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“Chiediamo rispetto”, il grido dei tassisti di Ischia

Gaetano Di Meglio | Siediti! Stai Zitto! Devo parlare io! Non capisci niente! Non ti agitare! Fate sciopero tutto l’anno! è il background con cui il sindaco del comune di Ischia ha accolto la delegazione dei tassisti dopo il corteo di protesta che si è svolto ieri mattina.
Una scena avvilente, condita dal solito atteggiamento da bullo del nostro primo cittadino che, come era facilmente prevedibile, ha continuato a tenere una linea di chiusura, di violenza mentale e di un uso distorto della politica.
Dall’altro lato, va detto, qualche sindacalista con la voglia di fare un po’ la prima donna, qualche isterismo inutile e, soprattutto, un confronto che, in parte, è viziato dalla “conoscenza” diretta dei partecipanti.

IL CORTEO. Con una certa puntualità, alle 9.30 la colonna di auto bianche e di oltre 150 operatori del corso pubblico, ha preso il via dal piazzale di Fondo Bosso percorrendo via Michele Mazzella fino a Piazza degli Eroi e poi giù per via Alfredo De Luca fino al palazzo municipale. Un corteo educato, senza eccessi, che ha sfilato con dignità e che ha saputo rivendicare l’unica vera colpa dell’amministrazione in carica: “la mancanza di rispetto” sia istituzionale sia personale. Gli oltre 150 operatori del comune di Ischia a cui si sono aggiunti, in segno di solidarietà anche operatori degli altri comuni, da Barano a Forio hanno gridato la loro rabbia “Rispetto per i tassisti” recita lo striscione di apertura. Un altro, invece, “chiediamo rispetto”. Ai partecipati, inoltre è stato diffusa la nota ufficiale della piattaforma di protesta che illustrava i motivi della protesta.

LA PIATTAFORMA DI PROTESTA. Raffaele Serpico di Unimpresa/Mobilità, Pasquale Ottaviano di SITAN/Atn, Marco Renardi di UTI e Angelo Sciacca per SILT sono i sindacalisti che hanno firmato la “piattaforma di sciopero” dei tassisti del comune di Ischia: «La chiusura a qualsiasi forma di confronto da parte del sindaco di Ischia ci ha costretto ad indire lo sciopero che si svolge oggi. Non abbiamo trovato altrove un atteggiamento così ostile e pregiudiziale nei confronti della categoria taxi. Ma se il sindaco ha dichiarato guerra ai tassisti, se ha deciso di superare la loro funzione di servizio pubblico non di linea, noi siamo pronti alla battaglia. Difenderemo i nostri interessi, la dignità e i nostri servizi fino in fondo. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per costringere l’amministrazione a tornare sui suoi passi. La noncuranza mostrata, l’indifferenza per le difficoltà del settore sono la prova che è in atto un attacco alla stessa esistenza del servizio, alla sopravvivenza degli operatori, alla sicurezza di centinaia di famiglie. Stamattina ci aspettiamo un segnale di inversione di tendenza, di recupero della civiltà delle relazioni sindacali e di concretezza. Per ripartire con il dialogo bisogna realizzare la precondizione di rispetto e di attenzione reciproca: il sindaco deve riconoscere che la politica adottata nei confronti della categoria sarà cambiata. Chiaramente verificheremo nei fatti l’impegno e la coerenza. Chiediamo che subito si metta mano a: nuovo regolamento comunale che non è vigente per la bocciatura del TAR; abbandono delle politiche ad escludendum del settore da qualsiasi opportunità di integrazione con il TPL; mettere in funzione la commissione consultiva; riformare le tariffe; rivedere la politica dei posteggi; individuare sostegni e incentivi alla mobilità pubblica; individuare percorsi preferenziali per i taxi».

IL SUMMIT E IL CONFRONTO AL COMUNE. Presso la sala del consiglio comunale, la delegazione dei tassisti è stata accolta dal sindaco, dal vicesindaco Gigi Di Vaia, e dagli assessori Paolo Ferrandino e Carolina Monti. Al tavolo, inoltre, era presente il comandante Pugliese e si sono alternati, per la loro finestra di gloria, Mario Zanghi, Giovanni Sorrentino e Luca Spignese. La scena, indegna dell’aula, si è svolta con un nulla di fatto. Grida, scenette a favore delle varie camere accese per far vedere chi era più maschio (come gli animali!) ma nulla di costruttivo. Il sindaco prova sminuire la manifestazione e far passare gli operatori come esagerati. Un tentativo che non gli è riuscito perché è stato rintuzzato a dovere dai suoi interlocutori. Tra grida e “allucchi” a chi lo aveva più grande (qualche sindacalista farebbe bene a starsene altrove!) la seduta è stata rinviata a martedì mattina quando, senza sciopero e dopo il confronto avuto con la “forza” si incontreranno nuovamente le parti. Ma senza telecamere.
In attesa dell’incontro di martedì prossimo, quando i tassisti dovranno far sapere se accettano la controproposta del comune: tariffa ridotta a 10euro, invece che innalzata a 15 rispetto agli attuali 12 e la regolamentazione del corso pubblico con l’introduzione di turni di lavoro che porti ad una riduzione delle auto presenti sul territorio comunale, è tutto fermo. I punti della protesta sono stati rimandati al mittente e quando se ne è parlato, ed è la cosa peggiore, affrontati con scarsa sufficienza e attenzione da parte dell’amministrazione (il liet motiv è: potete scioperare anche per un anno).

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  • Il rispetto lo avete gia perso da un bel po! Avete fatto la fine dei maiali. Siete arrivati “gnoppa e tavola”

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