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Cane che abbaia, scatta il reato di disturbo alla quiete pubblica a carico del proprietario

La Kronos N.o.a. Assomare Ambiente informa | Scatta il reato di disturbo alla quiete pubblica a carico del proprietario del cane per colpa del continuo abbaiare dell’animale, ma solo se i rumori infastidiscono il circondario.

Non bastano le lamentele di uno o due vicini per far scattare, a carico del proprietario del cane che abbaia insistentemente, il reato di disturbo alla quiete pubblica, ma è necessario che i rumori si sentano anche in lontananza così da dar fastidio a tutto il palazzo o al circondario. È quanto ricorda la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1]. Decisive, e non equivocabili, le dichiarazioni rilasciate da diverse persone, tutte concordi nell’affermare che «i cani erano soliti abbaiare di giorno e di notte, con grande frequenza, sì da disturbare il sonno, reso assai difficoltoso, e da recare evidente fastidio al riposo» delle famiglie «abitanti nelle immediate vicinanze» della casa occupata dalla proprietaria.

Se l’abbaiare del cane molesta solo i vicini del piano di sopra o di sotto e il dirimpettaio, questi ultimi possono agire solo innanzi al giudice civile per ottenere il risarcimento del danno. I confini invece per la tutela penale sono molto più ristretti: per poter chiamare i carabinieri e sporgere denuncia-querela c’è bisogno che l’abbaiare del cane sia testimoniato anche da altre persone, non quelle più prossime all’appartamento “incriminato”. E questo perché la differenza tra l’illecito civile (per il quale è previsto solo il risarcimento) e quello penale (per il quale, invece, scatta il reato di disturbo del riposo e delle attività delle persone) sta proprio nel “numero” dei soggetti disturbati: quando i latrati sono tali da molestare una generalità indeterminabile di soggetti, allora si passa al penale.

Il cane, è vero, ha diritto ad abbaiare, ma questo non può neanche risolversi in un danno per tutti coloro che vivono nelle vicinanze e non possono più dormire la notte. Anzi, secondo la Cassazione, in caso di pericolo di reiterazione del reato, è possibile anche il sequestro dell’animale (si pensi al caso di una coppia di padroni che stia tutto il giorno fuori casa per lavoro, lasciando il cane solo nelle quattro mura).

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Redazione Web

1 Comment

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  • Chi ha il sonno così leggero da lasciarsi infastidire dall’abbaiare in lontanaza non deve essersi stancato abbastanza lavorando.
    “In caso di pericolo di reiterazione del reato è previsto il sequestro dell’animale”. Per affidarlo a chi? Se un cane è problematico lo sopprimiamo? Lo lasciamo in quei bei canili a incrostarsi di feci? E poi si fanno pure venire gli scrupoli se devono sottrarre i figli ai mafiosi.