Società

Bar Isabella a Lacco Ameno e l’angolo del “Libro Condiviso”


Anna Lamonaca |A Lacco Ameno, nella suggestiva Piazza Santa Restituta, collocato in una posizione centrale, possiamo trovare il Bar Isabella, una caffetteria molto conosciuta, visitata da avventori e turisti di passaggio e non, in questo luogo ha preso vita una fantastica iniziativa legata ai libri, in particolare a quello che è il book-sharing cioè l’arte di scambiare i libri con sconosciuti. Si tratta di condividere le emozioni che può dare la lettura di un libro facendolo “viaggiare” attraverso una sorta di scambi prendendo il libro che più piace da una libreria in un angolino del bar, lasciandone un altro al suo posto perché il “gioco” possa continuare all’infinito, magari scrivendoci una dedica all’interno che possa convincere qualcun altro curioso a leggerlo. L’idea parte da Barbara Veduti che gestisce il Bar insieme alla sua famiglia. Barbara  è originaria di Milano, ma si definisce una persona “pezzottata” perché ha nelle vene anche sangue napoletano. E’arrivata ad Ischia nel ’96 in vacanza qui ha conosciuto Luca suo marito e si è stabilita a Lacco Ameno. Dopo aver svolto tanti lavori, essersi occupata di eventi culturali, gestito i Giardini Ravino, lavorato in ospedale, adesso aiuta i suoi suoceri presso il Bar Isabella ed ha creato un angolo che lei chiama “del libro condiviso”. Siamo stati attratti da questa sua iniziativa e per questo abbiamo deciso di saperne di più e di andarla ad intervistare. Nel bar l’abbiamo incontrata ed abbiamo visitato insieme il magnifico angolo da lei creato con le pareti gialle ed una libreria ricca di testi di ogni lingua e per tutte le età. Volumi pronti ad essere presi, letti e rilasciati per incominciare un nuovo “viaggio”. Chiunque può recarsi li, sorseggiare un caffè, un the o una bibita, chiacchierare, sedersi, sfogliare un libro, farlo suo e portarlo via tranquillamente, lasciandone un altro con una dedica o all’interno un messaggio in modo che esso poi possa essere trasmesso con il libro. Per saperne di più abbiamo fatto quattro chiacchiere con Barbara sorseggiando un bel the curcuma e zenzero:

Barbara parlaci di questa bella iniziativa
“In realtà sono quasi 2 anni che ho questo angolino di book-sharing che io chiamo di “libro condiviso”. Ho iniziato raccogliendo libri da amici, da parenti, quelli di mia figlia, i miei e poi ho iniziato a cercare libri anche sulla “Borsa verde di scambi e baratti”. Molte persone mi hanno portato delle buste di libri e ho messo insieme questo spazio. Il concetto è quello di farli girare, tutti possono  portare uno o più libri che non gli interessano e sceglierne uno da leggere”.

Come ti è venuta in mente la prima volta d’iniziare quest’attività?
“Mi è sempre piaciuto leggere, Io sono di Milano e giro per il mondo. L’immagine a cui sono stata sempre legata è quella di un negozio a San Babila, pareti intere costruite con libri a vista, questa immagine mi è sempre rimasta impressa, l’ho trovata bellissima ed ho deciso di creare anche una parete qui nel nostro bar, mi piacciono proprio anche esteticamente, mi piaceva l’idea di creare un angolino bello che potesse essere apprezzato sia per i contenuti che per l’estetica”.

Hai qualche aneddoto da raccontarci?
“E’capitato tante volte che turisti di passaggio non avessero con loro un libro da scambiare, ma io ho insistito perché lo prendessero lo stesso, i libri devono girare, poi c’è chi me ne porta una busta intera e comunque si colma la libreria, ho libri in  varie lingue dal russo, all’inglese, al tedesco, al francese ecc. In questi anni si sono verificati molti episodi belli ad esempio una coppia di ragazzi di lingua anglosassone cercavano un libro nella loro lingua, l’unico che avevo in lingua inglese l’ho portato al bancone e loro hanno scoperto che proveniva da una cabina del telefono rossa, quelle tipiche inglesi da un punto book-crossing di un paesino a sud dell’Inghilterra dove andavano in vacanza. Altro episodio che ricordo quello di una ragazza che decise di scrivere una dedica  dandomi così l’idea di far girare anche un messaggio nel libro. Ricordo inoltre una ragazzina americana che mi ha chiesto se poteva prendere un libro per lei meraviglioso in tedesco illustrato, non poteva capirne il contenuto, ma era rilegato e lei non aveva mai visto un libro rilegato. Era così contenta ed è andata via felice. Ricordo anche di un’infermiera che aveva creato in reparto un angolo di questo genere, con grande successo, con la gente che leggeva. Quando è arrivata al bar non voleva prendere il libro perché non ne aveva uno da scambiare, ma io gli ho detto di prenderlo e lasciarlo in reparto. Come vedi è proprio il concetto del libro condiviso cioè un libro vivo, che gira.”

Il libro una volta preso poi deve essere restituito?
“No, assolutamente continua a girare, uno se lo tiene, lo presta, tutto in molta libertà.”

 Cerchi altri libri vuoi lanciare un appello?  
Sì, se qualcuno ne ha li può portare, io li accetto volentieri, se manca lo spazio se ne crea, se posso lanciare un appello è quello di usufruire di questo servizio, mi piacerebbe che questo bar diventasse un luogo di scambio, d’incontro per parlare di libri, in realtà sarebbe bello utilizzare questo posto come sede per appassionati, qui lo spazio c’è ed è bello che sia comunque riempito, soprattutto in questa stagione che c’è poco movimento ed è magnifico che la gente si ritrovi, mi piace proprio l’idea che le persone abbiano un posto dove incontrarsi”.

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