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Città Metropolitana: montagna o topolino senza programmazione

La Pagina di Giuseppe Mazzella | Che la “ Città Metropolitana” fosse un obbrobrio giuridico all’ indomani della approvazione della “ leggina” Del Rio, Ministro con Renzi ed oggi con Gentiloni, fatta con furia e fretta per dimostrare una “ efficienza governativa” nel diminuire la spesa pubblica, lo avevano detto in molti in ambienti accademici e non solo. Non potendo eliminare l’ Ente Provincia – previsto dalla Costituzione – il Governo Renzi ha pensato di svuotarlo, di renderlo “ ente di secondo livello” ( una cosa mai vista perché un Ente Locale o è votato dal popolo o si cancella) cioè eletto dai consiglieri comunali o dai sindaci che conservano le loro responsabilità ai propri livelli elettivi con un sistema di voto “ ponderato”. Il piccolo Comune non ha quindi possibilità di rappresentanza.
Nelle più importanti “ Metropoli” d’ Italia la leggina prevede al posto della Provincia la “ Città Metropolitana” alla cui testa la legge impone il sindaco della città capoluogo che naturalmente avendo due cariche così impegnative finisce per trascurare la meno importante ( per la grande Città!) e considera il nuovo onere come uno strumento da utilizzare per la sua personale politica.
Infatti il sindaco della Città di Napoli è anche sindaco metropolitano. Non ha una Giunta come esisteva un tempo con la vecchia ( appena poco più di vent’anni!) legge Gava del 1990.
Il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi De Magistris, che è anche Sindaco di Napoli all’ antivigilia di Natale – il 23 dicembre 2016 – ha conferito “ deleghe” ad 11 consiglieri – che a loro volta sono sindaci o consiglieri dei Comuni della ex-Provincia con una enorme preponderanza dei consiglieri del Comune di Napoli per effetto del voto “ ponderato” sui 24 che compongono il “ Consiglio Metropolitano”. Lo ha fatto senza distinzione di partito perché sostiene – lui giurista e politico – che per effetto della Legge Del Rio non c’è distinzione politica nell’ ente di “ secondo livello”, prima Ente Locale Intermedio tra Comune e Regione e consacrato in Costituzione la cui validità completa – nella sostanza e nella forma – è stata confermata dal voto popolare del 4 dicembre in virtù del quale Renzi si è dimesso ed il Presidente della Repubblica ha nominato l’ ex-Ministro degli Affari Esteri Gentiloni nel “ segno della continuità”. Ma non bisognava dare un segno di “ discontinuità”? La Leggina Del Rio è stata approvata in furia ed in fretta perché la proposta di modifica costituzionale prevedeva anche la soppressione della Provincia RESPINTA dal popolo nel sintetico NO alla complessa riforma costituzionale di Renzi e Broschi.
Come primo atto il Governo avrebbe dovuto “ ripristinare” la Costituzione e la divisione amministrativa della Repubblica in Comune. Province e Regioni, perché il decentramento amministrativo della Repubblica è FONDAMENTALE.
De Magistris il 23 dicembre ha nominato 11 “ consiglieri delegati”. Non sono “ assessori”. La legge non lo prevede Sono consiglieri “ referenti” – “ riferiscono” al sindaco metropolitano – ma non hanno poteri “ decidenti” perché non è prevista per la “ Città Metropolitana” la Giunta.
Questi 11 consiglieri hanno avuto deleghe formalmente importanti – ma solo nella denominazione – come quella affidata al consigliere “ metropolitano” Vincenzo Carbone. Sindaco di Palma Campania un Comune dell’ entroterra “ ad est di Napoli di 15.170 abitanti” ( wikipedia) per “ l’ ambiente e la sicurezza della coste e la promozione dello sviluppo economico ed attività produttive nonché politiche del lavoro e formazione professionale”. Una formulazione che richiederebbe tempo pieno ed ampie competenze in materie complesse. Ma Carbone continua ad essere sindaco di Palma Campania e “ gratuitamente” senza compenso è anche “ delegato” a simili funzioni. Ma come può esercitarle? Chi lo conosce qui nella nostra isola d’ Ischia che dobbiamo pur progettare un Piano di Sviluppo Economico per i fondi europei 2014-2020?
Così il 30 dicembre – vigilia dell’ ultimo giorno dell’ anno – il sindaco metropolitano De Magistris non ha trovato una maggioranza nel Consiglio Metropolitano per approvare il piano di edilizia scolastica di 16 milioni di euro.
Il risultato di questa “ Città Metropolitana” è che non riesce a fare nemmeno l’ ordinaria amministrazione mentre De Magistris utilizza la “ Città Metropolitana” per l’ ennesima polemica con il “ Governatore” De Luca per la partecipazione azionaria di 500mila euro nella società proprietaria del Teatro Trianon. Ma non ci sono decine di teatri “ minori” nella ex- Provincia e non ne abbiamo anche noi uno nell’ isola d’ Ischia che dovrebbe assurgere alla dignità di Ente Teatrale Comprensoriale?
Con questi chiari di luna – che soleggiano sulla stampa cittadina – parlare di “ programmazione strategica” come fa l’ ex.-deputato repubblicano Giuseppe Ossario mi pare francamente spreco di spazio.
La “ Programmazione Strategica” è una cosa seria o lo potrebbe diventare.L’ ha proposta per primo il prof. Carlo Trigilia. Ministro per la Coesione Territoriale del Governo Letta, mandato a casa senza preavviso da Renzi. Gentilomi “ rattoppa” e lo ripristina e aggiunge il termine “ Mezzogiorno”. Glottologia o semantica? Propaganda o demagogia?
Trigilia definisce “ programmazione strategica” un “ processo di cooperazione volontaria tra diversi soggetti pubblici e privati che insieme mettano a frutto un percorso di sviluppo condiviso”.
Un richiamo alla “ responsabilità” che avrebbe dovuto essere accolto per l’ area industriale di Bagnoli nella “ città di Napoli” o nell’ isola d’ Ischia per l’ area in crisi di Casamicciola nell’ isola d’ Ischia per trovare soluzioni produttive all’utilizzo delle rovine del Pio Monte della Misericordia ( 50mila Mc) o dell’ex Capricho de Calise in Piazza della Marina ( 5o6mila Mc.) e nel Bacino termale di La Rita ( 10mila Mc.).
Il sindaco di Palma Campania Carbone ne sa qualcosa? O ne sanno qualcosa gli altri 10 “ consiglieri delegati” dal sindaco metropolitano De Magistris che naturalmente non può che pensare ai problemi enormi della sua “ Metropoli” e considerare del tutto secondari i problemi di sviluppo di altri 91 Comuni.
Alla fine la “ Città Metropolitana di Napoli” da gigante diventa un topolino e gli altri 91 Comuni dovranno inventarsi una classe dirigente ed un loro autonomo protagonismo se non vorranno scomparire.

Casamicciola, 3 gennaio 2017-01-03
gmazzella@libero.it

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