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Assunzioni sismiche, ecco la Baronessa del terremoto

Olga De Stefano, la first lady di Lacco Ameno, vincitrice del concorso sismico di Forio. Approvata la graduatoria finale: su 4 posti disponibli, la signora Pascale è terza...

Se la moglie di Rosario Caruso, rinsavita, ha rinunciato all’assunzione interinale presso l’EVI, quella di Giacomo Pascale, difficilmente, dirà no al posto che a breve andrà ad occupare presso il comune di Forio.

Un’assunzione sismica che dona un po’ di serenità a casa Pascale. Uno stipendio in più a casa, infatti, non fa mai male.

Il comune di Forio, anche in esecuzione della norma che Giacomo Pascale si è fatto inserire nel “decreto schifezza” per il nostro terremoto ha concluso le selezioni del “Concorso per la copertura di n° 4 posti di istruttore direttivo tecnico – cat D1, posizione giuridica ed economica d! – a tempo pieno e determinato” e ha pubblicato la graduatoria finale.

Quattro posti che, a breve, firmeranno il loro contratto con il Comune di Forio. Quattro posti tra cui spicca, al posto numero 3, la first lady di Lacco Ameno.

Ma leggiamo con calma.

Mauro Pizzuti Miragliuolo, nome noto negli ambiti comunali di Forio, si è classificato al primo posto con il punteggio totale di 25,23 punti. Subito dopo, c’è Federica Verde che, con 24,87 punti ha la seconda posizione dell’ipotetico podio terremotati.

Piazza di bronzo con 24,68 punti, invece, c’è, appunto, Olga De Stefano. La Signora Pascale, entra a pieno titolo nella struttura del comune di Forio che dovrà dare risposte ai pochi terremotati foriani.

Ultimo, ma non ultimo, con 24,50 punti c’è Francesco Ambrosino.  Si chiude, così, il poker delle assunzioni sismiche all’ombra del torrione.

La graduatoria, continua con Simona Rubino, Michele Somma e Carla Mattera. Non idonei, invece, Chiara Perrot e Mariarosaria Di Donato.

Ovviamente, in questo caso, ci troviamo davanti a due tipi di ragionamenti. Il parenti diretti dei nostri politici hanno precluso, per sempre, ogni possibile occasione di lavoro con gli enti pubblici della nostra isola? Si! Senza nessun tipo di scusante.

Candidarsi, avere un ruolo pubblico ed elettivo impone che i familiari siano lontani, molto, dagli interessi economici della pubblica amministrazione.

Se ieri ci siamo indignati, in parte, per l’assunzione del figlio del dirigente in una società a cui l’azienda Evi ha affidato un servizio, non possiamo non indignarci se in uno dei tre comuni terremotati arriva, come “istruttore direttivo tecnico” la moglie di uno dei tre sindaci del cratere.

Tre comuni, tre sindaci e un’assunzione di famiglia? Assurdo!

Sia chiaro, la dottoressa Olga De Stefano ha, sicuramente, tutte le “carte in regola” per poter ricoprire il ruolo di cui parliamo. Ma può la moglie del sindaco partecipare ad un concorso pubblico in un ente il cui marito ha voce in capitolo. Questo vale per tutte le moglie. Certo, poi va detto che non tutte hanno le amiche “preziose” a cui dare gli affidamenti, ma la realtà è che certe situazioni vanno evitate.

Se ci siamo indignati per il concorso a cui aveva preso parte l’assessore alle politiche sociali del comune di Barano, la dottoressa Mangione, così ci indigniamo per questo a cui ha preso parte la signora Pascale.

Le scelte morali e la politica che non pensa a se stessa, impone scelte e sacrifici che impone ai nostri sindaci, ai nostri consiglieri comunali e ai nostri pubblici amministratori di non usare la pubblica amministrazione per “apparare” i parenti diretti.

E’ vero, la moglie di Giacomo Pascale sarà assunta dal comune di Forio e non da quello di Lacco Ameno. In effetti, non ci sarebbe lo scandalo perché l’amministrazione pubblica è diversa. Ma pensate che faccia, davvero, tutta questa differenza? No! Ci sono solo tre comuni che possono assumere in questo modo. Solo tre comuni: Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio. E questi tre comuni devono dire “grazie” al sindaco Pascale se questo governo inadatto al ruolo abbia previsto queste quote assunzionali. Pensate ancora che le assunzioni foriani non abbiano tenuto in conto lo stato civile della dottoressa De Stefano?

Signori, facciamo i seri. La rinuncia, in certi casi, è un atto, davvero, NOBILE.

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