Società

Bueno! Per sempre… un ricordo di una persona straodinaria, Pietro Ferrandino

Antonio Schiazzano | Giovedì 17 aprile 2003 su Il Golfo in prima pagina appariva una notizia tanto inaspettata quanto terribile e, per tanti di noi, sconvolgente: “LA FAMIGLIA DEL GOLFO E’ IN LUTTO – IERI, ALLE 16.45 PIETRO FERRANDINO CI HA LASCIATO… PER SEMPRE – CIAO MITICO FERRANDON”. Fu il tremendo prologo di molti giorni tristi, in cui una moltitudine di noi avrebbe sofferto l’amarezza, lo sgomento, il senso di desolazione e di vuoto, l’incolmabile mancanza di una persona tanto cara e amata. Sono passati esattamente 15 anni da quel maledetto giorno, eppure i ricordi vividissimi e le emozioni ancora fresche sembrano suggerire che il tempo non sia affatto trascorso, si sia all’improvviso fermato. Pietro, Piter, Ferrandon, Bueno, qualunque sia il nome con cui vogliamo ricordarlo, è sempre lì dinanzi ai nostri occhi, con quel volto sempre suadente e sorridente. Le tracce lasciate dalla sua straripante umanità, dal suo spessore sociale e dalla sua carica affettiva sono ancora ben lungi dal dissiparsi e sono quelle che ci aiutano ad essere meno tristi, a rendere più sopportabile la mancanza. Avremmo voluto o dovuto dedicargli un’altra bellissima serata, come quella indimenticabile di domenica 3 luglio 2005 a Villa Arbusto, in occasione della presentazione del suo libro sul calcio a Lacco Ameno, o quella memorabile di lunedì 16 settembre 2013 alla Torre del Molino, per “festeggiare” il 10° anniversario di vita non più tra di noi, in quelli che furono per alcuni di noi “i giorni del glicine”. Ma non ci siamo riusciti… Cosa farebbe Pietro oggi, e come sarebbe? Chi può dirlo, ma ci piace immaginarlo ora esattamente come lo abbiamo lasciato: il docente stimato ed amato dai suoi discenti e colleghi, sempre intento con la lavagnetta di ardesia ed i gessetti colorati ad inculcare le nozioni di tedesco (e di vita); lo sportivo metodico e istintivo che, con l’immancabile telecamera, riprende eventi, intervista personaggi e racconta con la consueta travolgente passione le gare di basket e calcetto; il giornalista scrupoloso ed integerrimo che indaga sulle storture del sistema, recupera pezzi di memoria perduta, li ripropone con un linguaggio scritto e visivo da antologia; insomma l’amico vero di sempre, disponibile con tutti ed insostituibile “memoria storica” del nostro paese. Lo vogliamo ricordare tornando a sfogliare i suoi due libri di stampo sportivo e sociale, “La storia degli sports isolani” e “Lacco Ameno – Il calcio dalle origini al 1970”, e i suoi articoli più interessanti e significativi, vergati con il sudore della passione e dell’amore per la nostra isola. L’invito è quello di andare oggi a rileggere quelle pagine e quegli articoli, a immergersi nuovamente in quei ricordi, a rivangare quelle memorie: di certo riusciremo a rivedere con impressionante nitidezza una parte del nostro tempo, della nostra vita, dei nostri affetti, dei nostri sogni perduti o… forse ritrovati. E, a seguire, riproponiamo i titoli di alcune testimonianze delle persone care, rigorosamente anonime per nostra scelta, affinché emergano come un’unica voce intrisa di affetto per Pietro: testimonianze che servono, semmai ve ne fosse ancora bisogno, a ricordarci quanto l’abbiamo voluto bene e quanto gliene vorremo per sempre, e forse questo ci aiuterà anche a riflettere su una vita più “umana” e “vera”.
Ciao indimenticabile ed insostituibile Piter… tuo Skizz

