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Casamicciola, un altro piano di predissesto bocciato!

Non passa la rimodulazione del piano di predissesto per Casamicciola. Il Ministero chiede lumi e blocca l’iter. Urgono chiarimenti e documenti certi sulle poste riportate nell’atto. Della serie: come spendere 8.000 € ed ottenere l’ennesima nota rossa sul Predissesto, anche sul Predissesto rimodulato. Il governo locale si era affidato al dottor Paolo Tarantino (le conoscenze in casa dell’On. Marrazzo sono ormai note a tutti) per la redazione del “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale e la sua ennesima Rimodulazione. € 8.000.00 oltre iva e cassa per lo scomodo e pere vedersi rispediti al mittente la proposta.

COME TI SCELGO CHI MI FA BOCCIARE…
«Ciò ravvisata la necessità da parte del Governo locale, si legge nella deliberazione di giunta per la nomina (seduta a cui incredibilmente erano presenti i nomi più quotati in materia) di acquisire, nel più breve tempo possibile, un idoneo supporto particolarmente qualificato per poter assicurare e garantire, la preparazione del nuovo piano di riequilibrio finanziario nei tempi e modalità dettati dalla nuova normativa vigente, si ritiene di dover conferire, ai fini della corretta formazione del piano di riequilibrio incarico professionale ad esperto in materia economico/finanziaria, considerato, tra l’altro, che l’ufficio di ragioneria, trovandosi nella condizione di dover affrontare, con affanno, il radicale cambiamento dei nuovi schemi e concetti di competenza finanziaria, entrati a regime con decorrenza dal 1.1.2016, e la predisposizione di molteplici adempimenti che in questo periodo si sovrappongono, non è in condizioni di poter elaborare, in tempo utile, il nuovo piano di riequilibrio finanziario pluriennale tenuto conto dei tempi brevi per la presentazione alla competente Corte dei Conti».
Considerato che il Dott. Paolo Tarantino “collabora” ormai stabilmente con la politica della cittadina termale, ricordiamo le sue molteplici disponibilità per il Predissesto 1, in occasione della presentazione del ricorso alla Corte dei Conti Sezione Riunite di Roma avverso il diniego del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale.» Castagna & Co, preso atto, evidentemente, del risultato positivo ottenuto (tutte bocciature!), valuta opportuno che detto professionista continui a prestare la sua opera predisponendo prima la rimodulazione del nuovo Piano di riequilibrio finanziario e poi le integrazioni e le specifiche ora richieste dal Ministero. Insomma qualcosa ai sensi di una qualche norma ne dovrà pure venir fuori…tanto a pagare come sempre è la comunità, favori, servigi, scambi che servono a tenere stabili le poltrone. Di rinvio, in rinvio si arriverà alla prossima elezione e poi si vedrà. Una scappatoia che salva ancora i manovrini di palazzo e consente ulteriori tentativi di approvazione.

PREDISSESTO A TUTTI I COSTI
GB ci aveva riprovato e ordinatato la rimodulazione dopo il ko di dicembre. Accantonati i primi tentativi falliti con il Piano 1, l’unica soluzione era quella di aggrapparsi alla finanziaria 2017 e dare corso ad un nuovo Predissesto. L’ipotesi è il ripiano a 30anni. Cc’è anche il “rimodulatore di fiducia“ con la sua bella parcella.
Il Governo Castagna, lo aveva ribadito anche con una deliberazione a Gennaio, intendeva ed intende usufruire della possibilità prevista dall’ultima finanziaria varata dal Governo Centrale in dicembre. In un primo momento era stato dato mandato agli uffici competenti di predisporre “ex novo” il piano di riequilibrio finanziario pluriennale cosi come dettato dalla legge n. 232 del 11/12/2016 comma 434. L’Ente Locale ha avuto tempo fino al 31 maggio 2017 per rimodulare.

