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Casamicciola, il guaio scuola Salvate il soldato Allocca. Fermate l’emoraggia di alunni

Gaetano Di Meglio | Da un anno, più o meno, diciamo le stesse cose. Scriviamo le stesse cose e siamo stati facili profeti: l’incapacità degli amministratoti dell’isola d’Ischia non ha saputo affrontare il problema scuola. Non lo ha saputo fare perché, purtroppo, non “abbiamo” (hanno, ndr) voluto capire che il problema “serve” alla soluzione del problema stesso. Se trovi la pezza a colori e se trovi la soluzione rapida poi sei costretto a restare nel fango creato dal problema stesso. Azzerare il 14 settembre 2017 l’emergenza scuola e far finta che tutto andava bene e che tutti avevano un’aula, non importa come, è stata la menzogna più grande alle quale potevamo credere. Un problema in meno. Un’emergenza in meno. Ma solo per Ministero e USR: il problema è vivo!
Casamicciola ha un problema serio e si chiama: SCUOLA. Tra 9 giorni, il 12 settembre, l’Italia aprirà ufficialmente il suo anno scolastico. A Ischia, in verità, qualcuno lo farà il 10. E Casamicciola si comporta come il suo solito, in modo fanatico e fesso. L’urgenza Ibsen non viene ascoltata da nessuno. Le problematiche che vedono aggravato l’istituto della Allocca sono molte di più di quelle che sappiamo. Gli uccellini raccontano di ispezioni ministeriali e di pressioni del sindaco contro la preside alla volta del direttore Franzese. Cinguettii parlano di denunce penali e di bastoni tra le ruote istituzionali.
Lasciamo il canto degli uccellini ai rami sui quali sono seduti e facciamo una riflessione pacata.
All’Ibsen è in corso una vera e propria emorragia di studenti. Il 21 Agosto 2017 gli studenti del comprensivo di Casamicciola erano circa 800. Dopo il 21 agosto, alla riapertura dello scorso anno scolastico 2017-2018, sono diventati 600. A febbraio, data di chiusura delle iscrizioni erano poco più di 570. Ad oggi siamo a quota 540 e in questi 540 bisogna conteggiare anche i piccoli dell’asilo che, attenzione, hanno un bel buco. L’anno scorso per dire no alle aule di San Ciro, molti piccoli di 3 anni non hanno frequentato l’Ibsen. Quest’anno, a Casamicciola, ci sono i bimbi di 3 anni e quelli 5. La fascia dei 4 è scomparsa!
Perché c’è questa emorragia? Da genitore, forse, anche io prenderei la decisione di spostare mio figlio in una scuola migliore, diversa, stabile, che non sia alla mercè del politico di turno e che assicuri una giusta offerta formativa. Certo, poi c’è anche chi ha trovato “casa” altrove e ha optato per un naturale trasferimento, ma questo numero è relativo. In passato c’era chi lo stesso frequentava Casamicciola nonostante abitasse altrove, ma questo è un dettaglio personale.
Prima di approfondire, però, l’aspetto peggiore di questa vicenda e di focalizzarci sul vero guaio della scuola di Casamicciola vorrei riflettere sull’ultimo anno dell’Ibsen.
Credo che gli studenti, i docenti, il personale di segreteria, il personale ATA e la dirigenza abbiano vissuto il peggior anno scolastico di sempre. Buttati da una parte all’altra, trattati come appestati, rinchiusi in stanzette, per mesi al centro di polemiche assurde tutte locali, costretti ad orari di servizio raddoppiati, costretti a sistemi di studio da reinventare e spazi da riscrivere, hanno completato il loro anno horribilis. Quando, insieme, abbiamo festeggiato al Polifunzionale il “Premio Mennella” non sono riusciti a nascondere il loro sorriso misto a sofferenza. Hanno dato il loro massimo e, nonostante tutto, continuano ad essere i terminali deboli di una catena che prova a tenerli fermi a terra. Per consentire cosa? Lo sviluppo di interessi privati, di clientele elettorali e di finte soluzioni.
Credo che un “bravi” a tutti quelli dell’Ibsen, dal più piccolo degli studenti fino alla preside Allocca passando per tutti gli altri, sia doveroso. Ma torniamo al guaio della scuola. Un’istituzione che, come le altre, dovrebbe attuare il suo POF, avviare i suoi PON già riconosciuti e pensare ad evolversi. Ma tutti possono farlo, Casamicciola no.
Mancano nove giorni all’apertura dell’anno scolastico e il guaio di Casamicciola è ancora la scuola. Ad oggi, facendo un rapido check su quello che si è letto, ci troviamo in queste condizioni.
I 540 ragazzi dell’Ibsen, la segreteria, la dirigenze e tutti gli altri che ruotano attorno alla scuola devono trovare spazio e alloggio in questi locali:
100 persone alle Zagare. Limite massimo imposto dalla mancanza del certificato antincendio. Problematica comune a molte scuole italiane!
Tra le 5 e le 7 aule al Mattei e 11 aule (7 già c’erano e 4 ricavate dalla palestra) al De Gasperi. Inoltre, stando solo ai comunicati di Castagna e a nessun atto pubblico ufficiale, ci sarebbero alcuni spazi al Convento dei Passionisti dove andrebbe allocato il “musicale” e le 5 aule presso la proprietà Monti/Sirabella alla Marina.
