primopiano

Anticipazioni di cassa, Dionigi approfitta dell’incremento approvato dal governo

Inizialmente era stato chiesto un milione e mezzo. Il limite massimo è stato elevato da 3/12 a 4/12. Intanto si scopre che il Comune non è rientrato dall’anticipazione concessa per il 2018. Di chi è la colpa? Dei contribuenti morosi che dunque dovranno essere spremuti

Ugo De Rosa

Come ogni anno, i Comuni isolani si trovano a corto di liquidità e ricorrono allo strumento delle anticipazioni di tesoreria.
E’ il caso dell’Amministrazione di Barano, che di recente aveva approvato la relativa delibera di Giunta per fissare, in base alla normativa vigente, la somma da poter richiedere come anticipazione: poco meno di un milione e mezzo di euro! Nella delibera si riporta appunto quanto previsto dalla norma: «Il tesoriere, su richiesta dell’ente corredata dalla deliberazione della giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio».
E poiché Dionigi Gaudioso si ritrova con i conti in rosso e deve far fronte a spese inderogabili, si ritiene opportuno, «al fine di ovviare ad urgenti ancorché provvisorie deficienze di cassa, richiedere al suddetto Tesoriere comunale anticipazioni di Tesoreria per l’anno 2019…».
Viene quindi calcolata la somma di cui poter disporre: «Atteso che le entrate accertate sui primi tre titoli del Rendiconto 2017 (approvato ed esecutivo ai sensi di legge) ammontano a complessive euro 5.817.709,00 e che, pertanto, i 3/12 di detto importo risultano essere pari ad euro 1.454.427,00…».
La stessa norma stabilisce l’utilizzo di entrate a specifica destinazione: «Gli enti locali…possono disporre l’utilizzo, in termini di cassa, di entrate vincolate per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, per un importo non superiore all’anticipazione di tesoreria». E Dionigi ancora una volta si avvale della facoltà «di utilizzare in termini di cassa le entrate a specifica destinazione», ovviamente non superando l’importo dell’anticipazione di Tesoreria.
Una anticipazione che sfiora il milione e mezzo i cui interessi (perché ovviamente si devono pagare gli interessi!) «decorrono dall’effettivo utilizzo delle somme…». E dunque «il Tesoriere si avvarrà, per le anticipazioni concesse, su tutte le entrate dell’Ente fino alla totale compensazione delle somme prestate».
Ebbene, qualche giorno dopo la legge di bilancio per il 2019 approvata dal governo ha innalzato a 4/12 il limite massimo delle anticipazioni per quest’anno. E ovviamente l’Amministrazione si è affrettata ad approvare una seconda delibera con la quale, «al fine di ovviare ad urgenti ancorché provvisorie deficienze di cassa», richiede al Tesoriere comunale l’incremento delle anticipazioni di Tesoreria entro il 31.12.2019 nella misura consentita dalla nuova normativa.
Ma da questa nuova delibera emerge anche un altro aspetto. Infatti viene riportato che «al 31.12.2018 il Comune di Barano d’Ischia non è rientrato dall’anticipazione concessa, non avendo liquidità da entrate proprie o trasferite necessarie per adempiere ai propri compiti istituzionali».
E qui Dionigi ne dà una giustificazione: «Considerato che tale situazione è dovuta essenzialmente alla difficoltà che ha il nostro Comune di incassare cospicue somme di residui attivi (soprattutto di natura tributaria) a causa in particolare di mancati pagamenti dei tributi locali da parte di cittadini ed imprese, nonché di contenziosi attivati da molti contribuenti che non hanno versato quanto dovuto negli anni pregressi e che sono in via di definizione innanzi alle competenti Commissioni provinciali e regionali».
E dunque anche a Barano, come già a Forio, partirà la caccia agli evasori: «Considerato altresì che per l’anno 2019 il Comune di Barano d’Ischia ha intenzione di rafforzare il proprio Settore economico-tributario, istituendo un’apposita struttura accertativa interna composta da personale qualificato già in servizio e che si è reso disponibile ad intraprendere, sotto la direzione ed il coordinamento del competente Responsabile, tutte le azioni previste dalla legge per recuperare tali cospicue entrate non incassate».
Le spese pazze non vengono prese in considerazione. L’unica soluzione fattibile per i sindaci è spremere i contribuenti

Tags

Add Comment

Click here to post a comment