 

LA PAROLA AL MINISTRO ED ALLA CORTE DEI CONTI
In virtù della nuova previsione legislativa, la legge di bilancio 2017 n° 232 del 11/12/2016, pubblicata sulla G.U. 21/12/2016, in extremis anzi in concomitanza con l’udienza romana di dicembre sul Piano Casamicciolese, avendo l’ente presentato il piano prima dell’approvazione del rendiconto per l’esercizio 2014, non avendo ancora provveduto al riaccertamento straordinario dei residui, entro il 31 maggio 2017, può riformularlo con la possibilità di ripianare in 30 anni la quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui avvenuta con atto di Consiglio n. 19 del 9/7/2015. La “deliberazione” cosi come approvata anche in consiglio comunale è stata inviata al Ministero dell’Interno Dipartimento Affari Territoriali Direzione Centrale della Finanza LocaleUfficio Affari Economico – finanziari di cui all’articolo 155 del TUEL ed alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti di Napoli. Ora il Ministero la rimanda indietro con tante note rosse a cui rispondere e pensare che anche il revisore dei conti, Cozzolino, aveva dato il suo parere entusiasta e positivo.

 

IL MNISTERO CHIEDE LUMI
In riferimento alla Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale il Ministero ha inoltrato le sue Richieste istruttorie – art. 243 quater, c. 2, D.Lgs n. 267/2000 comune di Casamicciola Terme sul Piano di riequilibrio presentato dal Comune. Ecco la nota integrale inviata dal direttore generale Verde.

L’Ente in esame ha presentato un piano di riequilibrio della durata di dieci anni, (2013 – 2022 approvato con delibera del consiglio comunale n. 4 del 02/02/2013 poi rimodulato a seguito del ricorso al fondo di rotazione per euro 2,047,487,34 e dell’anticipazione di liquidità di cui al D.L. 35/2013, per euro 7,773,624,10 con deliberazione del Commissario Straordinario n. 62 del 22/05/2014. La Corte dei Conti sezione regionale di controllo della Campania, con deliberazione n. 227/2015, ha disposto il diniego del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, approvato dal comune con deliberazione consiliare n. 4 del 02/02/2013. Il comune ha presentato ricorso alle Sezioni riunite in sede giurisdizionale, della Corte dei Conti che si è pronunciata con sentenza n. 3/2017. con tale sentenza, la Corte ha dichiarato l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, a seguito dell’intervenuta rimodulazione del piano ai sensi dell’art. 1, comma 714, della legge n. 208/2015. Dall’esame della documentazione, si rileva che nel piano di riequilibrio, il disavanzo di amministrazione viene considerato complessivamente, senza distinguere la quota di maggior disavanzo che può essere ripianata in trenta anni, ai sensi del D.M. Del 2 aprile 2015, rispetto la quota di disavanzo ordinario di cui all’art. 188 del Tuel che, deve essere finanziata nell’arco temporale di durata del piano (cdC sez – Aut. Delib. n. 16/2016, ha enunciato il seguente principio: “Il sopravvenuto intervento normativo attuato con l’introduzione dei commi 714 e 715 riconosce la facoltà di riformulare o rimodulare il piano già approvato o presentato solo per consentire il ripiano del disavanzo scaturito dal riaccertamento straordinario dei residui nei termini e con le modalità stabilite dall’art. 3 del decreto legislativo n. 118 del 2011 e dal decreto ministeriale 2 aprile 2015, ma lascia impregiudicati i vincoli normativi e gli impegni già assunti da ciascun ente al moneto dell’approvazione del piano”).

CIFRE A CASO SENZA NESSUNA PROVA SUI FONDI DI ROTAZIONE LE MASSE PASSIVE E IL PATTO DI STABILTA’
“Si prega di voler fornire con cortese sollecitudine“- scrive Verde-  “gli elementi integrativi e chiarificatori oltrechè gli allegati relativi a diverse fattispecie” Ovvero quanto segue è un elenco lunghissimo di non detti e cifre artatamente nascoste che ora debbono essere evidenziate. Un elenco che ci fa chiedere perché è stato pagato ed incaricato Tarantino e cosa ha elaborato se, di fatto, nel piano casamicciolese manca di tutto

 

LE RICHIESTE

Massa passiva: non risulta definita in modo chiaro ed univoco: l’ente considera il disavanzo iniziale di euro 8,965,075,97, il revisore dei conti non lo quantifica. Le passività potenziali, indicate dall’ente a p. 54, non risultano certificate dal revisore contabile.

