primopiano

Altro che “buon compleanno”, intossicazione alimentare per otto commensali

E' successo lunedì sera a Lacco Ameno. L'Azienda sanitaria dovrà provvedere al prelievo dei campioni di cibo nel locale in cui i pazienti intossicati hanno mangiato il giorno prima della diagnosi. Una prima ipotesi sanitaria parla di tossinfezione

Ida Trofa | Dopo una serata di festa al ristorante tipico ischitano in otto sono stati male. Tutti finiti in ospedale e curati per nausee, vomito, diarrea e i diversi  sintomi  di una intossicazione alimentare. Sintomi tipici ed inequivocabili manifestatisi subito dopo la cena a base di insalata di gamberetti con maionese e Vitello Tonnato. Pietanze consumate One tanti altri invitati ad una festa di Compleanno organizzata  in un locale nella parte alta di Lacco Ameno, la rinomata Beccaccia. L’evento lunedi scorso. Sopraggiunti i primi malesseri agli sventurati non è restato che ricorrere alle cure mediche del’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. I sanitari lacchesi dopo le analisi di rito e le indagini del caso hanno immediatamente provveduto a curare l’intossicazione, procedendo con il ricovero dei pazienti che risultavano maggiormente disidratati per la perdita di liquidi.

L’Azienda sanitaria, come da prassi, dovrà ora provvedere anche al prelievo dei campioni di cibo nel locale in cui i commensali ed ospiti della festa di compleanno avevano mangiato due giorni fa . Dovranno essere raccolti campioni dei crostacei, della maionese  e del vitello e tutto quanto componeva la ricca tavola festaiola.Una prima ipotesi parla di tossinfezione Si attende che gli esami di laboratorio scoprano il batterio incriminato, responsabile dell’intossicazione in cui sono incappati i clienti del locale.

Esistono oggi al mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che si manifestano con differenti sintomi e sono causate da diversi agenti patogeni, perlopiù batteri, virus e parassiti. E’ anche possibile che gli stessi esami escludano il coinvolgimento del ristorante facendo si che le cause del malessere vadano ricercate altrove. Sembra però poco probabile che la cena possa essere stata una semplice coincidenza. Gli avventori colpiti da vomito e diarrea appartengono tutti alla stessa tavola che nella stessa sera di lunedi hanno banchettato con pese e carne finemente condita. I numeri ufficiali degli  intossicati sono quelli diffusi dall’Azienda sanitaria, ma molti potrebbero essere i clienti del ristorante alle prese con vomito e diarrea che non sono ricorse all euro dei sanitario dell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno.

 LE POSSIBILI CAUSE. Le tossinfezioni alimentari, secondo fonti sanitarie  possono derivare dall’infezione con microorganismi patogeni che colonizzano le mucose intestinali oppure dall’ingestione di alimenti contaminati da questi microorganismi o anche dalla presenza nei cibi di tossine di origine microbica, che causano malattia anche quando il microrganismo produttore non c’è più. Oltre alle tossine di origine biologica, possono causare contaminazioni del cibo anche sostanze chimiche ad azione velenosa, come ad esempio i pesticidi utilizzati in agricoltura. Per evitare questo genere di problemi, la distribuzione di queste sostanze è strettamente regolamentata. Esistono poi categorie di alimenti naturalmente tossici, come ad esempio i funghi velenosi o alcune specie di frutti di mare. La contaminazione dei cibi può avvenire in molti modi. Alcuni microrganismi sono presenti negli intestini di animali sani e vengono in contatto con le loro carni (trasmettendosi poi a chi le mangia) durante la macellazione. Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate o irrigate con acqua contaminata da feci animali o umane. Fra gli altri, la Salmonella può contaminare le uova dopo aver infettato il sistema ovarico delle galline. I batteri del genere Vibrio, normalmente presenti nelle acque, vengono filtrati e concentrati dai frutti di mare, come ostriche e mitili, e quindi possono causare infezioni se gli alimenti vengono ingeriti crudi. Le infezioni possono essere trasmesse al cibo, da parte degli operatori, anche durante la fase di manipolazione e preparazione degli alimenti (è il caso del batterio Shigella, del virus dell’epatite A, e di molti altri patogeni) sia per contatto con le mani che con gli strumenti della cucina, utilizzati ad esempio nella preparazione di diversi alimenti e non disinfettati a dovere. Un cibo cotto e quindi sicuro (la maggior parte dei microrganismi non resiste a temperature superiori ai 60-70 gradi) può contaminarsi per contatto con cibi crudi. Inoltre, grande importanza rivestono le condizioni in cui i cibi sono mantenuti durante le varie fasi di conservazione: la catena del freddo, ad esempio, previene lo sviluppo e la moltiplicazione di alcuni microrganismi, che per essere tossici necessitano di una popolazione molto numerosa.

Tags

3 Comments

Click here to post a comment

  • Vergognoso..!!! Inaccettabile per il nostro scoglio che di questo campa. Finirà come finirà in una “bolla di sapone” magari…in mare!

  • prima di emettere sentenza sul nome del ristorante sarebbe opportuno verificare se quei prodotti cui si fa riferimento siano stati consegnati già con quei batteri incorporati, cosa sicuramente avvenuta.