle ultime quarantotto ore. Il provvedimento del giudice conferma la ricostruzione della Polizia di Stato, mantenendo attualmente ferme le ipotesi di reato di tentato omicidio, di tentata rapina e di lesioni aggravate.

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9 Comments

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  • Chiaviche i due ragazzi, ancora più chiaviche le loro famiglie ” bene” …. in galera questa gentaglia e foglio di via permanente per tutti. BESTIE!

  • Insomma ora ad Ischia raccogliete il fior fiore. Per fortuna, non appartengono alla “Napoli male”

  • a casa di uno dei due arrestati c’erano due coltelli, un tirapugni, un paio di manette e una fionda; a casa dell’altro c’era marijuana e hashish. E’ questa la “Napoli bene”?

  • Una volta c’era ad Ischia un turismo per bene (tedeschi…) che siete stati bravi ad allontanare. Ora continuate ad allontanare gli stranieri per bene. Quindi raccogliete quello che avete seminato cioè quello che vi meritate: i vostri cugini napoletani.

      • Sig. Max,
        Che piacere leggerLa!
        Sono un’operatrice turistica, di un paese nel quale due anni fa Lei ha “invitato” alcuni miei connazionali a rimanere, scrivendo che gente come noi non ne avete proprio bisogno ad Ischia. E questo, dopo che abbiamo fatto qualche commento sui modi rozzi e maleducati degli ischitani e su quella che era tempo fa una bella isola, ma ora non lo è più tanto è trascurata. Motivo per cui non ci portiamo più i clienti anzi, la sconsigliamo.
        I nostri commenti erano sulle spiagge sporche, strade e marciapiedi dissestati, fermate di bus senza pensiline, taxi cari, servizio bus scadente… e tanta gente maleducata.
        Comunque, è stata per noi l’opportunità di portare i nostri clienti in vacanze a Capri oppure in altri posti bellissimi, e sono contentissimi.
        Ora, a sostituirci, avete la bella compagnia dei vostri cugini napoletani e ne sono felice.

        • Per onestà, mi devo correggere scrivendo “sui modi rozzi e maleducati di molti ischitani”, perché li’ abbiamo incontrato anche tanta gente per bene, gente intelletualmente onesta, colta e dai modi raffinati e di questi teniamo un ottimo ricordo.

  • Queste cose a Casamicciola sono state sempre all’ ordine del giorno durante il periodo estivo. Io sono nato, cresciuto e moriro’ a Casamicciola e conosco “vico e vicarielli”, persone e personaggi… per fortuna adesso la gente ha le palle per denunciare.. cosa che non accadeva 15/20 anni fa’. I casamicciolesi chiamati storicamente con il “nickname” fanatici e fessi” non si sono mai smentiti.. hanno sempre affiattano ai napoletani di scarssimo livello subendo scempi alla propria tranquillita’/dignita’ per qualche milione di lira.. vorrei fare I nomi ma non posso perche’ toccherei anche personaggi politici o chi si finge giudice onesto. Comunque un giorno quando ci presenteremo dinnanzi al nostro signore onnipotente non tutti I casamicciolesi avranno il coraggio di guardalo in faccia… e allora finche siete nel mondo materialista fate “sciaqua rosa e viva agnese”.. statevi bene