Fondo di rotazione: il comune, ha ottenuto una quota del fondo di rotazione di cui all’art. 243 ter del Tuel, nell’anno 2013, pari ad euro 511,528,70. In merito, si chiede di specificare se è stato previsto l’importo da restituire l’anno successivo nel bilancio di previsione.

Patto di stabilità: fornire la certificazione sul rispetto del patto di stabilità nel 2015 e le certificazioni sul rispetto monitoraggio delle risultanze del saldo di finanza pubblica, per l’anno 2016 e 2017.

Equilibrio di parte corrente: la tabella riportata al punto 4 della prima parte, non riporta nell’anno 2016, e lo stesso per la quota di disavanzo prevista per il ripiano del maggior disavanzo, come emerge a p. 51, punto 1,2, equilibrio di parte corrente, della parte seconda della relazione. In merito agli equilibri di parte corrente, dall’anno 2017 all’anno 2022, l’ente è invitato a chiarire la quota annua di debiti fuori e di passività potenziali, coperta nell’anno 2016; oltrechè, chiarire la natura delle maggior entrare indicate negli anni 2017, 2018 e 2019. Infine, specificare la voce “plusvalenze da alienazioni di beni patrimoniali”, nell’anno 2018 di euro 480.035,35, tenendo presente che i proventi delle alienazioni del patrimonio disponibile dell’ente devono finanziare solo debiti di parte capitale ai sensi del comma 3, dell’art. 193 del Tuel. Negli equilibri di parte capitale, si invita l’ente a specificare la voce di euro 866.507,26 nelle entrate de titolo V del rendiconto 2015 e di euro 57.870,00 nel rendiconto 2014.

Entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo: si rileva un andamento molto altalenante negli accertamenti del periodo 2011/2016. Si invita l’ente a dimostrare gli incassi relativi agli oneri concessori, alle sanzioni del codice della strada e all’evasione tributaria. In relazione agli impegni degli oneri straordinari della gestione corrente, l’ente deve dimostrare la corrispondenza degli importi con la copertura dei debiti fuori bilancio, come indicato nella seconda parte del piano.

Conto consuntivo 2014, 2015 e 2016: si chiede di trasmettere le deliberazioni di approvazione dei rendiconti 2014, 2015 e 2016, con i pareri del collegio dei revisori contabili e le tabelle dimostrative del risultato di amministrazione.

Debiti fuori bilancio e passività potenziali: si invita l’ente a fornire la attestazioni recenti dei responsabili dei servizi circa la ricognizione dei debiti fuori bilancio ancora da riconoscere e, per quelli già riconosciuti e finanziati, nei vari bilanci, attestare i pagamenti già effettuati. Infine, l’ente fornisca le delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio dell’anno 2016 e 2017. In relazione alle passività potenziali, fornire la valutazione prognostica attuale, dell’ufficio legale, circa il contenzioso ancora pendente ed i fondi previsti nei bilanci per farvi fronte. A tabella riportata a p. 31, riporta un totale di euro 3.069.676,88, specificare quale parte si ancora rimane da riconoscere e finanziare e perchè non si riscontra corrispondenza con la tabella indicata (pag 54 )del piano stesso.