ARTICOLI APPARSI SU IL SETTIMANALE D’ISCHIA

Il grande successo della marcialonga – Omaggio a Mario Cioffi: l’ultima sigaretta – Al Rotaro – “Ferrari Club” fiore all’occhiello sportivo per l’isola – Una giornata che non dimenticherò mai, grazie alla visita de… L’ultimo Gigante! – Se questa è un’isola civile… I bidoni dell’immondizia – Addio Diego…Dieguito – La festa di S. Alessandro – Come è nata la festa? – Tra passato, presente e futuro: Il messaggio della festa di S. Alessandro – Bidone assassino per un porto in agonia – Leggenda biancorossa – Pazienza ed estro nei suoi lavori – Trent’anni di missione in mezzo all’indifferenza collettiva: Anne Marie Ernst: una stella solitaria. Nessuno meglio di lei può prendersi cura dei nostri cani. Aiutiamola, ma lasciamola in pace – Ischia vista dai giovani: Ischia è vecchia? – Tentativo di indagine sul turismo – Ferrari Fan: piccola storia personale – Dagli al precario! Idee poco chiare, incompetenza o malafede? – ricordiamo che.. non si vive di solo pane: “disinvoltura” nel trasporto del pane al giudizio dei turisti – Pro Conigli e Pescecani, una festa di fratellanza e semplicità – Eduardo Barano, artigiano isolano E il legno prese vita… – O “merdaiuol cortese” Scarichi “mondiali” sotto la Galleria del Soccorso – L’invasione di Napoli: oltre 1500 fedeli isolani in corteo verso il Duomo di Napoli – Non dovrebbe salire al cielo una… Sinfonia merdosa! I Cittadini benpensanti cosa ne pensano? – Tozza tozza auto-bus..come ti blocco il traffico – La festa di S. Giovan Giuseppe, un appuntamento sempre atteso, il Centro Storico invaso da migliaia di visitatori – Un invito alla calma… Fairplay, please Le “sparatorie” da saloon non stanno di casa a Golfoscuola… – Vincenzo Rispoli l’indimenticabile – Amarcord Memorie di uno studente sciagurato – Fatti e personaggi della scuola isolana rivisitati umoristicamente: I filoni al “Rotaro” – Matematica amore mio, “Big Cesar” e… Quelle fughe vigliacche! Alla lavagna come al patibolo – Non c’è scampo per Piter Ferrandon con Cat woman – Scuola verde scuola viva – La storia di uno come voi una storia di dolore e di rassegnazione, di coraggio e di speranza: La storia di Francesco, di anni ventuno – Professore Editore: Raffaele Castagna e la sua “Rassegna d’Ischia” Una presenza silenziosa, costante, preziosa – Lo sciopero del 20 febbraio all’Istituto Alberghiero di Ischia – le mele marce “dindo ‘o canisto… cronaca di uno sciopero scolastico

IL SUO RICORDO SU…IL SETTIMANALE D’ISCHIA aprile 2003

– Ciao mitico Ferrandon!
– Pietro Ferrandino ci ha lasciato
– Ciao Bueno!
– Pietro Ferrandino: un collega, un amico, un giornalista
– Lo Sport Isolano ha perso un Amico
– Pietro ora è il professore degli angeli in Paradiso
– Un ricordo di Pietro Ferrandino
– Ciao Ferrandon!
– Ciao Pietro, ti saluta anche Chiappariello
– Addio Professor Bueno
– Ricordi di Pietro
– I ricordi segnano la vita e annullano l’inesorabile scorrere del tempo
– Pietro era uno di noi!
– Il mio ricordo per Pietro Ferrandino
– Da un alunno al caro professore
– Ciao “Piter”. E adesso????
– In memoria di Pietro
– Il grande senso del dovere di Pietro
– Pietro da lassù continuerà a gridare Avanti Leoni
– Pietro un padrino, un amico, un maestro di vita
– Il Professore
– Il Signore aveva bisogno del suo fiore più bello per il suo giardino
– L’omaggio del Golfo Scuola: per Ferrandon
– Quei pescatori ischitani che insegnarono l’arte della pesca agli israeliani
– Ti chiamavamo Bueno… Ricordi di un ex studente di Pietro Ferrandino