E’ lecito chiedersi quando, tutto questo sarà operativo e ufficiale?
Conoscendo la macchina Italia e anche pensando ai tempi del “privato, crediamo sia una vera e propria mission impossibile quella di essere “ready” tra 9 giorni. Eppure a Casamicciola questa è la storia.
E’ questo il guaio della scuola di Casamicciola: troppa gente a parlare! Troppa gente a comandante e, purtroppo, troppa gente a voler incassare.
Siamo così poco credibili e lasciati a noi stessi che anche la stessa Franzese viene meno al suo ruolo. Una dirigente regionale che soffre il fascino della “fascia tricolore” e che lascia le sue dirigenti (è una cosa che capita spesso) alla mercè di sindaci, assessori e pressioni locali. E i casi sono numerosi.
Ma su Casamicciola, e questo lo chiedo agli uomini di scuola, è normale che sia un sindaco a dover decidere l’uso degli spazi della scuola? Secondo quale concetto e quale valutazione formativa, deve essere il sindaco o l’assessore a decidere se una location sia adatta a una classe o un’altra classe? La Scuola e l’autonomia tanto decantata, a Casamicciola perde valore? Facciamo che la giunta decida anche quale prof va in quale aula? E tutto questo alla Franzese sta bene? Tutto questo al direttore scolastico regionale va bene?
Voglio comprendere che lo scorso anno, in qualche modo, si sia fatto di tutta l’erba un fascio, ma ora? Dopo un anno, dobbiamo ancora avere una scuola commissariata dalla politica?
E’ questo il vero guaio della scuola di Casamicciola: la politica e i suoi interessi. Ma di questo ne avevamo avuto ampia dimostrazione anni fa quando fu proprio il Sindaco a capeggiare una rivolta contro l’allora preside Frallicciardi.
Da un lato gli alunni, la scuola e gli interessi di una comunità, dall’altro l’interesse personale e legato a logiche da piccola consorteria politica e consenso elettorale. Una battaglia che, tra istituzioni e uomini delle istituzioni non avrebbe mai dovuto, neanche, iniziare.
Mancano 9 giorni all’inizio dell’anno scolastico e Casamicciola, dopo un anno, continua a leccarsi le ferite perché non ha voluto medicarsi. Forse non lo ha saputo fare, ma il “sangue” continua a scorrere e il rischio infezione è ancora molto elevato.
Quale cura? Quale rimedio? Forse la divisione dei ruoli e, soprattutto, l’inizio di una nuova era: quella in cui la Scuola inizi ad essere Istituzione che tuteli il diritto allo studio e non sia spalleggiatrice di chi, invece, vuole racimolare qualche volo.
Questo anno ci ha mostrato il grande volto della scuola di Casamicciola. Una scuola che saputo superare le porte chiuse, l’assurda discriminazione di tizio e di caio, una comunità composta da ragazzi orgogliosi della loro scuola che si sono impegnati e che si sono sacrificati. Piccoli studenti, ragazzini e adolescenti che sono pronti ad affrontare questo nuovo anno scolastico con tutte le difficoltà del caso: l’età, la crescita, lo studio. Con loro un gruppo di genitori che continuano a mettere avanti l’interesse della comunità come un valore fondante. E conservare la scuola, con la sua struttura attuale, con il suo essere autonomo è una priorità.
Ma questo valore è minato da chi nutre altri sentimenti. E sono i fatti a parlare per loro. Pensate che i protagonisti della vicenda dell’Asilo della Sentinella nutrano gli stessi valori espressi dai genitori che hanno iscritto i loro figli all’Ibsen?
Casamicciola ha un problema.

“Salvate il soldato Allocca”
Marinella Allocca è una Preside con la P grande. Una professionista della scuola con cui mi avrebbe fatto piacere collaborare di più. E’ arrivata all’Ibsen dopo la Frallicciardi. Una dirigenza storica, diventata “sistema” e che gravava sulle azioni della Allocca come un macigno, ma l’educazione, lo stile, la coerenza e la correttezza hanno dato il loro frutto. Negli anni abbiamo assistito a molte storie di scuola. Abbiamo visto sfilare diverse dirigenti e abbiamo assistito a diversi epiloghi tristi eppure, in questi anni, Marinella Allocca ci ha mostrato il lato educato della scuola. Il lato della collaborazione istituzionale e del rispetto dei ruoli. E la storia del post sisma è la prova. “Salviamo il soldato Allocca” perché, forse, abbiamo un nemico in comune. La comunità di scolastica di Casamicciola si deve liberare da chi pensa che la scuola sia come un terreno da coltivare! Non mi dilungherò, ma la storia dice proprio e solo questo.
San Severino, Manzoni, Moduli scolastici, Avellino Iacono Conte, San Ciro, Asilo della Sentinella, Le Zagare sono abbastanza o ne servono altre di storie per capirlo?

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