Ripiano del disavanzo di amministrazione. L’ente deve dimostrare il ripiano del disavanzo dell’anno 2012; in particolare, i risultati evidenziati a p. 47 del piano alla seconda colonna “risultato di amministrazione rielaborato”, mediante la tabella analitica dei risultati ivi indicati, evidenziando i fondi, gli accantonamenti ed i vincoli. Inoltre, l’ente sostiene che “il disavanzo risultante dal rendiconto 2016, euro 5.323.455,39, andrebbe iscritto tra le spese del bilancio di previsione successivo, ma avendo l’ente recuperato a rendiconto il disavanzo applicato pro quota derivante dal riaccertamento straordinario, si applica unicamente la quota del recupero del maggior disavanzo (…)” come affermato in premessa questo modo di procedere non è ammissibile.

Verifica ed andamento attività di recupero evasione ed elusione tributaria: in particolare, stato di realizzazione di quanti programmato nel piano e la concreta azione di riscossione delle entrate accertate, dandone riscontro. L’ente non ha dimostrato i provvedimenti adottati per la riscossione dei ruoli pregressi, in particolare, dalla tabella di p. 25 del piano, non sono indicati i dati relativi alle riscossioni di competenza del periodo 2011/2016. La riscossione dei residui annui 2012/2016 è generalmente molto bassa con un incremento negli anni 2015 e 2016. inoltre, nel piano manca la tabella prevista dalle Linee guida della Corte dei Conti.

Servizi per conto terzi: si riscontrano disallineamenti tra gli impegni 2013 e accertamenti 2013, oltrechè riscossioni 2015 e pagamenti 2015 Fondo passività potenziali: si invita l’ente ad indicare l’importo dei fondi previsti nei bilanci 2015, 2016 e 2017.

Tributi locali e servizi a domanda individuale: gli accertamenti dell’anno 2016 sono sensibilmente più bassi rispetto il biennio precedente. Fornire spiegazioni. Si invita anche l’ente a fornire le delibere di approvazione del piano finanziario 2016 e 2017 – Tari e del servizio idrico integrato, oltrechè di approvazione tariffe dei servizi a domanda individuale. Le tabelle riportate relative agli anni 2017/2022, riportano entrate tributarie decrescenti. Fornire spiegazioni.

Bilancio previsionale 2016/2018 e 2017/2019: fornisca l’ente la deliberazione di approvazione del bilancio, il parere del Collegio dei revisori contabili ed il medesimo bilancio in formato Peg.

Riaccertamento straordinario residui: si chiede di fornire la delibera con il relativo parere dei revisori e la delibera consiliare di riparto del maggior disavanzo.

Salvaguardia degli equilibri al 31/07/2017: fornisca l’ente la deliberazione con i relativi allegati.

Indebitamento: fornire idonea attestazione dell’organo di revisione secondo le indicazioni della Corte dei Conti. Puntuale dimostrazione dell’eliminazione dai fondi per il finanziamento della retribuzione accessoria del personale dirigente e di quello del comparto, delle risorse per la quota non concessa all’effettivo incremento delle dotazioni organiche, anni 2016 e 2017. Si prega di fornire la delibera con le decurtazioni richieste dalla normativa.

Organismi partecipanti: l’azienda multiservizi Casamicciola srl è una società in house. Si invita l’ente a chiarire se nel corso degli anni si è proceduto alla conciliazione dei conti con la società e se l’ente ha provveduto a riscuotere i debiti verso la società al 31/12/2014 e 31/12/2015. inoltre, si chiede di indicare gli stanziamenti nel bilancio di previsione 2015/2017, 2016/2018 e 2017/2019 a favore delle società in house, oltrechè i debiti dell’ente verso le medesime società. Infine, si specifichi se si è proceduto all’approvazione del bilancio consolidato. L’ente è invitato a dimostrare la riduzione della spesa di personale.

Dismissioni immobili e beni dell’Ente: fornire informazioni sul punto 9,6 delle Linee guida della Corte dei Conti. In particolare, l’ente riferisce che sono previste nel bilancio 2016 e 2017, voci relative ai proventi delle alienazioni. Si chiede di specificare lo stato di attuazione della delibera 24/2015, ricordando che i proventi della vendita di beni immobili sono destinati alla copertura di beni di parte capitale (l’ente ha dichiarato di avere solo debiti di parte corrente).

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