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Agnese Iovino torna in pista e l’ASL ne prende atto

Agense Iovino torna in pista e l’ASL ne prende atto. Il18aprile 2017 la Dott.ssa Agnese Iovino ha consegnato l’ordinanza del Tribunale del Riesame, assunta al protocollo dell’azienda sanitaria n 27283 con cui comunica l’assenza di qualsiasi voglia impedimento di legge. Il riesame ha infatti revocato le misure cautelari a carico dell’ex dirigente e la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o di pubblica funzione per la durata di anni uno di cui alla misura interdittiva n 46401/2014RGNR e n 506/2016 O.C.C. dal tribunale di Napoli Ufficio GlP sez.32. Il 26 gennaio scorso, nel merito delle misure interdittive, la direzione del distretto 44 veniva assegnata al Dott. Capelli Dario a far data dall’01 febbraio 2017 e per tutta la durata della sospensione Iovino. Ora l’azienda sanitaria, alla stregua dell’ordinanza del Tribunale, riammette in servizio la dott.ssa Agnese Iovino già a far data dal 18 aprile stesso. Il Dott. Capelli Dario rientra in forza al Dipartimento di Prevenzione. Il provvedimento di riammissione in servizio, sulla base dell’istruttoria del funzionario Lorenzo Verde, a firma del Direttore Sanitario la Dott.ssa Maria Virginia Scafarto, il Direttore Amministrativo, il Dott. Francesco Balivo, il Direttore Generale ott. Antonio d’Amore. Sullo sfondo c’è ancora l’inchiesta della magistratura tesa a fare chiarezza sulla gestione delle casse dell’Asl Na2. L’ex commissario Iovino fu ritenuta responsabile di aver favorito la figlia e la nuora, in merito all’elargizione di alcune borse di studio da parte dell’Asl Na2. Ma c’è anche il secondo livello investigativo con l’inchiesta “I Vampiri della Sanità”, che punta sulla nota gestione commissariale, in materia di appalti. Abuso d’ufficio è l’ipotesi investigativa formulata nei confronti della funzionaria, già direttrice generale della seconda azienda sanitaria napoletana. Fu il pm Graziella Arlomede a firmare l’avviso di proroga delle indagini a carico della professionista, in relazione a un presunto trattamento di favore riservato alla figlia e alla compagna del figlio. Ipotesi poi passate al vaglio dei pm. Stando alla ricostruzione emersa all’epoca, la Iovino avrebbe firmato una proroga di qualche mese della borsa di studio vinta dalla figlia. Per il governatore De Luca si è trattato di un primo segnale in un campo delicato e minato come la tutela della salute. Un avvertimento a tutti i manager dell’Asl sulle cui strutture si è intervenuto senza lesinare la sferza. Si volta pagina? Chissà…
IDA TROFA

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