Una vita di grandi passioni. Coltivate senza risparmiarsi, con entusiasmo, impegno, costanza, dedizione. Per l’isola e le particolarità talvolta misconosciute che la rendono unica. Per l’insegnamento, mai concepito né tanto meno svolto come un semplice lavoro. Per lo sport e i valori forti che dovrebbero accompagnarne la pratica. Per la natura e gli animali, che trovavano in lui un convinto e affidabile difensore, sempre in prima linea. Per il giornalismo e la comunicazione nelle sue varie forme. E per la conoscenza nelle sue molteplici espressioni. Pietro Ferrandino, nato il 1° agosto 1955 ad Ischia Porto, era tutto questo. Ma, prima ancora, l’amico fedele e leale sempre presente nei momenti importanti, l’insegnante autorevole e disponibile che sapeva essere punto di riferimento per i giovani, il cronista che girava Ischia in lungo e in largo alla ricerca di storie e incontri da raccontare.
A Ischia Pietro aveva compiuto gli studi classici, per proseguire con quelli universitari a Napoli. Per il successivo perfezionamento dello studio del tedesco, trascorse un periodo in Germania, prima di iniziare la professione di insegnante di lingue, svolta in gran parte presso l’Ipssar “Telese” di Ischia.
Il sogno di fare il giornalista si concretizzò con la collaborazione con il “Settimanale d’Ischia”, dove si occupò soprattutto di sport, senza però trascurare altri argomenti. Dal “Settimanale” al “Golfo”, fin dal primo numero del maggio ’89, con un articolo sullo scudetto del Napoli firmato Maradona da prima pagina. Ancora un contributo come giornalista sportivo, portato avanti negli anni con cronache e rubriche da opinionista. E poi inchieste sulle grandi questioni ambientali, articoli di cultura, di storia, di arte. Per anni curatore di un inserto settimanale sul mondo della scuola, in primo piano sempre la realtà dell’isola, e di un altro appuntamento settimanale molto seguito, “FerrariFàn, rubrica degli innamorati della Rossa”, dedicata ai cultori della Formula 1 e degli altri sport motoristici.
A parte la lingua scritta, Pietro Ferrandino frequentava regolarmente il linguaggio delle immagini. Messo al servizio, di volta in volta, di avvenimenti sportivi, feste popolari, eventi culturali. Ma soprattutto utilizzato per escursioni-immersioni nel ventre dell’isola, per fissare con l’inseparabile videocamera, a vantaggio della memoria collettiva da custodire per il futuro, gli itinerari meno conosciuti e le bellezze paesaggistiche meno scontate, le tradizioni più peculiari e le realtà ormai sul punto di scomparire. Tanti servizi, trasmessi da varie emittenti locali, per raccontare il caleidoscopico universo ischitano, tanti incontri pieni di umanità con gli ultimi testimoni di un mondo meritevole di essere tramandato.
Nel 1990, una ricerca certosina condotta per anni in archivi e biblioteche, ma soprattutto registrando ricordi individuali e di gruppo, portò alla pubblicazione del primo ponderoso volume della “Storia degli Sports isolani”, un affresco del mondo sportivo ischitano dalla narrazione fluida e brillante, capace di avvincere anche i meno esperti di sport. Lo stesso stile che caratterizza “Lacco Ameno – Il calcio dalle origini al 1970”, ideale prosecuzione del progetto avviato con la “Storia”, scritto da Pietro Ferrandino prima della sua prematura scomparsa il 16 aprile 2003 e pubblicato postumo nel giugno 2005.

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